Ieri, oggi, la realtà della povertà: cosa emerge dall’incontro di questa mattina.

Da Paola Demagri

Questa mattina ho partecipato a un incontro fondamentale che ha messo a nudo una realtà economica e sociale che non possiamo più ignorare.
Le varie forme di povertà finiscono per concentrarsi in precise classi sociali, ponendo un freno drastico all’accesso alle opportunità quotidiane e al futuro delle persone.

Ecco alcuni dei punti e dei dati più significativi su cui riflettere:
Il ceto medio sta scomparendo: Nel 2003 rappresentava il 70% della popolazione; oggi è crollato al 36%. Parallelamente, chi si definisce di “ceto alto” è passato dal 4% al 7%, mentre ben il 20% si percepisce ormai come povero. La percezione della povertà è una condizione reale che va oltre il mero dato reddituale: la povertà, oggi più che mai, si eredita.
Un Paese immerso nell’incertezza: Il 60% degli italiani vive nell’incertezza, il 40% esprime ansia e il 20% — soprattutto nel ceto popolare — prova un profondo senso di rabbia e disgusto.

La gestione dei tagli e l’illusione della normalità: Ognuno taglia quello che può, ma con distinzioni cruciali. Andare al ristorante o concedersi una vacanza non sono più solo svaghi, ma spazi di ricerca di “calma e leggerezza” che rispondono a un bisogno di status. Per non rinunciare a questi momenti, il 48% taglia su tutto il resto, arrivando persino a indebitarsi o a rinviare la manutenzione della casa e dell’auto.

La vergogna e lo stigma: La povertà porta con sé una forte stigmatizzazione sociale: molte persone si vergognano persino di chiedere aiuto alla Caritas. È evidente la necessità di evolvere verso un vero welfare di comunità.
Famiglia e denatalità: Mantenere un figlio costa tra i 350 e i 700 euro al mese, prosciugando in molti casi la metà del bilancio familiare. I giovani rifiutano di fare figli principalmente per l’alto costo della vita e per l’incompatibilità con i ritmi di lavoro. Spesso si parla tanto di “famiglia” — perdendosi in dibattiti ideologici su quelle miste o fluide — senza poi offrire un sostegno concreto.

Dobbiamo fare in modo che le persone e le famiglie che decidono di stare insieme non siano schiacciate dalla pressione economica della povertà.

Per leggere in maniera più approfondita: https://www.iltquotidiano.it/articoli/poverta-il-54-degli-italiani-si-colloca-sotto-il-ceto-medio-dal-2003-la-quota-e-scesa-dal-70-al-37/

Paola Demagri Consigliera Provinciale