Centro “fai-da-te” e alleanze di convenienza: la fallimentare strategia del PATT tra nostalgie vintage e specchietti per le allodole
Le recenti dichiarazioni del segretario del PATT Simone Marchiori hanno più l’aspetto di un colpo di calore estivo che l’ossatura di un progetto politico serio e lungimirante. Davanti a certe uscite, la domanda sorge spontanea: stiamo parlando di un centro per il Trentino o semplicemente dell’ennesimo tentativo di mettere “Tione al centro” delle poltrone? Dalla maggioranza (e non solo) arrivano già le prime, inevitabili repliche a quella che si configura come un’idea sinceramente balzana.
Pensare di coinvolgere liste civiche che oggi sono chiaramente posizionate nell’emiciclo consiliare – chi a destra, chi a sinistra – avendo come regista chi, storicamente, si colloca solo dove più gli conviene, è pura fantascienza politica. Il PATT, d’altronde, ha dimostrato negli anni una preoccupante dote di galleggiamento: un opportunismo cronico che non permette ai suoi stessi tesserati di avere un orientamento chiaro, nitido e programmato. Questo modus operandi fa una sola cosa: destabilizza chi, iscrivendosi a un partito, cerca una linea politica coerente e inconfutabile.
A ben pensarci, questa mossa sembra una sorta di anticipazione fuori stagione di un blockfrei. Un film già visto nel 2018, con la differenza che allora si consumò a ridosso delle elezioni; oggi, invece, si gioca d’anticipo, tentando di racimolare disperatamente tutto ciò che potrebbe essere disponibile nello scenario politico,
In questo momento storico, la polarizzazione tra destra e sinistra è più che mai radicata e sentita, con risvolti evidenti anche nel nostro Trentino. Se il PATT ha nostalgia del tempo che fu, è evidente che ha sbagliato i tempi: quel progetto territoriale è ormai decisamente vintage.
Se in passato certe formule hanno funzionato – all’epoca della Margherita o del PATT a trazione Rossi – oggi lo scenario è profondamente mutato. Siamo passati attraverso l’ondata leghista e ora ci prepariamo a quella dei “vannacciani”. In questo contesto, un progetto politico territoriale è certamente nobile sulla carta, ma se vogliamo essere sinceri e credibili, è semplicemente improbabile da applicare. Meglio lasciarlo stare e proseguire sulla retta via.
Casa Autonomia ha un’ambizione chiara: essere una lista civica capace di controbilanciare, rendere più efficace e allargare il perimetro del centrosinistra, insieme a compagni di viaggio che ,auspichiamo , non abbandonino la coalizione. Da parte nostra, la risposta a queste manovre di palazzo è netta: dagli specchietti per le allodole stiamo ben lontani. Soprattutto quando a proporli è chi ha sposato l’ambiguità e il trasformismo come unica bussola, rinnegando la coerenza
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