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13 Ottobre  Giornata Internazionale per la Riduzione del Rischio: il nostro grazie ai tanti volontari

Da Paola Demagri 12 Ottobre 2025

In Trentino, la Protezione Civile non è solo un sistema di intervento: è parte viva del nostro tessuto sociale, civile, economico e del volontariato. È fatta di uomini e donne che dedicano tempo, professionalità, impegno e risorse per proteggere. Ma da chi e da che cosa? Per chi e per cosa?

Proteggere significa prendersi cura. Significa agire prima che il pericolo si manifesti, significa essere presenti, preparati, solidali. La Protezione Civile è composta da una rete di enti e associazioni che operano in sinergia: il Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco, i Vigili del Fuoco Volontari, il Soccorso Alpino, la Croce Rossa, la Croce Bianca, tutte le associazioni di trasporti sanitari volontari, gli Psicologi per i  Popoli del Trentino, l’Associazione Nazionale Alpini, il Corpo Forestale, le associazioni di radioamatori, i gruppi cinofili, le unità logistiche e tanti altri. Insieme, attraverso protocolli, procedure, comunicazione e soprattutto relazioni umane, fanno un lavoro straordinario per tutti noi trentini, senza distinzione, con rispetto ed equità. Un esempio da seguire. È un momento di educazione civica, di consapevolezza, di comunità. Queste donne e questi uomini non si fermano ai confini del Trentino, né a quelli dell’Italia. Portano il loro aiuto ovunque serva, agendo da persone, non da confini. A loro, come Movimento Casaautonomia.eu, va il nostro grazie più profondo. La nostra gratitudine per quanto hanno fatto e per quanto continueranno a fare. Diffondete il vostro “star bene” nel proteggere gli altri. Diffondetelo ai giovani, a chi ancora non ha compreso quanto sia importante la vostra presenza.

Come Movimento politico provinciale, vogliamo cogliere questa occasione per ribadire quanto sia importante un nostro impegno concreto nel promuovere il sostegno a chi si occupa della prevenzione dei rischi nella sua accezione più estesa: dalla sicurezza sul lavoro alla protezione in montagna, dalla viabilità stradale alla tutela digitale, fino alla salvaguardia ambientale

Rischi ambientali: il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e l’inquinamento ci ricordano che proteggere l’ambiente è proteggere noi stessi  ogni scelta sostenibile è un gesto di prevenzione. Rischi sul lavoro: promuovere una cultura della sicurezza in ogni settore, dalla fabbrica all’ufficio, dal cantiere alla scuola, agli ospedali. Rischi in montagna: investire in formazione, segnaletica, monitoraggio ambientale e informazione per escursionisti e operatori. Rischi sulle strade: migliorare infrastrutture, promuovere la guida responsabile, sostenere la mobilità sicura. Rischi online: educare alla cittadinanza digitale, proteggere i più giovani, contrastare le truffe e la disinformazione. Rischi diffusi: dal cambiamento climatico alle fragilità sociali, serve una visione integrata e lungimirante.

La prevenzione non è solo tecnica: è cultura, è partecipazione, è responsabilità condivisa. E in Trentino, grazie alla Protezione Civile e a tutti i volontari, abbiamo una base solida su cui costruire il futuro. Grazie a chi protegge. Grazie a chi si mette in gioco. Grazie a chi crede che la sicurezza sia un bene comune.

12 Ottobre 2025 0 Commenti
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Concessione A22: un nodo strategico per l’autonomia e la mobilità del nostro territorio

Da Paola Demagri 12 Ottobre 2025

Negli ultimi tre anni, il futuro della concessione dell’Autostrada del Brennero ha animato un confronto intenso tra territori, governo centrale e Unione Europea. Un confronto che riguarda non solo la gestione di un’infrastruttura strategica, ma anche il modello di sviluppo che vogliamo per le nostre comunità. Il bando ministeriale per l’affidamento cinquantennale della A22 è stato pubblicato nel gennaio 2025, ma la sua efficacia è stata sospesa fino a novembre, in attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia dell’UE sul diritto di prelazione previsto per Autobrennero. E ora Fugatti colpevolizza l’Europa: sempre colpa di altri!

La A22 è un’infrastruttura strategica che incarna concretamente l’autonomia trentina: la sua gestione locale, il ruolo delle Province autonome e i progetti futuri ne fanno un pilastro da tutelare per garantire sviluppo, sostenibilità e autodeterminazione territoriale L’Autostrada è stata una scelta lungimirante della Politica regionale di un tempo che ne ha visto potenzialità, opportunità, sostenibilità ed efficacia sotto tutti i punti di vista. 

La A22 non è solo una via di comunicazione: è un simbolo e uno strumento dell’autonomia speciale del Trentino-Alto Adige. La società Autobrennero S.p.A. è controllata in larga parte da enti pubblici locali, tra cui le Province autonome. Questo modello consente una gestione diretta e responsabile, in linea con le esigenze del territorio. 

Nel recente  Consiglio regionale, le minoranze hanno portato avanti con coerenza e determinazione la difesa della proposta “in house”. Abbiamo  parlato di un vero e proprio “processo” alla strategia della maggioranza, denunciando il rischio di perdere il controllo dell’autostrada e chiedendo uno studio serio sulla fattibilità della gestione pubblica. 

La concessione dell’A22 non è solo una questione tecnica: è una scelta politica che riguarda il futuro della nostra autonomia, la qualità della mobilità, la sostenibilità ambientale e la capacità di decidere per il bene comune. Le minoranze hanno avuto il coraggio di porre domande, di proporre soluzioni, di difendere il territorio anche quando sembrava più comodo tacere.

Perché va salvaguardata ? La concessione cinquantennale in fase di assegnazione è cruciale. Se affidata a soggetti esterni o privati, si rischia di perdere il controllo su scelte strategiche, tariffe, investimenti e sostenibilità.La A22 è un asse vitale per il commercio, il turismo e la mobilità. La sua gestione autonoma permette di conciliare crescita economica e tutela ambientale, con investimenti mirati e compatibili con il territorio. Salvaguardare la A22 significa difendere il diritto delle comunità locali di decidere sulle proprie infrastrutture, in coerenza con lo spirito dell’autonomia speciale.

12 Ottobre 2025 0 Commenti
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Casaautonomia.eu è in salute e prosegue nel suo impegno politico

Da Paola Demagri 9 Ottobre 2025

Un movimento in movimento: voci, territori, impegno

Nell’assemblea del movimento che si è tenuta martedì è emersa con forza la rappresentatività territoriale: Trento, Arco, Riva del Garda, Rovereto, Mezzolombardo, Cles, Fiavè, Cavalese, Borgo Valsugana, Ronchi, Pinzolo, Tione, Campodenno, l’Alta e Bassa Valsugana, la Val di Rabbi, la Val di Sole, Brentonico e l’Alta Val di Non. Un mosaico vivo, fatto di volti, storie e comunità che si sono messe in gioco con coraggio e generosità.

Molte delle persone del Movimento hanno scelto di candidarsi alle elezioni comunali di primavera, portando con sé un impegno che va oltre la competizione elettorale: è un gesto che parla di senso civico, di partecipazione autentica, di volontà di costruire. E che richiama quella frase pronunciata durante l’incontro, semplice e potente:
“Perché lo faccio? Perché voglio uno spazio dove dire la mia.”

Casa Autonomia è questo: uno spazio aperto, accogliente, dove le idee si incontrano, si confrontano, si trasformano in proposte. Un luogo dove si può parlare e ascoltare, dove la diversità dei territori diventa ricchezza, e dove ogni voce conta.

La rappresentatività è stata così ampia che, quasi per paradosso, si rischia di dimenticare qualche zona. Ma è proprio questo il segno di un movimento in movimento, che attraversa tutto il Trentino con gambe, teste e cuori. Persone che fanno rete per affrontare insieme le grandi tematiche sociali, economiche, agricole, sanitarie, dell’istruzione, del lavoro e della cooperazione.

L’Assemblea ci sollecita ad andare avanti tenendo ben saldo lo spirito identitario e valoriale del Movimento e delle persone che lo rappresentano.

Un movimento che cresce, si radica, si rinnova. E che ha come bussola la partecipazione, la responsabilità, la voglia di costruire un futuro più giusto e più vicino alle persone.

9 Ottobre 2025 0 Commenti
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Psicoterapia on line, bonus e responsabilità pubblica: il Trentino non può voltarsi dall’altra parte

Da Paola Demagri 3 Ottobre 2025

Di questo ho preso contezza in questi giorni, leggendo un approfondimento pubblicato da un giornale nazionale online, accompagnato da un podcast che ha trattato con grande lucidità il tema della psicoterapia digitale e delle piattaforme che la promuovono. È un tema che ci riguarda da vicino, soprattutto ora che il Trentino ha scelto di non aderire al Bonus Psicologico Nazionale, ritenendo di poter contare su risorse proprie. Una decisione che, pur legittima sul piano amministrativo, solleva interrogativi profondi sul ruolo della politica nel garantire accesso equo e responsabile alla cura psicologica. In assenza di un sostegno economico pubblico, si rischia di favorire un modello privatizzato e digitalizzato, dove il criterio dominante diventa il costo e non la qualità della relazione terapeutica.

Le piattaforme di telepsicologia offrono sedute online a prezzi contenuti, con algoritmi che abbinano terapeuti e pazienti e codici sconto che ricordano più l’e-commerce che la cura della persona. Non si nega che queste realtà abbiano avuto il merito di avvicinare molti giovani alla psicoterapia. Ma è altrettanto vero che, come ha sottolineato l’Ordine degli Psicologi nazionale, la commercializzazione della salute mentale comporta rischi concreti: banalizzazione del disagio, riduzione dell’impegno terapeutico, precarizzazione del lavoro clinico. La psicoterapia non è un prodotto da promuovere con codici sconto o campagne legate a beni di consumo. È un percorso delicato, che richiede motivazione, continuità, fiducia e presenza. In un’epoca in cui si denuncia la crisi delle relazioni, l’abuso dei dispositivi digitali e la solitudine crescente, è paradossale pensare che la risposta possa essere una terapia a distanza, impersonale, e spesso vissuta come un servizio usa-e-getta.    

Il Trentino ha una tradizione di prossimità, di servizi territoriali, di attenzione alla persona. È proprio per questo che la scelta di non aderire al Bonus Psicologico Nazionale appare miope. Garantire un sostegno economico a chi sceglie di intraprendere un percorso terapeutico dal vivo, in uno studio, con un professionista del territorio, non è solo una questione di equità: è una presa di posizione culturale. È dire che la mente non è un algoritmo, e che la cura non può essere ridotta a una transazione digitale. Innovare sì, ma con responsabilità. Digitalizzare sì, ma senza svendere la relazione. Il Trentino può e deve fare la sua parte, offrendo strumenti concreti per sostenere la psicoterapia di qualità, quella che non si misura in click ma in fiducia. La politica non può restare neutrale quando si tratta di salute mentale.

3 Ottobre 2025 0 Commenti
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Punti Nascita: il futuro NO agli slogan leghisti

Da Paola Demagri 7 Settembre 2025

da il Corriere del Trentino pag 5 Marika Damaggio 6 settembre 2025

7 Settembre 2025 0 Commenti
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la Politica del PATT è fatta solo di insulti e falsità.

Da Paola Demagri 26 Agosto 2025

il T Quotidiano 23 agosto pag 16

26 Agosto 2025 0 Commenti
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Le Leggi dell’urbanistica provinciale devono valere per tutte e tutti. le ingerenze politiche sono dannose e provocano disequità

Da Paola Demagri 20 Agosto 2025

L’Adige Cristiano Moiola 19 agosto pag 23

20 Agosto 2025 0 Commenti
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Demagri e Pavarin al Carcere di Spini: una bomba sociale

Da Paola Demagri 20 Agosto 2025

il T Quotidiano Baldo Donatello 15 agosto pag 15

20 Agosto 2025 0 Commenti
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Il Trentino non può voltarsi dall’altra parte: la povertà cresce, servono misure strutturali

Da Paola Demagri 9 Agosto 2025

In Trentino, la povertà relativa colpisce oggi circa 36.000 persone e 18.000 famiglie, con un aumento significativo rispetto agli anni precedenti.Questi sono i dati presentati dal Presidente delle ACLI Walter Nicoletti. Non si tratta solo di numeri: sono volti, storie, bambini, donne, anziani. Secondo il report di ActionAid, torna a crescere anche la deprivazione materiale e sociale, con 30.965 persone che non riescono ad accedere a un pasto completo ogni due giorni. È la prima volta dal 2019 che si registra un’inversione di tendenza così netta.

Il confronto con l’Alto Adige è impietoso: lì la povertà relativa è contenuta al 2%, mentre in Trentino si supera il 6%, con punte dell’8,8% tra i minori. Questo divario evidenzia una fragilità strutturale che non può essere ignorata.

Le cause principali

  • Disoccupazione femminile e precarietà lavorativa
  • Costo della vita elevato, in particolare per l’abitazione (che assorbe oltre il 50% del reddito delle famiglie povere)
  • Gap di genere: le donne con figli sono le più esposte al rischio di povertà
  • Povertà educativa e mentale: il basso reddito si accompagna spesso a minore istruzione e maggiore stress decisionale

Pensavo che la parola “povertà” potesse, un giorno, scomparire dal nostro vocabolario. Invece non è solo una parola: è diventata un dato di fatto, quasi ordinario. E posso testimoniarlo personalmente. Come amministratrice di sostegno, in oltre due terzi dei casi che mi sono stati assegnati dal tribunale, la questione principale da affrontare è proprio la povertà. Si fatica ad arrivare a fine mese, i pacchi della Caritas diventano indispensabili, le restrizioni economiche sono la quotidianità. È una realtà che non si può più ignorare

La revisione dell’ICEF: un’opportunità da non sprecare

La Giunta provinciale ha approvato in prima adozione la riforma dell’ ICEF, che riduce gli indicatori da 36 a 4, suddivisi per aree tematiche: Famiglia, Povertà, Casa, Disabilità. L’obiettivo dichiarato è garantire maggiore equità e semplificare l’accesso ai benefici. Al momento in 4 Commissione è stato presentato il progetto di un nuovo calcolatore e non le politiche a cui applicarlo, per bocca dell’Assessore Spinelli le politiche verranno dopo. Convengo che la semplificazione e la revisione del sistema di calcolo era necessaria in quanto , il sistema attuale era troppo articolato e dispersivo. 

Auspico che la semplificazione non debba tradursi in esclusione. I sindacati hanno già espresso preoccupazione: il nuovo modello potrebbe penalizzare le famiglie con due redditi e non valorizzare l’occupazione femminile. Inoltre, l’incertezza sulle soglie di accesso rischia di lasciare molte famiglie nell’incognita fino a settembre.

La IV Commissione è chiamata a discutere le “Nuove disposizioni per la valutazione della condizione economica dei richiedenti interventi agevolativi”. È un passaggio cruciale. Non possiamo permetterci una riforma che non tenga conto della realtà sociale.

La povertà si vede, si tocca, si sente. Porta con sé degrado, esclusione, povertà intellettuale, alimentare, sanitaria. La politica trentina deve reagire con misure riparatorie e cautelative, che mettano al centro: le famiglie numerose, il problema casa, le donne, soprattutto madri.

Non mi sento di esprimere giudizi definitivi prima di aver approfondito con la struttura e la politica gli esiti di applicazione della norma che l’Assessore  intende portare avanti. Ma so che la gente chiede attenzione, e che il Trentino non può restare a guardare e per questo mi farò portavoce partendo da qui.

9 Agosto 2025 0 Commenti
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Il nuovo centro destra come un piatto di vitello tonnato rivisitato

Da Paola Demagri 12 Luglio 2025
12 Luglio 2025 0 Commenti
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