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Consiglio

la Politica del PATT è fatta solo di insulti e falsità.

Da Paola Demagri 26 Agosto 2025

il T Quotidiano 23 agosto pag 16

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Le Leggi dell’urbanistica provinciale devono valere per tutte e tutti. le ingerenze politiche sono dannose e provocano disequità

Da Paola Demagri 20 Agosto 2025

L’Adige Cristiano Moiola 19 agosto pag 23

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Demagri e Pavarin al Carcere di Spini: una bomba sociale

Da Paola Demagri 20 Agosto 2025

il T Quotidiano Baldo Donatello 15 agosto pag 15

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Sanità, un sistema che penalizza la qualità

Da Paola Demagri 20 Agosto 2025

Il T Quotidiano 15 agosto pag 3

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Il Trentino non può voltarsi dall’altra parte: la povertà cresce, servono misure strutturali

Da Paola Demagri 9 Agosto 2025

In Trentino, la povertà relativa colpisce oggi circa 36.000 persone e 18.000 famiglie, con un aumento significativo rispetto agli anni precedenti.Questi sono i dati presentati dal Presidente delle ACLI Walter Nicoletti. Non si tratta solo di numeri: sono volti, storie, bambini, donne, anziani. Secondo il report di ActionAid, torna a crescere anche la deprivazione materiale e sociale, con 30.965 persone che non riescono ad accedere a un pasto completo ogni due giorni. È la prima volta dal 2019 che si registra un’inversione di tendenza così netta.

Il confronto con l’Alto Adige è impietoso: lì la povertà relativa è contenuta al 2%, mentre in Trentino si supera il 6%, con punte dell’8,8% tra i minori. Questo divario evidenzia una fragilità strutturale che non può essere ignorata.

Le cause principali

  • Disoccupazione femminile e precarietà lavorativa
  • Costo della vita elevato, in particolare per l’abitazione (che assorbe oltre il 50% del reddito delle famiglie povere)
  • Gap di genere: le donne con figli sono le più esposte al rischio di povertà
  • Povertà educativa e mentale: il basso reddito si accompagna spesso a minore istruzione e maggiore stress decisionale

Pensavo che la parola “povertà” potesse, un giorno, scomparire dal nostro vocabolario. Invece non è solo una parola: è diventata un dato di fatto, quasi ordinario. E posso testimoniarlo personalmente. Come amministratrice di sostegno, in oltre due terzi dei casi che mi sono stati assegnati dal tribunale, la questione principale da affrontare è proprio la povertà. Si fatica ad arrivare a fine mese, i pacchi della Caritas diventano indispensabili, le restrizioni economiche sono la quotidianità. È una realtà che non si può più ignorare

La revisione dell’ICEF: un’opportunità da non sprecare

La Giunta provinciale ha approvato in prima adozione la riforma dell’ ICEF, che riduce gli indicatori da 36 a 4, suddivisi per aree tematiche: Famiglia, Povertà, Casa, Disabilità. L’obiettivo dichiarato è garantire maggiore equità e semplificare l’accesso ai benefici. Al momento in 4 Commissione è stato presentato il progetto di un nuovo calcolatore e non le politiche a cui applicarlo, per bocca dell’Assessore Spinelli le politiche verranno dopo. Convengo che la semplificazione e la revisione del sistema di calcolo era necessaria in quanto , il sistema attuale era troppo articolato e dispersivo. 

Auspico che la semplificazione non debba tradursi in esclusione. I sindacati hanno già espresso preoccupazione: il nuovo modello potrebbe penalizzare le famiglie con due redditi e non valorizzare l’occupazione femminile. Inoltre, l’incertezza sulle soglie di accesso rischia di lasciare molte famiglie nell’incognita fino a settembre.

La IV Commissione è chiamata a discutere le “Nuove disposizioni per la valutazione della condizione economica dei richiedenti interventi agevolativi”. È un passaggio cruciale. Non possiamo permetterci una riforma che non tenga conto della realtà sociale.

La povertà si vede, si tocca, si sente. Porta con sé degrado, esclusione, povertà intellettuale, alimentare, sanitaria. La politica trentina deve reagire con misure riparatorie e cautelative, che mettano al centro: le famiglie numerose, il problema casa, le donne, soprattutto madri.

Non mi sento di esprimere giudizi definitivi prima di aver approfondito con la struttura e la politica gli esiti di applicazione della norma che l’Assessore  intende portare avanti. Ma so che la gente chiede attenzione, e che il Trentino non può restare a guardare e per questo mi farò portavoce partendo da qui.

9 Agosto 2025 0 Commenti
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A ciascuno il suo

Da Paola Demagri 28 Luglio 2025

La sicurezza è un tema troppo importante per essere ridotto a bandiera di parte o usato come strumento di propaganda. Eppure, sembra essere questo l’approccio scelto dalla Lega – o forse dal Consiglio Regionale, visto che il manifesto del recente convegno non lo chiarisce, come abbiamo già rilevato. L’evento, riservato a un pubblico selezionato, è stato l’ennesima occasione per alzare i toni e rilanciare accuse. Durante l’incontro, il Presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha scelto ancora una volta la strada dello scontro, scaricando la responsabilità della sicurezza sui sindaci. Una narrazione semplicistica, che però non regge di fronte alla realtà. È bene ricordare che nei territori dove è presente un Commissariato, l’autorità responsabile dell’ordine pubblico è il Questore.

Dove invece il Commissariato manca, il Sindaco agisce sì come ufficiale di governo, ma il coordinamento delle forze dell’ordine resta una competenza statale, con il contributo rilevante della Provincia autonoma. Non è un caso se all’incontro sono stati invitati anche rappresentanti del Governo nazionale: la sicurezza è una questione complessa, che coinvolge più livelli istituzionali. Addossare quindi ai sindaci l’intera responsabilità della sicurezza è non solo scorretto, ma fuorviante. Significa semplificare un tema delicato e scaricare sulle autonomie locali il peso di problemi strutturali che richiedono risposte condivise. E soprattutto, significa ignorare il ruolo fondamentale della Provincia autonoma di Trento, che ha il dovere di affiancare le forze dell’ordine, rafforzare il presidio sul territorio, investire in prevenzione e mediazione sociale. Le dichiarazioni non bastano: servono atti concreti. Lo abbiamo ribadito anche in Consiglio provinciale, durante il dibattito sull’assestamento di bilancio: pensare che dotare la polizia locale di Taser risolva il problema della sicurezza è illusorio.

Quello che serve sono risorse certe, strumenti adeguati e un coordinamento efficace tra tutti i soggetti coinvolti. La sicurezza nasce dalla collaborazione quotidiana tra istituzioni e forze dell’ordine. È un lavoro che richiede metodo, analisi dei dati e interventi mirati. I sindaci lo sanno bene e, ogni giorno, affrontano questo impegno con serietà e responsabilità. Ma episodi come quello del convegno, dove rappresentanti del Governo puntano il dito contro magistrati e amministratori locali, non fanno che alimentare l’incertezza tra i cittadini.

Se si continuerà a rivendicare i meriti quando le cose vanno bene e a scaricare le colpe sugli altri quando emergono le criticità, sarà impossibile costruire una politica della sicurezza all’altezza delle sfide reali del territorio. Il rispetto per le istituzioni si misura nella capacità di agire con responsabilità. Non nel cercare, ogni volta, qualcuno a cui dare la colpa. A ciascuno il suo.

Foto: https://unsplash.com/it/foto/foto-in-scala-di-grigi-di-persone-in-uniforme-nera-WSSRitJhoNE?utm_content=creditShareLink&utm_medium=referral&utm_source=unsplash

28 Luglio 2025 0 Commenti
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La legge sul fine vita d’iniziativa popolare

Da Paola Demagri 12 Luglio 2025

Come già avvenuto in Toscana, anche in Trentino prende forma una proposta di legge di
iniziativa popolare per legalizzare il suicidio assistito, ponendo al centro del dibattito il diritto
all’autodeterminazione nella fase finale della vita.
Michele Dallapiccola – Segretario di Casaautonomia.eu segnala quanto è importante che
questa legge nasca dal basso e che sia accompagnata da un percorso partecipativo: la
raccolta firme rappresenta il primo passo verso una società più matura, capace di ascoltare
e rispettare le volontà individuali con umanità e responsabilità.


La Consigliera Demagri Paola ne parla tenendo conto di una questione molto personale.
Sono un’ infermiera, professione che mi ha insegnato a considerare ogni atto sanitario come
una forma di tutela della dignità e della sofferenza del paziente. Proprio per questo, credo
sia essenziale aprire una riflessione seria e consapevole su questo tema. La parola
“suicidio” può risultare forte, persino disturbante, ma è proprio nella sua carica emotiva che
emerge il bisogno di una profonda evoluzione culturale, capace di avvicinare la cittadinanza
a questioni che toccano direttamente la vita e il dolore.


Segretario Dallapiccola Michele
Consigliera provinciale Paola Demagri

12 Luglio 2025 0 Commenti
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Il nuovo centro destra come un piatto di vitello tonnato rivisitato

Da Paola Demagri 12 Luglio 2025
12 Luglio 2025 0 Commenti
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Immigrazione: una risorsa, non una minaccia.

Da Paola Demagri 28 Giugno 2025

In un paese a bassa natalità, l’immigrazione è un contributo demografico immediato, mentre altre politiche agiscono lentamente. È una delle risposte più concrete alle sfide dell’invecchiamento e del declino della popolazione — e non ha nulla a che vedere con l’idea fuorviante della “sostituzione etnica”.

I processi d’integrazione vanno progettati e gestiti con intelligenza. Se ben governata, l’immigrazione genera creatività, valore, crescita. È ben diversa dall’emigrazione forzata dei nostri giovani, che segnala una fragilità profonda del territorio.

Agricoltori, imprenditori, ristoratori lo dicono chiaramente: senza immigrazione, il nostro sistema è destinato a rallentare. Non servono manovre da centinaia di milioni se poi mancano lavoratori, competenze, nuove nascite e politiche lungimiranti.

La destra continua a dipingere gli immigrati come un problema. Ma sono già parte della soluzione.

#Immigrazione #PoliticheDemografiche #Trentino #Integrazione #Futuro

28 Giugno 2025 0 Commenti
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Una tangenziale che non parte di cui c’è forte necessità

Da Paola Demagri 20 Maggio 2025
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