Il Trentino sta dalla parte della democrazia: qui non si normalizza l’estrema destra

Da Paola Demagri


Quando si parla di gruppi come Skinhead o della sigla Camelot, ci si riferisce a realtà che nascono tra gli anni ’80 e ’90 dentro la cultura neofascista e neonazista. Sono ambienti che hanno usato concerti, raduni e propaganda per diffondere idee di odio, superiorità etnica, discriminazione e una lettura distorta della storia. Il raduno previsto in questi giorni a Dro si inserisce esattamente in questa tradizione: un momento di richiamo tra gruppi dell’estrema destra italiana ed europea, costruito per rafforzare identità radicali e per fare proselitismo.
Nella loro narrazione, nomi come “Camelot” diventano simboli di una presunta “fortezza europea” da difendere contro la globalizzazione, l’immigrazione e il cambiamento culturale. È un immaginario che mescola identitarismo, nazionalismo e un’idea di società chiusa, divisa, fondata sulla paura dell’altro. I contenuti del raduno lo confermano: conferenze ideologiche, musica della scena Rock Against Communism ( rock contro la democrazia), dibattiti contro l’Europa e contro l’immigrazione. Non è un semplice evento privato: è un messaggio politico preciso, che storicamente ha generato polemiche, mobilitazioni antifasciste e controlli serrati di sicurezza.
Di fronte all’impossibilità giuridica di vietare un raduno organizzato in uno spazio privato, la risposta non poteva essere il silenzio. Quando la legge non può intervenire, è la comunità democratica che deve farlo. Tacere significa normalizzare ideologie che negano diritti e libertà. Mobilitarsi pacificamente, invece, significa tracciare un confine chiaro: dire che il nostro territorio non accetta la cultura dell’odio, della discriminazione e della violenza simbolica. La mobilitazione di queste ore nasce proprio da questo: dalla volontà civile di difendere la nostra comunità dall’indifferenza e di ribadire che certe idee non possono diventare la normalità. Alleanza Democratica Autonomista sarà presente, perché la nostra presenza è una scelta di valori. Mentre le frange neofasciste e neonaziste alimentano divisione e sopraffazione, il nostro impegno quotidiano è rivolto alla difesa della democrazia, della libertà, dell’uguaglianza e dei diritti civili.
La mia posizione, come Consigliera provinciale di Casaautonomiua.eu , è totale e intransigente: il Trentino ha costruito la propria Autonomia sui valori dell’antifascismo e della convivenza pacifica. Proteggere questa storia non è solo un dovere politico, ma un dovere morale verso la nostra comunità.