credits Jon Tyson
In questi giorni di freddo pungente, quando il Trentino si ritrova avvolto da temperature che tagliano la pelle , c’è un’altra forma di gelo che pesa ancora di più: quello dell’indifferenza politica. Un gelo che non arriva dal cielo, ma dalle scelte di chi governa. Un gelo che non colpisce tutti allo stesso modo, ma che diventa atroce e malvagio per chi non ha un tetto, un riparo, una possibilità.
Il tema dei senzatetto, che molti dei colleghi stanno giustamente riportando al centro del dibattito, non è un dettaglio marginale né un’emergenza improvvisa. È il risultato di un’impostazione politica che da tempo ha scelto di voltarsi dall’altra parte, di combattere i più deboli invece di proteggerli, di esibire forza dove servirebbe cura, di mostrare muscoli dove servirebbe responsabilità.
Questa destra trentina continua a raccontarsi come pragmatica, concreta, vicina al territorio. Ma la realtà è che non paga sul piano valoriale, non paga sul piano dell’equità, non paga sul piano della costruzione di una società inclusiva. È una politica che divide: forti contro deboli, ricchi contro poveri, potere contro cittadini. Una politica che preferisce la superficialità all’approfondimento, l’autoreferenzialità al merito, la propaganda alla responsabilità.
Io non mi sono mai riconosciuta in una politica così sfacciata, così distante, così povera di umanità. E sono profondamente grata, oggi più che mai, di non aver mai appoggiato forze che hanno scelto di sacrificare gli ultimi sull’altare del consenso facile.
Ci sono passaggi nella vita politica in cui diventa necessario scegliere la strada che rispecchia davvero i propri valori. Il mio impegno oggi nasce proprio da questo: dalla volontà di promuovere e far crescere un movimento che mette al centro la responsabilità sociale, la tutela delle fragilità, la vicinanza concreta ai lavoratori e agli ultimi.
Un movimento che non tradisce la propria identità statutaria, che non si piega alle convenienze del momento e che continua a credere in una politica capace di ascoltare, includere e proteggere. È questa la direzione che ho scelto e che continuo a scegliere ogni giorno, con convinzione e coerenza.
Oggi, davanti al gelo che morde le strade e davanti al gelo politico che morde le coscienze, sento ancora più forte il dovere di dirlo: una comunità si misura da come tratta chi ha meno, non da come si autocelebra. E una politica che non sa proteggere i più fragili non è una politica: è un esercizio di potere.