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Il disimpegno sociale e umano della destra trentina nel gelo dell’inverno

Da Paola Demagri 14 Gennaio 2026

Credits Jon Tyson

In questi giorni di freddo pungente, quando il Trentino si ritrova avvolto da temperature che tagliano la pelle , c’è un’altra forma di gelo che pesa ancora di più: quello dell’indifferenza politica. Un gelo che non arriva dal cielo, ma dalle scelte di chi governa. Un gelo che non colpisce tutti allo stesso modo, ma che diventa atroce e malvagio per chi non ha un tetto, un riparo, una possibilità.

Il tema dei senzatetto, che molti dei colleghi stanno giustamente riportando al centro del dibattito, non è un dettaglio marginale né un’emergenza improvvisa. È il risultato di un’impostazione politica che da tempo ha scelto di voltarsi dall’altra parte, di combattere i più deboli invece di proteggerli, di esibire forza dove servirebbe cura, di mostrare muscoli dove servirebbe responsabilità.

Questa destra trentina continua a raccontarsi come pragmatica, concreta, vicina al territorio. Ma la realtà è che non paga sul piano valoriale, non paga sul piano dell’equità, non paga sul piano della costruzione di una società inclusiva. È una politica che divide: forti contro deboli, ricchi contro poveri, potere contro cittadini. Una politica che preferisce la superficialità all’approfondimento, l’autoreferenzialità al merito, la propaganda alla responsabilità.

Io non mi sono mai riconosciuta in una politica così sfacciata, così distante, così povera di umanità. E sono profondamente grata, oggi più che mai, di non aver mai appoggiato forze che hanno scelto di sacrificare gli ultimi sull’altare del consenso facile.

Ci sono passaggi nella vita politica in cui diventa necessario scegliere la strada che rispecchia davvero i propri valori. Il mio impegno oggi nasce proprio da questo: dalla volontà di promuovere e far crescere un movimento che mette al centro la responsabilità sociale, la tutela delle fragilità, la vicinanza concreta ai lavoratori e agli ultimi.

Un movimento che non tradisce la propria identità statutaria, che non si piega alle convenienze del momento e che continua a credere in una politica capace di ascoltare, includere e proteggere. È questa la direzione che ho scelto e che continuo a scegliere ogni giorno, con convinzione e coerenza.

Oggi, davanti al gelo che morde le strade e davanti al gelo politico che morde le coscienze, sento ancora più forte il dovere di dirlo: una comunità si misura da come tratta chi ha meno, non da come si autocelebra. E una politica che non sa proteggere i più fragili non è una politica: è un esercizio di potere.

14 Gennaio 2026 0 Commenti
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Il disimpegno sociale e umano della destra trentina nel gelo dell’inverno

Da Paola Demagri 14 Gennaio 2026

credits Jon Tyson

In questi giorni di freddo pungente, quando il Trentino si ritrova avvolto da temperature che tagliano la pelle , c’è un’altra forma di gelo che pesa ancora di più: quello dell’indifferenza politica. Un gelo che non arriva dal cielo, ma dalle scelte di chi governa. Un gelo che non colpisce tutti allo stesso modo, ma che diventa atroce e malvagio per chi non ha un tetto, un riparo, una possibilità.

Il tema dei senzatetto, che molti dei colleghi stanno giustamente riportando al centro del dibattito, non è un dettaglio marginale né un’emergenza improvvisa. È il risultato di un’impostazione politica che da tempo ha scelto di voltarsi dall’altra parte, di combattere i più deboli invece di proteggerli, di esibire forza dove servirebbe cura, di mostrare muscoli dove servirebbe responsabilità.

Questa destra trentina continua a raccontarsi come pragmatica, concreta, vicina al territorio. Ma la realtà è che non paga sul piano valoriale, non paga sul piano dell’equità, non paga sul piano della costruzione di una società inclusiva. È una politica che divide: forti contro deboli, ricchi contro poveri, potere contro cittadini. Una politica che preferisce la superficialità all’approfondimento, l’autoreferenzialità al merito, la propaganda alla responsabilità.

Io non mi sono mai riconosciuta in una politica così sfacciata, così distante, così povera di umanità. E sono profondamente grata, oggi più che mai, di non aver mai appoggiato forze che hanno scelto di sacrificare gli ultimi sull’altare del consenso facile.

Ci sono passaggi nella vita politica in cui diventa necessario scegliere la strada che rispecchia davvero i propri valori. Il mio impegno oggi nasce proprio da questo: dalla volontà di promuovere e far crescere un movimento che mette al centro la responsabilità sociale, la tutela delle fragilità, la vicinanza concreta ai lavoratori e agli ultimi.

Un movimento che non tradisce la propria identità statutaria, che non si piega alle convenienze del momento e che continua a credere in una politica capace di ascoltare, includere e proteggere. È questa la direzione che ho scelto e che continuo a scegliere ogni giorno, con convinzione e coerenza.

Oggi, davanti al gelo che morde le strade e davanti al gelo politico che morde le coscienze, sento ancora più forte il dovere di dirlo: una comunità si misura da come tratta chi ha meno, non da come si autocelebra. E una politica che non sa proteggere i più fragili non è una politica: è un esercizio di potere.

14 Gennaio 2026 0 Commenti
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E le mele trentine? chi le tutela?

Da Paola Demagri 14 Gennaio 2026

Negli ultimi mesi il dibattito sull’Accordo tra Unione Europea e Paesi del Mercosur è tornato al centro dell’agenda politica. Un negoziato lungo venticinque anni, presentato come un grande passo avanti per il commercio internazionale, ma che per territori come il nostro rischia di tradursi in un arretramento silenzioso, quasi invisibile, e proprio per questo ancora più grave. Mentre l’Europa discute di dazi, quote e reciprocità, qui in Trentino sembrerebbe che troviamo davanti a un dato che non può essere derubricato a dettaglio tecnico.

Secondo quanto riportato da stampa e parti sociali interessate al settore, le mele trentine non comparirebbero tra le Indicazioni geografiche protette dall’accordo. Non c’è traccia della nostra produzione simbolo, della filiera che sostiene intere valli, della qualità che abbiamo costruito in decenni di lavoro, ricerca, investimenti e rigore.

Eppure, a pochi chilometri da noi, la Provincia di Bolzano ha invece ottenuto la tutela delle proprie mele IGP. L’Alto Adige ha saputo presidiare il tavolo europeo, difendere i propri interessi, far valere la propria rappresentanza. La SVP e il suo Eurodeputato hanno portato a casa un risultato concreto, tangibile, misurabile. Il Trentino pare proprio di no. Se conferamto, allora la domanda politica diventerebbe inevitabile: dov’eravamo mentre gli altri difendevano il proprio territorio? Perché mentre Bolzano lavorava, il PATT,  che si definisce partito territoriale, autonomista, vicino alla SVP e allo stesso Dorfmann, non ha ottenuto nulla. E mentre l’assessora Zanotelli si dedicava a presenze pubbliche, nessuno sembra essersi accorto che il principale prodotto agricolo trentino stava scivolando fuori dalle tutele europee?

Non è questione di bandiere o di appartenenze. È questione di responsabilità verso un settore che rappresenta migliaia di famiglie, un pezzo della nostra identità economica e culturale, un presidio ambientale e sociale. È questione di capire perché altri territori hanno saputo far valere la propria voce, mentre il nostro è rimasto in silenzio. Per questo serve chiarezza. Serve sapere se questa notizia, così come mediaticametne esposta corrispnde alla realtà, o se fortunatamente vi fossero invece valide alterantive di ripiego ad un danno che altrimenti sembra inevitabilmente evidente. A quanto pare fra l’altro la presenza dei leader nazionali Meloni –  Lollobrigida intervenuti solo due mesi fa per inaugurare la funivia che trasporta le mele nelle celle ipogee non ha dato garanzie in tal senso, se non il presenzialismo puro che ha anche innescato qualche mal di pancia. La politica non può limitarsi a commentare a posteriori: deve presidiare, prevenire, difendere. E quando non lo fa, deve rispondere, perchè.

S’interroga la Giunta per sapere :

1. Se fosse a conoscenza, durante le fasi negoziali dell’Accordo UE–Mercosur, del fatto che le mele trentine non sarebbero state incluse tra le Indicazioni geografiche protette.

2. Quali azioni politiche, istituzionali o tecniche siano state intraprese per ottenere tale tutela e con quali risultati.

3. Se la Provincia abbia interloquito con il Governo italiano, con la Farnesina o con la Commissione europea per difendere le produzioni trentine, e in quali forme.

4. Se vi siano stati contatti con la SVP o con l’eurodeputato Herbert Dorfmann, e quali esiti abbiano prodotto tali interlocuzioni.

5. Quali iniziative urgenti intenda assumere per evitare che l’accordo, una volta operativo, penalizzi ulteriormente le filiere agricole trentine, già esposte alla concorrenza internazionale e al rischio di importazioni prive degli standard europei.

14 Gennaio 2026 0 Commenti
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Nuovi ambulatori di Taio

Da Paola Demagri 11 Gennaio 2026

Oggi sono stati inaugurati i nuovi ambulatori medici presso la struttura di proprietà dell’ASUC di Taio, realizzati grazie alla collaborazione tra ASUC, Comune e BIM. Uno spazio rinnovato, sicuro, funzionale e pensato per chi ogni giorno si prende cura della nostra comunità.

Non si tratta solo di “nuovi locali”. Si tratta di un investimento culturale, prima ancora che infrastrutturale. Perché questi ambienti rappresentano una visione precisa del territorio e del suo futuro.

1. Prossimità

Prossimità non come semplice distanza ridotta, ma come principio di giustizia territoriale. Significa garantire servizi che non si limitano a esistere, ma che raggiungono davvero le persone, soprattutto quelle che rischiano di rimanere ai margini. Significa dire, con i fatti, che la salute non è un privilegio, ma un diritto che deve essere accessibile.

2. Presidio

Un presidio non è un edificio: è una responsabilità condivisa. È una presenza viva, capace di intercettare bisogni prima che diventino emergenze. È un luogo che rassicura, che accompagna, che rimane. E questo nuovo spazio vuole essere esattamente questo: un punto fermo per la comunità.

3. Continuità di cura

La struttura è nuova, ma la sua vera forza sta nelle persone che la abiteranno: medici, infermieri, operatori sanitari. Professionisti che garantiscono percorsi stabili, relazioni che durano, ascolto che non si interrompe. La continuità di cura è ciò che permette a un territorio di sentirsi davvero tutelato.

4. Prevenzione attiva

Non la prevenzione “raccomandata”, ma quella costruita giorno per giorno: educazione, ascolto, collaborazione tra istituzioni, territorio e professionisti. Un luogo che non si limita a curare, ma che aiuta a vivere meglio, prima ancora che a guarire.

Questi ambulatori sono un segno concreto di ciò che possiamo realizzare quando istituzioni e comunità lavorano insieme. Un passo avanti per la salute, per la qualità della vita, per la dignità dei servizi nei nostri paesi. Un investimento che parla di futuro, di cura e di responsabilità reciproca.

11 Gennaio 2026 0 Commenti
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La Scuola non è scuola se non ha la S maiuscola

Da Paola Demagri 6 Gennaio 2026

il T quotidiano 06/01/2026

6 Gennaio 2026 0 Commenti
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Punti nascita: sicurezza, efficienza ed efficacia. Allora nessun dubbio sul mantenerli aperti

Da Paola Demagri 6 Gennaio 2026

Ma ad oggi Cles e Cavalese non hanno queste caratteristiche

Il T quotidiano Daniele Benfanti 06/01/2026

6 Gennaio 2026 0 Commenti
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Una coalizione seria e forte sceglie presto il suo candidato e lo porta fino alla elezione facendolo vincere

Da Paola Demagri 6 Gennaio 2026

L’Adige Luisa Patruno 06/01/2026

6 Gennaio 2026 0 Commenti
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Affetti da Alzheimer che siano in RSA che a casa, rette gratuite

Da Paola Demagri 3 Gennaio 2026

L’Adige 03/01/2026 Patrizia Todesco

Il dibattito di questi giorni con la decisione della Corte d’Appello .
Non lasciamo le APSP con il cerino in mano . La provincia intervenga subito

3 Gennaio 2026 0 Commenti
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Oggi sul il il T Quotidiano si parla di provinciali e di possibilità reali.Io ho scelto di dire una cosa semplice: il tempo è adesso.

Da Paola Demagri 3 Gennaio 2026

Il T quotidiano 023/01/2026 Simone Casciano

Se vogliamo davvero cambiare il futuro della nostra provincia, dobbiamo iniziare a scegliere chi la guiderà, non tre mesi, ma subito.

Leggi l’articolo e trova le differenze👇👇

3 Gennaio 2026 0 Commenti
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Scuola e pluralismo. La Pat difenda l’autonomia, non esegua ordini.

Da Paola Demagri 29 Dicembre 2025

https://www.ildolomiti.it//politica/2025/la-scuola-non-e-un-talk-show-demagri-contro-le-direttive-di-roma-sul-pluralismo-e-attacca-la-pat-difende-lautonomia-o-si-limita-a-eseguire-ordini

In seguito alla pubblicazione delle Note ministeriali n. 5836 del 7 novembre 2025 e n. 6545 del 12 dicembre 2025, che impongono alle scuole criteri rigidi nell’organizzazione di eventi su temi politici e sociali, è stata presentata un’interrogazione per chiedere se l’Assessorato provinciale all’Istruzione abbia assunto una posizione autonoma o se, al contrario, si sia limitato a recepire senza alcuna valutazione critica le indicazioni provenienti da Roma. Le due Note del Ministero dell’Istruzione richiamano le scuole al rispetto del pluralismo, del contraddittorio e della par condicio nella scelta dei relatori. Tuttavia, tali indicazioni – nate per rispondere a episodi specifici verificatisi in altre regioni – rischiano di tradursi in un’ingerenza centralistica che mal si concilia con il nostro modello educativo autonomo. «La nostra Provincia  dispone di competenze proprie in materia di istruzione e formazione. È quindi legittimo chiedersi se l’Assessorato abbia ritenuto necessario ribadire l’autonomia decisionale dei Dirigenti scolastici o se, invece, abbia preferito un allineamento totale alle direttive ministeriali, rinunciando di fatto a difendere le nostre prerogative».

Ilconcetto di pluralità non può essere ridotto alla semplice contrapposizione di opinioni, come avviene nei talk show televisivi. Nella scuola, pluralità significa offrire agli studenti informazioni qualificate, strumenti di analisi e contesti di approfondimento, non trasformare gli istituti in arene di scontro politico.

«Se la Giunta locale accetta senza discutere indicazioni pensate per realtà molto diverse dalla nostra rischiamo di vedere impoverite proprio quelle caratteristiche che rendono speciale la nostra autonomia. L’autonomia non è un’etichetta: è la capacità di adattare le norme alle esigenze del territorio, tutelando la qualità del nostro sistema educativo».

Con l’interrogazione si chiede quindi:

  • se l’Assessorato abbia preso le distanze dalle Note ministeriali o abbia fornito indicazioni alternative ai Dirigenti scolastici;
  • se ritenga che l’applicazione rigida delle direttive nazionali possa limitare la libertà progettuale delle scuole della Provincia;
  • quale interpretazione del concetto di pluralità intenda promuovere, affinché gli eventi scolastici rimangano luoghi di conoscenza e non di contrapposizione politica.
29 Dicembre 2025 0 Commenti
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