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Presentato oggi in 4 Commissione il ddl del cosiddetto Psicologo delle Cure Primarie: un’innovazione per il Trentino un’opportunità per i trentini.

Da Paola Demagri 5 Marzo 2024

Prima firmataria del DDL la Consigliera Demagri Paola di Casa Autonomia.eu che ha coinvolto i colleghi di minoranza – in modo particolare il Collega Zanella Paolo con il quale aveva già avviato un percorso nella precedente legislatura –  per costruire e depositare un atto innovativo per il nostro sistema sanitario provinciale: l’implementazione della figura dello Psicologo delle Cure Primarie. In alcune regioni ( Puglia, Calabria, Lazio) è già Legge!

L’analisi dei bisogni che ci hanno  sottoposto le persone  incontrate in questi ultimi anni, le difficoltà degli Psicologi che operano su tutto il territorio trentino a far fronte a tutte le richieste di presa in carico, le innumerevoli richieste di prestazione che arrivano ogni giorno ai Medici di medicina di base e dei Pediatri ci hanno dato motivo per elaborare una proposta che oggi è stata presentata alla 4 Commissione legislativa che ne ha apprezzato l’impostazione. Nei prossimi giorni partiranno le audizioni.

L’istituzione di questo servizio non può più essere rimandata dalla politica, poiché negli ultimi anni è aumentato il bisogno di supporto psicologico e la popolazione è sempre più consapevole dell’importanza della salute mentale, anche a seguito delle difficoltà psico-relazionali del periodo pandemico.

Negli ultimi anni il tema della salute mentale – anche a causa delle conseguenze del lockdown pandemico – è passato dall’essere tema ai margini del dibattito pubblico, all’essere questione centrale da attenzionare e di cui farsi carico. Con l’aumento del disagio psichico degli ultimi anni è andata aumentando di pari passo l’attenzione sul tema e la consapevolezza della necessità di farsene carico, andando a rompere quel tabù che da sempre ammanta il ricorso allo psicologo e agli altri servizi di salute mentale. 

Un’emergenza che colpisce soprattutto i giovanissimi, con il 10-20% di bambini e adolescenti colpiti e il 75% delle malattie psichiatriche che oggi insorge prima dei 25 anni.Nel nostro territorio il 4% della popolazione (19.000 persone) soffre di sintomi depressivi, soprattutto donne (il 7%), le persone con difficoltà economiche (10%), disoccupate, casalinghe e pensionate (11%) e quelle che vivono sole. La percentuale di coloro che chiede aiuto a un professionista è aumentata dopo il 2020:

Con l’intervento legislativo ci si propone di dare una risposta diffusa, di prossimità e facilmente accessibile a questo disagio crescente e ai problemi psicologici che interessano sempre più persone. La psicologia delle cure primarie rappresenta il primo livello dei servizi per la salute mentale con un ruolo preventivo, di promozione della salute, di intercettazione del disagio, di diagnosi e cura, di invio ai servizi di secondo livello. Un servizio che lavora in rete, cooperando con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i professionisti della salute mentale nel rispondere ai bisogni assistenziali di base di natura psicologica di cittadini e cittadine. 

La psicologia delle cure primarie sarà erogata da libero professionisti convenzionati a livello ambulatoriale, nelle Case della comunità e, al bisogno, al domicilio dell’utente fragile, disabile o anziano.

ARTICOLATO 

L’articolo 1 istituisce il servizio di psicologia delle cure primarie, definendone le finalità e attribuendo i costi in capo al servizio sanitario provinciale.

L’articolo 2 individua gli ambiti di intervento della psicologia delle cure primarie, dalla prevenzione e promozione della salute mentale, all’individuazione del disagio psicologico, dagli interventi di primo livello di diagnosi e cura, all’invio a servizi di secondo livello.

L’articolo 3 chiarisce l’organizzazione dei servizi di psicologia delle cure primarie all’interno del servizio sanitario provinciale: esercizio libero professionale in regime di convenzione con APSS nel numero di uno psicologo ogni 4 MMG; rapporti con la medicina generale, i servizi di prevenzione e quelli per la salute mentale di secondo livello; setting di cura di prossimità: ambulatoriale, anche integrato con MMG e PLS e nelle Case della comunità, e domiciliare.

L’articolo 4 definisce le competenze, i titoli e requisiti minimi che lo psicologo di cure primarie deve possedere e prevede l’istituzione di un corso specialistico provinciale in psicologia delle cure primarie la cui frequenza costituisce requisito per lo svolgimento della professione di psicologo delle cure primarie.

L’articolo 5 individua la composizione e le funzioni della Cabina di regia delle attività di psicologia delle cure primarie.

L’articolo 6 dà mandato alla Giunta e all’Azienda provinciale per i servizi sanitari di dare attuazione, attraverso proprie deliberazioni, al servizio di psicologia delle cure primarie. Si prevede, tra le altre cose, la definizione delle prestazioni extra-LEA riguardanti la psicologia di cure primarie e l’individuazione degli ambiti territoriali da coprire in ciascun distretto.

L’articolo 7 inserisce nella legge provinciale sulla tutela della salute gli psicologi delle cure primarie tra i soggetti convenzionati del sistema sanitario provinciale.

L’articolo 8 stanzia le risorse per l’attivazione del servizio di psicologia di cure primarie: 2 milioni di euro per l’avvio nel 2024 e 4 milioni a regime dal 2025.

5 Marzo 2024 0 Commenti
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NO ad una Giunta regionale di soli uomini!

Da Paola Demagri 13 Febbraio 2024

Donna. Protagonista in politica perché siamo nell’anno 2024!

 Tra pochi giorni la Regione Trentino – Alto Adige eleggerà i membri del nuovo Consiglio regionale. Da sempre le Commissioni provinciali per le pari opportunità delle Province di Bolzano e Trento sensibilizzano sulla necessità di sostenere attivamente le donne in politica. Nella Regione Trentino – Alto Adige più della metà della popolazione è femminile. Una società democratica vive grazie alla partecipazione delle sue cittadine e dei suoi cittadini. Entrambe le Province non possono permettersi di rinunciare alle capacità e alle competenze delle donne negli organi politici. “I comitati con pari rappresentanza prendono decisioni migliori”, sottolineano le Presidenti della Commissione per la parità di genere di entrambe le Province, Ulrike Oberhammer e Paola Taufer.

Nel Piano d’azione per la parità di genere dell’Alto Adige Æquitas, il principio guida è la “partecipazione”. “Le donne e gli uomini sono rappresentate/i equamente nei comitati politici, partecipano ai processi decisionali su un piano di parità e modellano attivamente la vita politica e sociale”.

Per attuare tutto ciò, è necessaria una forte partecipazione femminile alle elezioni. L’appello di Oberhammer e Taufer è quindi di votare consapevolmente una donna per la Giunta regionale. Solo così sarà possibile garantire che nei prossimi cinque anni tutte le parti della nostra società saranno rappresentate nella Giunta. Il ritorno ad una Giunta regionale senza rappresentanza femminile è inaccettabile, anche e soprattutto perché siamo nell’anno 2024! 

Paola Maria Taufer

Presidente CPO Provincia di Trento

Avv.. Ulrike Oberhammer

Presidente CPO Provincia di Bolzano 

13 Febbraio 2024 0 Commenti
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Fiavé, elezioni comunali 2024

Da Paola Demagri 11 Febbraio 2024

Il 25 febbraio ci saranno le elezioni comunali in 3 comuni del Trentino.
A Fiavè tra i candidati della lista “Fiavé tra Dolomiti e Garda“ c’è Maria Pia Calza già candidata alle provinciali con casa autonomia.
A lei tutto il nostro sostegno e l’augurio che il suo gruppo riesca ad ottenere il consenso che si merita e che possa, quindi, amministrare il comune operando per il suo territorio e per il benessere della comunità.”

11 Febbraio 2024 0 Commenti
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La strage subdola dei femminicidi.

Da Paola Demagri 14 Gennaio 2024

Cordoglio, dolore, strazio per ciò che rappresentano queste immani tragedie: a cosa possono servire queste parole? I femminicidi, recitati ormai tragicamente al plurale stanno sconvolgendo le coscienze della nostra società. Una piaga subdola assolutamente imprevedibile. Colpiscono improvvisamente, senza senso. Picchiano profondamente, feriscono tutti, anche quelli non direttamente interessati generando una diffusa sensazione di impotenza. Perché dentro alle famiglie colpite potrebbe esserci ciascuno di noi. Così il cordoglio, lo strazio e la disperazione non possono bastare. Né si può trascurare di prendere in considerazione qualsiasi intervento possa mitigare il rischio di reiterazione.

Psicologi, assistenti sociali, forze dell’ordine e gruppi di ascolto, magari coordinati in nuclei di professionisti organizzati potrebbero coltivare lo scopo di intercettare sul nascere le potenziali situazioni di pericolo.

Nel frattempo, nel medio – lungo periodo i corsi di genere nelle scuole di ogni ordine grado, potrebbero forse aiutare.  È fondamentale educare le nuove generazioni alla parità, un compito che spetta anche al mondo della scuola. L’uso di strumenti educativi declinati per la 

scuola, per affrontare tematiche quali quelle della violenza del sessismo e della discriminazione. Non andrebbe inoltre dimenticata la promozione dell’ascolto della coppia. In qualche caso si riuscirebbe ad intercettare qualche fragilità nei momenti più critici , quali la separazione, che una coppia potrebbe dover affrontare. 

Siamo consci che sarebbero pochi i casi. Soprattutto perché sono pochissimi gli uomini che cercano aiuto. Al contrario delle donne, intimorite, sofferenti, preoccupate per se stesse e per i figli. Gli esperti di settore raccontano che arrivano da sole, con gli uomini  chiusi nei loro pensieri e nelle loro azioni, che non condividono con nessuno.

Siamo tutti bravi a piangere ed a indignarci ma siamo sicuri che a parte i familiari e gli amici fra qualche mese tutti si dimenticheranno di questo terribile accadimento come già successo in analoghe situazioni. Solo azioni sociali, formative, educative e di supporto potranno tenere attivo il pensiero negli uomini e nelle donne con la speranza di poterlo disseminare  affinchè diventi strumento di prevenzione sociale.

Il Direttivo del Movimento di Casaautonomia.eu

14 Gennaio 2024 0 Commenti
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Il Consiglio Regionale inizia con una mozione alquanto inquietante

Da Paola Demagri 7 Gennaio 2024

Arriva il consiglio regionale. È convocato nel giorno di San Valentino. Che sia questa una vera curiosità. Si è scelto il patrono degli innamorati forse per invocarlo a stendere la sua benedizione sulla giunta regionale? Perché a voler raccogliere auspici da ciò che sta accadendo negli esecutivi provinciali, di un po’ d’amore, lì dentro ci sarebbe proprio bisogno. Prese di posizione e liti sono all’ordine del giorno. Spesso anche in maniera irriconoscente. Paradigmatica quella del Patt, in giunta col secondo assessore grazie alle prese di posizione dei fratellisti. Gli stessi che, cinque minuti dopo la sua nomina, l’assessore segretario autonomista dichiarava di voler arginare. Curioso sarà veder poi come verranno gestite posizioni radicali intestine alla maggioranza. A Trento, come per loro tradizione, Cia e Kaswalder continuano a tenere banco. A Bolzano i Freiheitlichen, ad un passo dall’entrare in giunta si alleano coi pasdaran dell’opposizione per tentare un golpe alla regione. La mozione da loro presentata come atto politico di debutto in Consiglio Regionale è alquanto inquietante. Per quanto dimostrativo, racconta che clima si respiri in regione. 

È curioso poi leggere di un’ipotesi di gruppo misto regionale formata da membri di opposizione provinciale trentina vera (Degasperi) o più sopita come quella di membri di maggioranza provinciale. 

Meno curioso può essere invece l’adempimento ad aderire ad un altri già formati. Si tratta di un atto obbligatorio per quei gruppi consiliari monorappresentati. 

Casa Autonomia.eu è senza dubbio uno di questi. Al di là dei tecnicismi regolamentari trova però in Campobase assoluta sintonia. Molti gli elementi di reciproco pensiero politico. Per queste due forze politiche è stato dunque naturale proseguire con le stesse forme di collaborazione stretta che sono già occorse e che ancora avverranno anche a livello territoriale. Arco ne è l’esempio più eclatante. Entrambi i movimenti hanno interesse a mostrarsi vicini e collaborativi. Separati soltanto da pochi elementi di distinguo. Più civici, di estrazione popolare i campobasisiti, più interessati alle tematiche che guardano a nord, con spirito progressista, gli Autonomisti si MCA.eu. 

Lo stesso contenitore dunque con la comune matrice democratica popolare.

Con un vantaggio alle spalle. Aver collaborato dal lontano 2008 nelle giunte Dellai e poi Rossi, ottenendo ottimi risultati sul piano politico e amministrativo. È stato un tempo d’oro per gli Autonomisti. Tempo dentro al quale hanno portato a casa i migliori risultati della loro lunga storia politica. La stessa che oggi hanno tradito per molto

7 Gennaio 2024 0 Commenti
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