Scuola e salute: stop ai diktat romani e alla censura ideologica. Il Trentino Autonomo merita rispetto: si tolgano le deleghe all’assessora Gerosa.

Da Paola Demagri

Intervengo con profonda preoccupazione, ma soprattutto nel rispetto di un’etica
professionale, culturale e civile che da sempre guida la mia azione politica e il mio impegno
per questa comunità. Il recente e ingiustificato blocco dei progetti di educazione affettiva e
sessuale nelle scuole trentine, unito all’applicazione pedissequa e acritica delle direttive
ministeriali, segna il superamento di un limite non più tollerabile. Sulla scuola e sulla tutela
della salute delle giovani generazioni stiamo rasentando l’intollerabile.

Le ultime decisioni e direttive dell’assessora Gerosa rappresentano l’ennesima ingerenza e un vero e proprio
diktat calato dall’alto, frutto di un’impostazione centralista e ideologica che non appartiene
alla storia e alla cultura d’autonomia della Provincia Autonoma di Trento.
Da consigliera autonomista non posso accettare che nella nostra Provincia vengano
importate e imposte logiche nazionaliste ed estremiste. assistiamo a un continuo
inasprimento e alla circoscrizione della libertà di pensiero e d’insegnamento, con interventi
limitativi che mortificano la professionalità e le competenze che tanti operatori, sanitari e
docenti, hanno costruito in anni di studio e di attività sul campo.

È un’attitudine oscurantista che assomiglia sempre più alle uscite e alle posizioni dell’onorevole Vannacci, del tutto
distanti dall’equilibrio e dallo spirito di servizio di cui il Trentino ha bisogno.
Provo un profondo sdegno per l’operato dell’assessorato e per queste scelte retrograde. Non
sorprende che persino tra gli iscritti di quel partito ci sia chi inizia a sfilarsi: oltre alle questioni
interne di metodo, che non mi riguardano, credo sono forse queste prese di posizione
estremiste a creare sgomento. Ciò che mi capacita ancor meno è il silenzio complice e
l’impassibilità delle liste civiche e delle forze territoriali di centrodestra in Consiglio
provinciale: non basta ‘gufare’ nei corridoi o bisbigliare il proprio malcontento nei banchi
dell’aula, servono atti di responsabilità e prese di posizione chiare per fermare questa deriva.
Come forze di centro-sinistra e autonomiste rimaniamo salde, coerenti e rigorose nella
difesa dei diritti, dell’autonomia scolastica e della salute pubblica.

Ma di fronte all’allarme lanciato chiaramente dall’Ordine delle Ostetriche, di fronte all’agitazione delle
rappresentanze del personale sanitario, dei consultori e degli ordini professionali costretti a
scusarsi per l’applicazione di norme restrittive, diciamo chiaramente che l’unica azione
politica seria da compiere per tutelare la scuola e i nostri giovani è una sola: togliere le
deleghe all’assessora Gerosa. L’appello finale va ai giovani, alle ragazze e ai ragazzi, alle
famiglie e a tutti i cittadini: la libertà di scegliere e di crescere in modo consapevole passa
attraverso la libertà del sapere e dell’informazione. È il momento di far sentire la propria
voce, di scendere in piazza e di difendere il diritto ad un’educazione libera, scientifica e
rispettosa della dignità di ogni persona.
Paola Demagri
Consigliera provinciale Casaautonomia.eu