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Trentino

La legge sul fine vita d’iniziativa popolare

Da Paola Demagri 12 Luglio 2025

Come già avvenuto in Toscana, anche in Trentino prende forma una proposta di legge di
iniziativa popolare per legalizzare il suicidio assistito, ponendo al centro del dibattito il diritto
all’autodeterminazione nella fase finale della vita.
Michele Dallapiccola – Segretario di Casaautonomia.eu segnala quanto è importante che
questa legge nasca dal basso e che sia accompagnata da un percorso partecipativo: la
raccolta firme rappresenta il primo passo verso una società più matura, capace di ascoltare
e rispettare le volontà individuali con umanità e responsabilità.


La Consigliera Demagri Paola ne parla tenendo conto di una questione molto personale.
Sono un’ infermiera, professione che mi ha insegnato a considerare ogni atto sanitario come
una forma di tutela della dignità e della sofferenza del paziente. Proprio per questo, credo
sia essenziale aprire una riflessione seria e consapevole su questo tema. La parola
“suicidio” può risultare forte, persino disturbante, ma è proprio nella sua carica emotiva che
emerge il bisogno di una profonda evoluzione culturale, capace di avvicinare la cittadinanza
a questioni che toccano direttamente la vita e il dolore.


Segretario Dallapiccola Michele
Consigliera provinciale Paola Demagri

12 Luglio 2025 0 Commenti
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Il nuovo centro destra come un piatto di vitello tonnato rivisitato

Da Paola Demagri 12 Luglio 2025
12 Luglio 2025 0 Commenti
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Lo stato di disagio del Pronto Soccorso dell’Ospedale Valli del Noce

Da Paola Demagri 2 Luglio 2025

In merito alle recenti dichiarazioni di un  sindacato apparse sui giornali, ci tengo ad esprimere una profonda perplessità. La situazione denunciata, di posizionare la postazione amministrativa del Pronto Soccorso direttamente all’ingresso della struttura, sembra essere attribuita alla Direzione dell’ospedale di Cles, senza un reale coinvolgimento dei professionisti del settore. La scelta fatta dalla Direzione immagino sia legata a fattori strutturali molto limitanti. Segnalare l’inadeguatezza della scelta fatta, riduce la reale complessità del problema del Pronto Soccorso di Cles e rischia di spostare l’attenzione dalle vere criticità che affliggono il Servizio dell’Ospedale Valli del Noce. 

È proprio il Pronto Soccorso, infatti, a rappresentare l’area in maggiore sofferenza all’interno del presidio ospedaliero. Le problematiche, già più volte portate all’attenzione dell’assessore Tonina, affondano le radici nel periodo post-Covid, quando le esigenze logistiche hanno subito un cambiamento significativo. Nonostante le sollecitazioni rivolte all’allora Assessora Segnana, la questione non è mai stata affrontata concretamente, né inserita nell’agenda politica di allora. Basta ricordare che durante la scorsa legislatura sono stati riqualificati e attrezzati due ambulatori adiacenti al Pronto Soccorso, tuttora inutilizzati. La motivazione? La loro collocazione isolata, priva di assistenza e supervisione, rende impossibile accogliere e gestire pazienti in sicurezza. 

A questo si aggiunge il sovraffollamento cronico della sala d’attesa, che in diverse fasce orarie raggiunge livelli di promiscuità non più accettabili. L’insufficiente  sorveglianza e assistenza in alcuni momenti di maggior afflusso  in sala d’attesa, espone inoltre i pazienti a rischi sanitari e di sicurezza ai quali nessun professionista vorrebbe mai esporre. I dati parlano chiaro: oggi gli accessi al Pronto Soccorso di Cles vanno oltre i 25.000 all’anno. Nel 2019 non raggiungevano i 20.000. Ora l’afflusso è implementato di molto in quanto l’Ospedale è di riferimento oltre che per la Val di Non , la Val di Sole anche per la Rotaliana e in parte anche la Val di Cembra, Nei giorni di maggior afflusso, non è raro vedere pazienti su barelle, lettini o sedie, in alcuni casi sistemati all’ingresso dell’ospedale, schermati solo da una parete mobile per separare il flusso dei visitatori. È inaccettabile che una tale realtà si verifichi nel terzo ospedale della Provincia, che meriterebbe ben altro trattamento. Durante alcuni incontri, l’assessore Tonina ha indicato il Pronto Soccorso di Cles come priorità per gli interventi futuri. Ma a quando? Con quali intenzioni?  Forse manca la spinta delle Amministrazioni locali. Pare infatti  esserci più attenzione verso il Punto nascita che verso la grave sofferenza dell’intero presidio ospedaliero. È legittimo difendere il diritto delle partorienti a scegliere dove partorire, ma è altrettanto necessario occuparsi con determinazione del complesso ospedaliero nel suo insieme. Ovvio che per farlo è necessario conoscerne potenzialità e criticità, e criteri  di valutazione e opportunità non sempre  previsti dall’approccio populista.

Un ulteriore elemento che merita attenzione riguarda la sicurezza degli operatori sanitari. Recentemente è stato firmato un Protocollo d’Intesa tra La PAT e il Commissariato del Governo, volto alla tutela del personale. Tuttavia, ciò che emerge chiaramente dal testo è che l’attenzione è concentrata esclusivamente sui Pronto Soccorso degli ospedali di Trento e Rovereto. 

Sorge allora spontanea una domanda: il Pronto Soccorso di Cles – così come quelli degli altri ospedali territoriali – è forse considerato di “serie B”? Gli atti di violenza che si registrano in queste strutture sono forse meno gravi, solo perché avvengono in presidi periferici? Oppure ci si aspetta che il personale di questi reparti, sprovvisto di supporto diretto da parte di forze dell’ordine, sia in grado di tutelarsi autonomamente? Anche su questo punto sarebbe auspicabile che l’Azienda che dovrebbe occuparsi della sicurezza dei propri dipendenti si esprimesse con chiarezza anche a tutela della dignità di tutti i lavoratori del sistema sanitario provinciale, indipendentemente dalla collocazione geografica della struttura in cui operano. 

Purtroppo, depotenziare un ospedale è facile: basta non intervenire per migliorare la situazione oppure basta che un professionista valido lasci la guida di un reparto perché la struttura perda rapidamente forza, attrattività e autorevolezza. E temo che le sorprese, in tal senso, non siano finite qui.

È quindi positivo che il sindacato abbia evidenziato con decisione l’urgenza di migliorare la recente scelta della Direzione dell’ospedale e di aver sollecitato l’adozione immediata di soluzioni capaci di tutelare la dignità e la sicurezza di utenti e operatori sanitari. Tuttavia, per garantire un cambiamento reale e duraturo, è indispensabile che l’Assessorato assuma una responsabilità piena e strutturata sull’intera questione del Pronto Soccorso, affrontando con determinazione sia le criticità logistiche che quelle organizzative.

Solo attraverso un intervento sistemico sarà possibile restituire dignità all’ospedale di Cles, superare l’attuale stato di promiscuità, garantire un servizio realmente efficace ed efficiente, assicurare la sicurezza delle cure e della gestione degli utenti, e soprattutto ricostruire quella fiducia e motivazione nel personale che oggi rischiano seriamente di venire meno.

2 Luglio 2025 0 Commenti
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Immigrazione: una risorsa, non una minaccia.

Da Paola Demagri 28 Giugno 2025

In un paese a bassa natalità, l’immigrazione è un contributo demografico immediato, mentre altre politiche agiscono lentamente. È una delle risposte più concrete alle sfide dell’invecchiamento e del declino della popolazione — e non ha nulla a che vedere con l’idea fuorviante della “sostituzione etnica”.

I processi d’integrazione vanno progettati e gestiti con intelligenza. Se ben governata, l’immigrazione genera creatività, valore, crescita. È ben diversa dall’emigrazione forzata dei nostri giovani, che segnala una fragilità profonda del territorio.

Agricoltori, imprenditori, ristoratori lo dicono chiaramente: senza immigrazione, il nostro sistema è destinato a rallentare. Non servono manovre da centinaia di milioni se poi mancano lavoratori, competenze, nuove nascite e politiche lungimiranti.

La destra continua a dipingere gli immigrati come un problema. Ma sono già parte della soluzione.

#Immigrazione #PoliticheDemografiche #Trentino #Integrazione #Futuro

28 Giugno 2025 0 Commenti
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Il terzo mandato sta andando in prescrizione

Da Paola Demagri 28 Giugno 2025

Terzo mandato dei governatori: la partita sembra avviarsi alla conclusione.

Dopo mesi di dibattito su scala nazionale, si intravede la fine di un confronto che ha animato e diviso anche la politica trentina. Ora attendiamo l’esito della Corte Costituzionale, con la speranza che venga garantita equità di trattamento anche al nostro territorio.

Chi ritiene eccessivo il terzo mandato pone una questione chiara: la necessità di interrompere possibili derive legate a personalismi e poteri consolidati.

Se la rotazione è applicata ai dirigenti pubblici per garantire trasparenza e rinnovamento, perché non dovrebbe valere lo stesso principio per chi governa?

28 Giugno 2025 0 Commenti
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Una tangenziale che non parte di cui c’è forte necessità

Da Paola Demagri 20 Maggio 2025
20 Maggio 2025 0 Commenti
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Endorsement di Dellai Lorenzo

Da Paola Demagri 20 Maggio 2025
20 Maggio 2025 0 Commenti
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Per Paola Demagri Sindaca: PercorSI Comuni

Da Paola Demagri 25 Aprile 2025
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Per Paola Demagri Sindaca : Impronta Civica Cles 2025

Da Paola Demagri 25 Aprile 2025
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Riva , elezioni comunali 2025 e Casaautonomia.eu

Da Paola Demagri 9 Febbraio 2025

https://www.ildolomiti.it/politica/2025/la-super-coalizione-di-alessio-zanoni-a-riva-del-garda-otto-liste-a-supporto-del-candidato-di-centro-sinistra-e-il-centro-destra-silvia-betta-non-convince-tutti

9 Febbraio 2025 0 Commenti
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