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Scuole dell’infanzia, la maggioranza rifiuta il confronto con gli esperti

Da Paola Demagri 26 Gennaio 2023

Nella giornata di ieri, martedì 24 gennaio, la consigliera Demagri di Casa Autonomia.eu, assieme alle consigliere Maestri e Coppola, ha richiesto alla Quinta Commissione di tenere ulteriori audizioni riguardo al disegno di legge n°135 sulle scuole dell’infanzia. “Il ddl in questione prevede l’accorpamento dei due servizi 0-3 e 3-6 tramite una cerniera che non è confacente agli impianti normativi che regolano entrambi i servizi – spiega Demagri -. La nostra richiesta nasce dunque dalla necessità di assicurarci che questa legge valorizzi l’impianto socio educativo degli asili nido e scuole dell’infanzia, oltre che dal legittimo bisogno di chiarire alcune perplessità in merito, condivise sia da noi che da molti professionisti del settore”.

Le audizioni tenute finora infatti presentano una grave carenza: manca la parte pedagogica, ovvero l’ascolto di esperti e professionisti in grado di definire in maniera completa ed esaustiva quali siano le possibili ricadute della proposta sulla crescita e il percorso educativo dei bambini. Prosegue la consigliera Demagri: “Se la consigliera Masè, che propone questo ddl, ha veramente dedicato 10 anni alla sua stesura, confrontandosi esaustivamente con la popolazione e il territorio come da lei affermato, noi chiediamo meramente di aggiungere tre ore a questa decisione. Tre ore che impallidiscono di fronte ai supposti dieci anni dichiarati dalla consigliera Masè, ma che finalmente porterebbero in aula il parere di chi conosce intimamente questa materia, avendole dedicato la propria vita professionale”.

Una richiesta ragionevole, che è stata però bruscamente fermata, apparentemente senza una motivazione valida. “La presidente della Commissione non ha dato alcuno spazio alle nostre richieste – racconta la presidente di Casa Autonomia.eu -, concordando con i colleghi di maggioranza di non dare il proprio benestare per migliorare anche la fase di audizioni, che dovrebbe avvenire proprio in Commissione. Un evento estremamente insolito, in quanto questo genere di richieste di confronto con esperti esterni, che non fanno altro che migliorare il lavoro legislativo, non viene mai rifiutato da alcun presidente. Probabilmente è stata anche l’inesperienza della consigliera Dalzocchio, solo alla sua seconda seduta di Commissione, a determinare questa incresciosa situazione”.

“Come Casa Autonomia.eu ci preme far notare che in questo modo il ddl verrà analizzato senza tenere conto dell’aspetto educativo e pedagogico, che dovrebbe invece essere il pilastro centrale attorno al quale si sviluppa tutto questo processo. Inoltre in questo ddl è stata data pochissima considerazione ai percorsi formativi degli insegnanti e all’impatto del progetto sui bisogni del bambino, che secondo gli esperti sono fortemente cambiati in questo nuovo contesto sociale. Infine non si è assolutamente prestato ascolto a quelle che sono le considerazioni degli insegnanti che ogni giorno portano avanti questo importante servizio educativo e conciliativo. Insomma, è evidente che gli intenti della maggioranza leghista siano quelli di fare i conti con la parte economica e di razionalizzazione, pensando unicamente all’unificazione del disegno di legge per andare a sfruttare il più possibile le strutture, convogliando in un’unica struttura due processi socio-educativi diversi e razionalizzando le risorse umane, senza considerare le possibili ricadute. Ci chiediamo se invece non sarebbe più utile perseguire per esempio la gratuità degli asili nido, che costituirebbe un aiuto vero e concreto per le famiglie. Ma d’altronde non dovrebbe sorprendere che ciò non avvenga, in quanto in questo disegno di legge, come in tutti quelli portati avanti dalla maggioranza, non si dà alcuno spazio al confronto, preferendo invece costringere chi ne è oggetto a subire le ingerenze decisionali del Governo Provinciale, in perfetto stile leghista”.

“Queste non sono soltanto preoccupazioni nostre – rimarca Demagri -, ma sono i timori di molti professionisti che ogni giorno lavorano in questa realtà, spendendosi per il benessere dei più piccoli. Alcuni di loro fanno anche parte di Casa Autonomia.eu e con il collega Dallapiccola li abbiamo ascoltati, condividendone le perplessità e accogliendo la loro richiesta di opporci alla votazione del ddl”. 

26 Gennaio 2023 0 Commenti
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La Scuola dell’infanzia e il suo undicesimo mese! 

Da Paola Demagri 22 Gennaio 2023

Tema caldo come i mesi estivi di luglio e agosto quello toccato all’Assemblea Generale  della Federazione Provinciale Scuole Materne in una fredda domenica di gennaio. 

Durante l’Assemblea i Presidenti delle Scuole dell’infanzia non hanno risparmiato di far sentire la loro voce . Hanno dapprima ben rimarcato la  passione per il ruolo rivestito e l’enfasi dei loro interventi lo ha certificato. La gratuità del loro incarico è stata presentata come   impegno verso una comunità che ai vari Presidenti  ha dato molto. Le  questioni portate in Assemblea  hanno riguardato la difficoltà a gestire la burocrazia e le attività di segreteria. Alla PAT  hanno chiesto maggiore impegno economico. Pare che il sostegno economico a favore del Sistema educativo per l’infanzia si prosciughi sempre più, .

Ma il tema più caldo e sviscerato  dai presidenti è stato quello della deliberazione  da parte della Giunta, che dal 2024 la scuola dell’infanzia sarà definitivamente spalmata su 11 mesi di attività scolastica. La contrarietà e lo sconforto dei Presidenti, che hanno parlato a nome degli insegnanti e dei bambini, era rivolta più al metodo che al merito. 

Infatti anche in questo caso la lega trentina di ascoltare gli addetti ai lavori se ne fa un baffo. Dei dati raccolti sulla fruizione di tale servizio nei due anni passati non se ne vede uno straccio. Delle motivazioni che hanno determinato la scelta nemmeno l’ombra. Anzi sfuggono anche di fronte a precisa domanda. 

A mio parere il coinvolgimento della cooperazione avrebbe permesso di mantenere i servizi di conciliazione attivi a favore delle famiglie interessate lasciando ai bambini  di fare i  bambini giocosi e spensierati e il sistema scolastico non avrebbe ricevuto uno scossone incomprensibile. E’ ben vero che la PAT dice che le famiglie sono contente del servizio offerto. Ma siamo sicuri che le famiglie chiedevano scuola dell’infanzia per 11 mesi?

Da tre anni si parla della questione con gli insegnanti che rivendicano giustizia e comprensione verso i piccoli a loro affidati. 11 mesi di scuola non sono compatibili con i bisogni dei bambini. Il pericolo di affossare i servizi di conciliazione è elevatissimo. E l’elenco dei motivi del “non è opportuno l’undicesimo mese “ è ancora lungo. 

Ma cosa possiamo dire ancora  al proposito? Che la locandina che ha fatto da cornice all’Assemblea conteneva messaggi interessanti – condividere – responsabilità – sostenibilità – che non sono di certo passati dalle parti della Giunta leghista. 

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Stare al mondo nel nuovo mondo, la serata di Casa Autonomia.eu con Massimiliano Valerii

Da Paola Demagri 21 Gennaio 2023

Venerdì 20 gennaio, presso la Sala Congressi del Grand Hotel Trento si è tenuta una serata, promossa dal Movimento Casa Autonomia.eu, che ha avuto come protagonista Massimiliano Valerii, direttore del CENSIS. Ad accompagnarlo sul palco anche il vice presidente del Movimento, Michele Dallapiccola, e la presidente, Paola Demagri. Oltre ai leader di Casa Autonomia.eu erano presenti anche Cristiano Moiola e Marisa Postal, membri del direttivo del Movimento in giallo, e i rappresentanti delle forze politiche di coalizione: Giovanna Flor per Azione, Paolo Zanella e Claudia Merighi per Futura, Marco Boato dei Verdi e Chiara Maule per Campobase.

L’incontro, che ha seguito quelli di Trento, Arco, Ossana e Rovereto, ha ottenuto un ottimo riscontro. I consiglieri Demagri e Dallapiccola sono infatti riusciti ancora una volta ad organizzare un evento capace di riempire la sala con oltre centocinquanta persone, senza contare coloro che hanno seguito l’incontro in diretta streaming.

La serata è stata un’occasione di dialogo e confronto su molte tematiche di attualità. Valerii infatti, partendo dai dati del 56° rapporto CENSIS, ha dipinto un quadro chiaro ed esaustivo della situazione socio-economica italiana del momento.

Dagli eventi eccezionali che hanno segnato gli ultimi tre anni (pandemia, guerra, rialzo dei prezzi delle materie prime, la morsa energetica e l’inflazione a due cifre) Valerii si è lanciato in una lettura del momento attuale, da lui definito come “di rottura” rispetto ai paradigmi che finora avevano governato il mondo. 

“Negli ultimi 30 anni di globalizzazione accelerata c’è una parola d’ordine alla quali ci siamo rifatti: competitività. Dovevamo diventare più competitivi per integrarci al meglio nelle catene globali del valore”, racconta il direttore del CENSIS. “Questo ha portato ad un calo dei salari e ad un crollo degli investimenti pubblici. Una ricetta che ha permesso al nostro export di crescere ininterrottamente, ma a discapito della domanda interna, che alla fine del 2021 segnava ancora un -8% rispetto al 2007. Insomma, non si è più tornati ai livelli antecedenti alla grande crisi del 2008. I due terzi della nostra economia sono fatti appunto dalla domanda interna e quindi il risultato finale è stata una bassissima crescita”. 

“Dobbiamo quindi imparare dal passato per prepararci al futuro, perché siamo alle porte di una nuova fase: il mondo post neoliberista e post populista. Un mondo caratterizzato da rimpatrio delle produzioni, friendshoring e misure di protezione rispetto ai mali, presunti o reali, portati dalla globalizzazione ai lavoratori della classe media occidentali. Il tutto per proteggere l’intreccio virtuoso tra lavoro, acquisizione del benessere e democrazia. Un intreccio che, se viene meno, porta a fenomeni come quello dell’assalto a Capitol Hill o al preoccupante astensionismo a cui abbiamo già assistito in Italia. La Storia si è rimessa in moto, noi tutti viviamo quell’assottigliamento drammatico del diaframma tra la Grande Storia e le microstorie della nostra vita quotidiana, guardando con malinconia a quello che è il tramonto di un’epoca, con la consapevolezza di doverci attrezzare al meglio per stare al mondo nel nuovo mondo”, conclude Valerii.

All’intervento dell’Ospite è seguito un momento di confronto con i cittadini presenti in sala. Il discorso si è quindi articolato, andando a toccare per esempio i temi dell’ecologia o della crisi demografica, per poi chiudersi col saluto al direttore del CENSIS, ringraziato dalla presidente di Casa Autonomia.eu, Paola Demagri, e dal vice presidente Michele Dallapiccola, e la promessa di un ritorno a Trento il prossimo anno per una nuova interessante lettura della società italiana.

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Welfare qualificato per i trentini: decidiamolo insieme.

Da Paola Demagri 16 Gennaio 2023

Accolgo qui le riflessioni di Doriano Valer

La gestione di un welfare qualificato sul territorio non è sicuramente cosa da poco, è la sostanza della politica, rappresenta la capacita del governo di creare un contenitore di normative in grado di definire spazi corretti dove i vari attori sociali possono esprimersi per definire unitamente una condizione di soddisfazione comune. 

Sanità, scuola, lavoro e senso di responsabilità famigliare e dell’ambiente sono le dimensioni di base irrinunciabili per una società inclusiva, ma esse devono essere amministrate e regolate nel tentativo di conciliare vita privata del singolo con il bene comune. Ecco che quindi non si può parlare di famiglia, di natalità a prescindere da una analisi sulla conciliazione lavoro-famiglia, sui temi del lavoro precario che certamente deve trovare il giusto equilibrio con le esigenze delle imprese.

E’ evidente che la pandemia ha sconvolto alcuni ritmi e situazioni di comfort acquisiti nel tempo, abbiamo conosciuto il lavoro agile, i bambini in età scolastica hanno vissuto la loro formazioni indossando le mascherine, si sono incontrati in DAD; situazione che ha evidenziato le criticità delle infrastrutture, ci siamo abituati ad acquistare on line e ne abbiamo scoperto la comodità, ma tutto questo a quale costo?

La situazione Trentina è profondamente cambiata, la sanità sembra aver preso una deriva incontrollata dove il privato gioca il ruolo primario, la gestione amministrativa e burocratica sembra essere sempre più appesantita, inconcludente; e il cittadino ne paga il conto, rassegnato ad estenuanti attese per usufruire dei servizi sanitari sempre più scadenti; ne è testimonianza l’aumento delle persone che si rivolgono a strutture fuori provincia.

Va ingranata la marcia giusta per uscire dallo stallo

Invertire su una situazione che sta fra lo stallo e l’inadeguatezza non sarà cosa facile, ma ci si deve impegnare, incontrando le parti sociali, i professionisti, che quotidianamente si mettono al servizio della comunità; discutere e confrontarsi sui temi cercando di fare sintesi in tempi brevi. La scelta del welfare Trentino che verrà, tenuto conto del evidente rottura del rapporto di fiducia tra il governo leghista e il cittadino è nelle mani di due attori principali, i cittadini appunto, che dovranno spostare la fiducia, le loro speranze su un alternativa di governo, e gli schieramenti politici  che dovremmo prediligere il bene comune a scapito degli interessi di partito.

Se è nostro desiderio ristabilire la centralità di un welfare territoriale adeguato alla conformazione orografica, sociale e culturale delle Trentino abbiamo l’onere e il dover di presentare una proposta alternativa, regolata da una visione d’insieme libera da costruzioni ideologiche di partito; insomma una soluzione di governo guidata da scelte di buon senso che trova il consenso elettorale nei fatti e non nelle mere promesse.

Rilevo che il PD, la parte più consistente della coalizione alternativa al governo provinciale attuale, ha scelto il regolamento dei conti interni a scapito di una produttiva partecipazione alla costruzione di un’alleanza capace di creare le condizioni per riportate al voto i tanti delusi dalla politica. Ritengo che le discussioni interne dei partiti sono la base dell’espressione democratica, ma nel momento in cui tale discussione porta ad uno stallo dello scenario politico alternativo all’attuale maggioranza dovrebbe manifestarsi la responsabilità, il rispetto dell’ impegno delle altre forze politiche; insomma i personalismi dovrebbero essere messi da parte o essere successi alla scelta di un profilo idoneo alla guida del Trentino sui cui costruire un campagna elettorale e un programma di legislatura coeso.

Aspettare il nuovo segretario del PD, intavolare una nuova discussione sul profilo da proporre alla carica di Presidente sottolinerebbe la miope visione e il poco spirito di sacrificio a favore di un approccio comune alternativo e di cambio di passo del Territorio. Un segnale di compattezza forse potrebbe risvegliare un nuovo entusiasmo civico che potrebbe portare i cittadini a decidere del proprio futuro. Ma i tempi della politica spesso sembrano essere lontani e poco allineati alla realtà del nostro territorio che gode di una specificità d’autogoverno, pensata e maturata negli anni per organizzare un territorio ricco di cultura, diversità linguistiche, pensata per armonizzare visioni e convinzioni del progresso economico e sociale tra generazioni, pensata per stimolare una visione di collaborazione fattiva tra comunità con storie, dialetti e usanze differenti che rendono unico il Trentino.

I cittadini hanno bisogno di una guida che sappia anteporre il richiamo valoriale dell’Autonomia al richiamo delle dispute ideologiche e di potere dei partiti, vogliono sentire parlare di nuove opportunità per i nostri giovani che trovano spesso fuori dai confini provinciali quell’attrazione che qui non c’è, desiderano una visione positiva di un’Autonomia dinamica, moderna e determinata a ristabilire il giusto rapporto tra amministrazione e popolazione; necessitano di sentir parlare di futuro, di asili nido collegati ai luoghi di lavoro e tanto altro.

Far politica personalmente credo significhi trovare le condizioni d’equilibrio a garanzia di una dignitosa convivenza tra i bisogni presenti e le sicure esigenze future, i bambini un domani saranno adulti e gli adulti saranno anziani; l’Autonomia porta con se lo strumento per riuscire a trovare questo equilibrio, sempre in un contesto dinamico e se vogliamo moderno, consapevoli di chi siamo, ma entusiasti di percorre nuove sfide.   

Doriano Valer

16 Gennaio 2023 0 Commenti
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Un’allarmante situazione arriva dal centro Italia: anziani soli.

Da Paola Demagri 15 Gennaio 2023

Si parla di anziani abbandonati negli ospedali nei quali rimangono ricoverati più del dovuto. Dimissioni ospedaliere che ritardano anche di una settimana oltre all’effettivo bisogno. La causa – riferisce il quotidiano- è legata all’impossibilità ad accogliere gli anziani a casa. O non vi sono familiari di riferimento o se vi sono non sono in grado di assicurare l’assistenza necessaria. Il rischi per l’anziano di permanenza in ospedale sono di vario genere. Vi è il pericolo per la salute fisica in quanto esposti a infezioni ospedaliere e il pericolo per la salute mentale per effetto dell’isolamento dalle relazioni.

Non ho letto l’articolo distrattamente ma riflettendo se il nostro Trentino potrebbe essere coinvolto da una simile situazione. 

Vediamo un pò insieme!

La situazione demografica trentina è speculare a quella nazionale – 1 bambino ogni 3 anziani- ;  la situazione e la composizione dei nuclei familiari rispecchia il tessuto sociale  italiano. La carenza di strutture per anziani è un argomento di attualità in Trentino. Le graduatorie per l’ingresso in RSA sono infinite. I familiari sono costretti a pagare posti letto a pagamento per mesi e mesi a più di 180€ al giorno! 

Alcune zone trentine , le Giudicarie sono più avvantaggiate, perché nel passato la politica ha distribuito senza equità i posti letto. Le Valli del Noce sono le più povere nella percentuale di posti letto e anziani non autosufficienti over 65.

In più occasioni abbiamo chiesto alla Giunta di aumentare i posti letto accreditati. Ma una politica miope non vede il problema nemmeno quando è grande come una casa. 

Sul territorio vi è qualche centro di co-housing per volontà di privati o cooperative ma senza investimento da parte della PAT. Insufficienti sono anche i posti nei Centri Diurni.

L’analisi quindi è subito fatta.

Il Trentino sta correndo il pericolo di vedere  anziani abbandonati negli ospedali. Per altro, un piccolo assaggio di disagio nella gestione ospedaliera degli anziani, l’abbiamo  avuto in questo periodo. La carenza in APSS di posti letto di geriatria ha comportato la necessità di “appoggiare” ( nel gergo sanitario) i pazienti anziani nei vari reparti ( chirurgia, neurologia, medicina..) con enormi difficoltà di una appropriata presa in carico da parte del personale.

Il campanello d’allarme ha già suonato più volte. La crisi demografica rappresentata più da  una popolazione vecchia che giovane è realtà. Nel programma socio-sanitario di questa Giunta nemmeno l’ombra di investimenti per servizi per anziani se non consolidare l’esistente. 

Le politiche programmatiche per il ‘23 devono necessariamente prevedere forti investimenti a salvaguardia dell’invecchiamento accompagnato della popolazione oltre ovviamente a quelli per contrastare la denatalità.

15 Gennaio 2023 0 Commenti
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La miopia della Lega:   ostacolare la stabilizzazione degli immigrati in Trentino. 

Da Paola Demagri 8 Gennaio 2023

Mancherà  così lo sviluppo economico e sociale della nostra terra.

E’ di questi giorni la triste notizia che che trenta migranti non trovano casa in Bassa Valsugana. Persone dalla pelle scura che hanno trovato lavoro ma non un tetto sotto cui condividere affetti e relazioni familiari. Immagino la soddisfazione che, la  maggioranza provinciale leghista,  ha provato nel leggere la notizia che a me sinceramente ha fatto accapponare la pelle. 

Soddisfatti delle norme che si sono approvati in Consiglio Provinciale ( blocco del progetto canoniche, riduzione posti residenziali e del personale nei centri di accoglienza, criteri di accesso alle case ITEA ) la Giunta ha omesso di fare tutti quei pensieri di opportunità nell’avere in Trentino gli  immigrati.

La prima necessità è quella della manodopera che è  in forte crisi: nel campo dell’edilizia, della carpenteria, dell’artigianato in generale. Il bisogno c’è anche nell’erogazione di servizi di assistenza ( badanti e assistenti familiari), nella ristorazione, nei conduttori di mezzi di trasporto e operai; addetti alle pulizie, facchini e corrieri. 

La mancanza di manodopera sul nostro territorio colpisce in particolare l’agricoltura tanto da mettere  a rischio   i periodi di raccolta.

Ovviamente oltre alla semplificazione delle procedure è importante lavorare su flussi regolari degli stranieri. L’immigrazione regolare riduce drasticamente  la clandestinità. 

I lavoratori stranieri possono contribuire  in modo strutturale e determinante all’economia del nostro paese  rappresentando una componente indispensabile.

Un lavoro, una casa, un territorio accogliente sono la base per stabilizzare gli immigrati ed avere quindi nuovi nuclei  familiari per  contribuire a risolvere il problema della denatalità.

Finchè il Trentino sarà nelle mani di chi dell’immigrazione ne ha fatto un tabù, accendendo il conflitto etnico, saremo una territorio che andrà verso l’impoverimento economico, culturale e sociale.  

8 Gennaio 2023 0 Commenti
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La Sanità trentina e il dissesto organizzativo. 

Da Paola Demagri 3 Gennaio 2023

Per la Lega è sempre colpa degli altri.

Di questo si tratta quando ogni giorno vengono alla luce risposte non risposte date al cittadino che creano più disagio che benessere. Non passa un giorno che non riceva segnalazioni di una sanità che va a rotoli. La lista della spesa è lunga e le fasce deboli le più colpite.

Il box dei reclami lo possiamo dividere in due: quello dei cittadini e quello dei dipendenti.

Nel primo le questioni si possono raggruppare in macro argomenti: lunghe liste d’attesa per visite ed esami strumentali, dimissioni selvagge, lista d’attesa per l’ingresso in RSA, lista d’attesa per accedere all’hospice. Per la patente meglio rivolgersi all’ACI ( con un supplemento di oneri da pagare), per una visita di invalidità l’attesa è di 180 giorni; la questione Pronto Soccorso con lunghissime ore di attesa e permanenza di ore in sala d’attesa e quando ti va bene in astanteria. Per non parlare delle Guardie Mediche che è inutile chiamarle perchè non ci sono. Ma il peggio in queste ultime settimane riguarda il trattamento che ricevono gli anziani residenti in RSA. Se sottoposti a visita è probabile che per accedere in ospedale debbano fare parecchi Km prima di entrare in ambulatorio. E’ quasi normalità che l’ospedale più vicino non possa erogare la prestazione. Stamane una signora di 93 anni di una RSA dell’ Alto Garda per le ore 7.30 doveva farsi trovare in ortopedia a Cavalese per visita e raggi! Ma poveri anziani, perché un simile trattamento? Nessuna pietà per gli anziani  che soffrono un viaggio lungo e scomodo in ambulanza. Ma a nessuno viene in mente che l’RX può essere fatto ad Arco e poi il Medico di Cavalese o altro autorizzato lo può vedere attraverso il Sistema informatico? 

Ma il Percorso Argento dove è finito? Era dedicato per gli anziani e i grandi anziani e la Lega ha affossato pure questo? Probabile a questo punto ( magari interrogheremo!).

Per il box dei reclami dei dipendenti rimandiamo ad una narrazione dedicata. Qui mi volevo interessare in particolare agli anziani che sono in aumento, che abbisognano di servizi, che si ammalano di più rispetto ad altri. 

Spazio Argento e il percorso Argento sono due percorsi che non possono più attendere. Delle fasi di sperimentazione ne abbiamo poi piene le scatole. D’altronde una Giunta che NON decide rimanda ad altri la responsabilità decisionale in modo da poter sempre dire che l’hanno voluto altri! 

3 Gennaio 2023 0 Commenti
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Fine anno: tempo di bilanci. Vi presento il mio, raggiunto insieme alla squadra.

Da Paola Demagri 30 Dicembre 2022

Ripenso agli ultimi 12 mesi ed ho la sensazione che sia stato un buon anno. Non corro ad archiviarlo perchè l’inizio del prossimo anno parte dalla fine del 2022. Ciò che è emerso nei mesi scorsi è la base sulla quale costruire i propositi per il futuro. 

Ed ora vanno  circostanziati  “il futuro e gli obiettivi” che per la politica provinciale, dentro la quale partecipo attivamente, significa elezioni  provinciali 2023 per mettere il Trentino in mani più sicure di quelle attuali. 

Mi sono presentata come Paola Demagri Presente, non un brand, non uno slogan , ma un modo di essere. Essere Presente sulla scena politica, nelle istituzioni, nel gruppo politico di appartenenza. Essere Presente tra la gente, nelle situazioni, nelle manifestazioni, negli eventi belli ma anche in quelli tristi ( ai funerali poco o in forma molto riservata). Mi sono presentata agli elettori che mi avevano sostenuta con il loro voto, ai cittadini delle Valli e della città. Presente nelle Amministrazioni con il  ruolo di consigliere Provinciale, sono entrata negli ospedali e nelle RSA, nelle case, nelle stalle, nei negozi, nelle imprese, negli uffici. Presente quando mi hanno chiamata o mi sono presentata in forma spontanea. Presente da sola, con i collaboratori o con il Collega Dallapiccola a seconda dell’obiettivo dell’incontro.

Ho svolto l’attività di Consigliera Provinciale attraverso 764 atti politici depositati di cui 241 come prima firmataria. Sono state particolarmente interessanti le sedute delle Commissioni di cui sono commissaria effettiva, 4a e 5a; non ho mai mancato di partecipare ai Consigli Provinciali e Regionali. 

Abbiamo percorso km e km attraverso il Trentino. Abbiamo incontrato quasi 1000 persone in forma singola  o a piccoli gruppi e molte altre persone le abbiamo trovate  attraverso serate informative e assemblee. Ogni sera al rientro a casa trascrivo in un’agenda il nome delle persone incontrate per attività politica durante la giornata. Ecco perché posso essere particolarmente precisa sul numero di persone con cui mi sono relazionata! 

In aula, sul territorio, tra la gente ho portato avanti le necessità dei trentini e del Trentino tenendo come riferimenti i valori dell’equità, del sostegno, della solidarietà, dell’efficienza e della competenza. Ho sempre pensato ai temi del civismo e del valore collettivo. Abbiamo promosso sensibilità in un mondo di ingiustizie. Con il collega Dallapiccola link https://www.micheledallapiccola.it/ abbiamo lavorato considerando  strategia, lungimiranza, sostenibilità, cura del territorio,  l’autonomia come strumento  e identità per valorizzare e migliorare l’economia. 

Non ho lavorato da sola ma sempre in squadra: con il collega di Partito, con i colleghi delle minoranze, con i collaboratori e con i tesserati. 

Un anno intenso. Nei primi mesi siamo stati coinvolti e particolarmente attivi nella  preparazione del  Congresso del partito a cui appartenevamo. Poi nei due mesi successivi capimmo  che ciò che era stato acclamato durante il Congresso non era il percorso che la Dirigenza aveva in testa. Provammo a tenere testa alla frangia  di partito che guardava ampiamente al centro destra. Provammo a discutere, combattere, votare per far tornare il PATT nell’area a cui ha sempre appartenuto. Ma nulla è valso, nemmeno Consigli partecipati e atti proposti. 

A quel punto la dignità e la coerenza mia e del collega Dallapiccola e quella di una parte di tesserati ci hanno indicato una nuova strada. Il 18 ottobre abbiamo dato le dimissioni dall’ex partito e l’8 novembre presentammo la nuova Casa Politica CasaautonoMia.eu. link http://www.casaautonomia.eu/

Concludo,  dicendomi e raccontando anche a voi, che è stato un anno denso e vivo, per molti aspetti complicato. Alcuni giorni sono stati difficili e alcune notti insonni. Ma poi è arrivato sempre il sereno e il sole, giallo come il colore del simbolo del nostro  Movimento.

Ora non compete a me dire se ho lavorato bene o non abbastanza, se ho raggiunto risultati che altri si aspettavano da me. Sono pronta alle critiche e agli inviti a fare meglio o diverso purchè si rispetti la mia persona e le persone che collaborano in varie forme con me. 

Auguro a tutti voi   un Bilancio positivo della vostra vita professionale e personale. 

Auguro che possiate  partire nel 2023 sulla scia dell’anno che stiamo salutando. 

Auguro salute e benessere.

Auguri Buon Nuovo Anno

Paola Demagri Presente

30 Dicembre 2022 0 Commenti
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Accedi al Sito del nostro Movimento www.casaautonomia.eu troverai le attività in programma, idee e pensieri e la possibilità con due click di aderire e farti Socio. Buon inizio 2023

Da Paola Demagri 30 Dicembre 2022

link http://www.casaautonomia.eu/

30 Dicembre 2022 0 Commenti
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Giovani e competenze linguistiche: possibilità affossate dal Governo leghista.

Da Paola Demagri 26 Dicembre 2022

In una società evoluta, in un turismo estero sempre più importante per il Trentino ed in un economia trentina aperta verso il mondo sono sempre più necessarie le competenze linguistiche.

Le certificazioni linguistiche – sempre più richieste dai datori di lavoro, dalle università ed in alcuni concorsi pubblici – hanno un certo costo ed in alcuni casi, se le famiglie sono in difficoltà o sono numerose, questi costi diventano proibitivi e vi è una possibilità solo per le famiglie abbienti.

La proposta da portare avanti sarebbe di istituire dei “fondi territoriali” – gestiti dalle Comunità di Valle – al fine di erogare un contributo del 50% per i costi delle certificazioni linguistiche, erogabili solo dietro superamento della certificazione, su base ICEF e un secondo contributo basato sul punteggio della certificazione (massimo dei voti, 50% di rimborso). Se questi due contributi fossero cumulabili un giovane poco abbiente ma che s’impegna nella preparazione e con risultato eccellente può con un punteggio massimo ambire ad un rimborso del 100%. Resta il fatto che le certificazioni più sono di livello elevato più necessitano d’ impegno elevato per la complessità con cui sono strutturate ed un livello elevato spesso comporta un buon costo.

La suddivisione territoriale permette poi un analisi statistica dell’andamento complessivo dell’acquisizione di competenze linguistiche tra i giovani sul territorio provinciale e le differenti “sensibilità” nell’apprendimento linguistico nei singoli distretti/territori.

Questa è l’analisi e la proposta di un giovane che guarda al futuro e alle necessità della sua terra. Il Governo Rossi ne aveva garantito lo sviluppo delle competenze linguistiche attraverso il trilinguismo. Poi arrivò il Governo Fugatti che preferì cancellarlo. A favore forse dei dialetti di una Macroregione?

Ora sono convinta che il Governo leghista abbia si un programma in agenda perchè passati più di 4 anni di legislatura si comincia a vedere qualche obiettivo raggiunto. Pensateci bene! Eliminare il trilinguismo e ragionare su una Macroregione Nord-Est sono due condizioni che convivono perfettamente a scapito invece del rinforzare i rapporti con l’Euregio guardando a nord.

26 Dicembre 2022 0 Commenti
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