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L’invaso di Salter come modello a soluzione di un sistema che cambia 

Da Paola Demagri 3 Luglio 2025

L’invaso di Salter, in Val di Non, rappresenta più di un semplice bacino da 360.000 m³: è un segnale chiaro di come agricoltura, ambiente ed energia possano coesistere in equilibrio. Proposto da Dolomiti Energia per rispondere alle crescenti sfide della siccità e della produzione agricola, il progetto si inserisce in un contesto delicato, dove ogni scelta genera impatti.

🌱 Da un lato, i consorzi irrigui chiedono soluzioni per garantire l’acqua necessaria ai meleti e alla produzione locale. 🌲 Dall’altro, cittadini e associazioni segnalano i rischi per il paesaggio e l’ambiente di una zona ancora incontaminata.

🧭 La politica ha oggi un compito cruciale: trovare un equilibrio tra sistemi interconnessi, mettendo dove c’è bisogno e togliendo dove c’è esubero, senza cancellare l’identità dei territori.

Più di 10 anni fa la Politica provinciale si era adoperata in tal senso, quando ancora i territori faticavano ad accettare nuove soluzioni, ma il percorso iniziato in precedenza ora più facilmente potrà decollare.

Il coinvolgimento è l’ingrediente fondamentale per la riuscita di ogni progetto.

L’acqua unisce. E noi dobbiamo imparare da lei: scorrere tra le complessità, senza perdere direzione.

3 Luglio 2025 0 Commenti
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Lo stato di disagio del Pronto Soccorso dell’Ospedale Valli del Noce

Da Paola Demagri 2 Luglio 2025

In merito alle recenti dichiarazioni di un  sindacato apparse sui giornali, ci tengo ad esprimere una profonda perplessità. La situazione denunciata, di posizionare la postazione amministrativa del Pronto Soccorso direttamente all’ingresso della struttura, sembra essere attribuita alla Direzione dell’ospedale di Cles, senza un reale coinvolgimento dei professionisti del settore. La scelta fatta dalla Direzione immagino sia legata a fattori strutturali molto limitanti. Segnalare l’inadeguatezza della scelta fatta, riduce la reale complessità del problema del Pronto Soccorso di Cles e rischia di spostare l’attenzione dalle vere criticità che affliggono il Servizio dell’Ospedale Valli del Noce. 

È proprio il Pronto Soccorso, infatti, a rappresentare l’area in maggiore sofferenza all’interno del presidio ospedaliero. Le problematiche, già più volte portate all’attenzione dell’assessore Tonina, affondano le radici nel periodo post-Covid, quando le esigenze logistiche hanno subito un cambiamento significativo. Nonostante le sollecitazioni rivolte all’allora Assessora Segnana, la questione non è mai stata affrontata concretamente, né inserita nell’agenda politica di allora. Basta ricordare che durante la scorsa legislatura sono stati riqualificati e attrezzati due ambulatori adiacenti al Pronto Soccorso, tuttora inutilizzati. La motivazione? La loro collocazione isolata, priva di assistenza e supervisione, rende impossibile accogliere e gestire pazienti in sicurezza. 

A questo si aggiunge il sovraffollamento cronico della sala d’attesa, che in diverse fasce orarie raggiunge livelli di promiscuità non più accettabili. L’insufficiente  sorveglianza e assistenza in alcuni momenti di maggior afflusso  in sala d’attesa, espone inoltre i pazienti a rischi sanitari e di sicurezza ai quali nessun professionista vorrebbe mai esporre. I dati parlano chiaro: oggi gli accessi al Pronto Soccorso di Cles vanno oltre i 25.000 all’anno. Nel 2019 non raggiungevano i 20.000. Ora l’afflusso è implementato di molto in quanto l’Ospedale è di riferimento oltre che per la Val di Non , la Val di Sole anche per la Rotaliana e in parte anche la Val di Cembra, Nei giorni di maggior afflusso, non è raro vedere pazienti su barelle, lettini o sedie, in alcuni casi sistemati all’ingresso dell’ospedale, schermati solo da una parete mobile per separare il flusso dei visitatori. È inaccettabile che una tale realtà si verifichi nel terzo ospedale della Provincia, che meriterebbe ben altro trattamento. Durante alcuni incontri, l’assessore Tonina ha indicato il Pronto Soccorso di Cles come priorità per gli interventi futuri. Ma a quando? Con quali intenzioni?  Forse manca la spinta delle Amministrazioni locali. Pare infatti  esserci più attenzione verso il Punto nascita che verso la grave sofferenza dell’intero presidio ospedaliero. È legittimo difendere il diritto delle partorienti a scegliere dove partorire, ma è altrettanto necessario occuparsi con determinazione del complesso ospedaliero nel suo insieme. Ovvio che per farlo è necessario conoscerne potenzialità e criticità, e criteri  di valutazione e opportunità non sempre  previsti dall’approccio populista.

Un ulteriore elemento che merita attenzione riguarda la sicurezza degli operatori sanitari. Recentemente è stato firmato un Protocollo d’Intesa tra La PAT e il Commissariato del Governo, volto alla tutela del personale. Tuttavia, ciò che emerge chiaramente dal testo è che l’attenzione è concentrata esclusivamente sui Pronto Soccorso degli ospedali di Trento e Rovereto. 

Sorge allora spontanea una domanda: il Pronto Soccorso di Cles – così come quelli degli altri ospedali territoriali – è forse considerato di “serie B”? Gli atti di violenza che si registrano in queste strutture sono forse meno gravi, solo perché avvengono in presidi periferici? Oppure ci si aspetta che il personale di questi reparti, sprovvisto di supporto diretto da parte di forze dell’ordine, sia in grado di tutelarsi autonomamente? Anche su questo punto sarebbe auspicabile che l’Azienda che dovrebbe occuparsi della sicurezza dei propri dipendenti si esprimesse con chiarezza anche a tutela della dignità di tutti i lavoratori del sistema sanitario provinciale, indipendentemente dalla collocazione geografica della struttura in cui operano. 

Purtroppo, depotenziare un ospedale è facile: basta non intervenire per migliorare la situazione oppure basta che un professionista valido lasci la guida di un reparto perché la struttura perda rapidamente forza, attrattività e autorevolezza. E temo che le sorprese, in tal senso, non siano finite qui.

È quindi positivo che il sindacato abbia evidenziato con decisione l’urgenza di migliorare la recente scelta della Direzione dell’ospedale e di aver sollecitato l’adozione immediata di soluzioni capaci di tutelare la dignità e la sicurezza di utenti e operatori sanitari. Tuttavia, per garantire un cambiamento reale e duraturo, è indispensabile che l’Assessorato assuma una responsabilità piena e strutturata sull’intera questione del Pronto Soccorso, affrontando con determinazione sia le criticità logistiche che quelle organizzative.

Solo attraverso un intervento sistemico sarà possibile restituire dignità all’ospedale di Cles, superare l’attuale stato di promiscuità, garantire un servizio realmente efficace ed efficiente, assicurare la sicurezza delle cure e della gestione degli utenti, e soprattutto ricostruire quella fiducia e motivazione nel personale che oggi rischiano seriamente di venire meno.

2 Luglio 2025 0 Commenti
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🎯 Giovani sottopagati: autonomia a metà?

Da Paola Demagri 30 Giugno 2025

In Trentino, come nel resto d’Italia, i giovani under 30 guadagnano meno degli over 50. Non per mancanza di titoli o competenze, ma per un mercato del lavoro che ancora premia l’anzianità più del merito.
📉 Le cause principali: – Contratti precari e part-time involontari – Lauree poco valorizzate (un laureato italiano guadagna in media il 54% in meno rispetto a un pari all’estero) – Sistema produttivo poco dinamico – Stage e tirocini spesso non retribuiti
🏔️ E in Trentino? Nonostante l’Autonomia offra strumenti utili, il territorio non è immune: il problema è nazionale e sistemico. Il Trentino reagisce con iniziative locali, ma serve una svolta più coraggiosa.
📌 L’autonomia è un’opportunità, non una garanzia. 👉 È ora di premiare davvero chi investe nel proprio futuro.

Trentino #GiovaniPrecari #Autonomia #StipendiFermi #ValorizzazioneDelMerito #Italia2030 #LavoroGiovanile

30 Giugno 2025 0 Commenti
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🎯 Giovani sottopagati: autonomia a metà?

Da Paola Demagri 30 Giugno 2025

In Trentino, come nel resto d’Italia, i giovani under 30 guadagnano meno degli over 50. Non per mancanza di titoli o competenze, ma per un mercato del lavoro che ancora premia l’anzianità più del merito.

📉 Le cause principali: – Contratti precari e part-time involontari – Lauree poco valorizzate (un laureato italiano guadagna in media il 54% in meno rispetto a un pari all’estero) – Sistema produttivo poco dinamico – Stage e tirocini spesso non retribuiti

🏔️ E in Trentino? Nonostante l’Autonomia offra strumenti utili, il territorio non è immune: il problema è nazionale e sistemico. Il Trentino reagisce con iniziative locali, ma serve una svolta più coraggiosa.

📌 L’autonomia è un’opportunità, non una garanzia. 👉 È ora di premiare davvero chi investe nel proprio futuro.

#Trentino #GiovaniPrecari #Autonomia #StipendiFermi #ValorizzazioneDelMerito #Italia2030 #LavoroGiovanile

30 Giugno 2025 0 Commenti
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Immigrazione: una risorsa, non una minaccia.

Da Paola Demagri 28 Giugno 2025

In un paese a bassa natalità, l’immigrazione è un contributo demografico immediato, mentre altre politiche agiscono lentamente. È una delle risposte più concrete alle sfide dell’invecchiamento e del declino della popolazione — e non ha nulla a che vedere con l’idea fuorviante della “sostituzione etnica”.

I processi d’integrazione vanno progettati e gestiti con intelligenza. Se ben governata, l’immigrazione genera creatività, valore, crescita. È ben diversa dall’emigrazione forzata dei nostri giovani, che segnala una fragilità profonda del territorio.

Agricoltori, imprenditori, ristoratori lo dicono chiaramente: senza immigrazione, il nostro sistema è destinato a rallentare. Non servono manovre da centinaia di milioni se poi mancano lavoratori, competenze, nuove nascite e politiche lungimiranti.

La destra continua a dipingere gli immigrati come un problema. Ma sono già parte della soluzione.

#Immigrazione #PoliticheDemografiche #Trentino #Integrazione #Futuro

28 Giugno 2025 0 Commenti
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La salute mentale non è (ancora) sul podio: il Trentino rifletta sul lato oscuro dei risultati di performance in tema di sanità  

Da Paola Demagri 28 Giugno 2025

“Il Trentino che primeggia sui giornali deve anche avere il coraggio di guardare dove ancora è fragile. Senza salute mentale, non esiste vera eccellenza.”

 Il Trentino festeggia il secondo posto nella classifica Crea Sanità 2025 come miglior sistema sanitario d’Italia, dietro solo al Veneto. Un risultato di cui essere orgogliosi, certo. Ma mentre si esulta per le performance strutturali, ospedaliere e ambulatoriali, si tace su un’emergenza silenziosa e meno celebrata: la salute mentale.

Può davvero dirsi eccellente un sistema sanitario che registra ogni anno un aumento costante di accessi ai servizi psichiatrici e un numero allarmante di giovani in difficoltà? La risposta è più complessa dei punteggi percentuali. Per questo ho depositato in Consiglio provinciale  una mozione che punta a colmare questo vuoto, chiedendo alla Giunta azioni urgenti, concrete e multidisciplinari per affrontare in profondità il disagio psicologico nella nostra comunità.

Tra le richieste:

1. L’istituzione di una struttura dedicata all’interno dell’APSS, incaricata di monitorare la salute mentale in Trentino e pubblicare un rapporto annuale.

2. La creazione di un tavolo tecnico stabile, che coinvolga enti pubblici, ordini professionali, sindacati e associazioni, per promuovere la prevenzione e il benessere nei luoghi di lavoro.

3. L’avvio di una riflessione normativa sull’obbligo per le imprese con più di 15 dipendenti di dotarsi di linee guida interne sulla salute mentale, da condividere con l’APSS.

I numeri parlano chiaro:

• Nel 2023, 8.718 persone si sono rivolte ai Centri di Salute Mentale, contro 8.213 nel 2022.

• I ricoveri psichiatrici sono saliti a 1.010, con 4.544 accessi ai pronto soccorso psichiatrici.

• Tra i giovani (14-24 anni), gli utenti sono aumentati da 709 a 829.

• Si contano 46 suicidi nell’anno, in calo rispetto al 2022 ma ancora sopra i livelli pre-pandemici.

L’OMS ha già tracciato la rotta, chiedendo agli Stati di riconoscere la salute mentale come una dimensione trasversale delle politiche pubbliche, soprattutto sul lavoro. Ansia, depressione e fenomeni come il quiet quitting e la great resignation mostrano l’urgenza di un cambiamento culturale.

Questa mozione è un invito al pragmatismo e alla responsabilità, affinché il benessere psicologico dei cittadini non resti fuori dalle classifiche, ma diventi una priorità assoluta dell’agenda politica.

28 Giugno 2025 0 Commenti
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Il terzo mandato sta andando in prescrizione

Da Paola Demagri 28 Giugno 2025

Terzo mandato dei governatori: la partita sembra avviarsi alla conclusione.

Dopo mesi di dibattito su scala nazionale, si intravede la fine di un confronto che ha animato e diviso anche la politica trentina. Ora attendiamo l’esito della Corte Costituzionale, con la speranza che venga garantita equità di trattamento anche al nostro territorio.

Chi ritiene eccessivo il terzo mandato pone una questione chiara: la necessità di interrompere possibili derive legate a personalismi e poteri consolidati.

Se la rotazione è applicata ai dirigenti pubblici per garantire trasparenza e rinnovamento, perché non dovrebbe valere lo stesso principio per chi governa?

28 Giugno 2025 0 Commenti
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Referendum che fare? 5 SI

Da Paola Demagri 5 Giugno 2025

Sono cinque i sì che il Movimento Casa Autonomia.eu suggerisce per richiamare tutti alla responsabilità di votare. Perché fin troppo in sordina è arrivato il momento di prepararsi al prossimo fine settimana referendario. 

Cosa scegliere, come votare, ma soprattutto se votare, sono infatti quesiti che il corpo elettorale si pone sempre più all’ultimo momento. L’astensionismo la fa da padrone, la scarsa propensione ad informarsi si mescola alla pigrizia. Quando poi, come in questo caso, la materia è piuttosto tecnica e di difficile comprensione, trincerarsi dietro un “non mi interessa” diventa la più facile delle soluzioni. 

Complice anche una parte politica che come è naturale adotta le questioni proponendo il favore o lo sfavore tenendo conto delle propensioni del proprio corpo elettorale. 

Non si fa certo fatica a pensare perciò cosa proponga la Destra quando a dare la maggior spinta all’indizione di questa tornata elettorale sono i sindacati e le parti sociali vicine ai lavoratori.

E fin qui non ci sarebbe nulla di scandaloso non fosse che per semplificare ulteriormente i messaggi da dare e andare più al cuore dei qualunquisti, c’è una parte politica – che siede pure al governo – che consiglia di boicottare il voto anziché spiegare le ragioni di una scelta piuttosto che di un’altra.

Eppure oggi sarebbe molto facile informarsi. E’ sufficiente aprire il web anche dal più semplice degli apparecchi che abbiamo in mano ogni giorno, digitare “referendum 8-9 giugno” e leggere la miriade di considerazioni accessibili a tutti che spiegano a seconda della parte politica le ragioni di un voto alternativo all’astensionismo. (A proposito invitiamo tutti a farlo!)

Casa Autonomia.eu si è da sempre dichiarata un Movimento politico progressista e solidale, attento alla tutela delle parti sociali più deboli. In questo senso non può sottrarsi all’appello lanciato dai promotori del referendum. Le modifiche normative che potrebbero venir introdotte in caso di vittoria dei primi quattro sì e il raggiungimento del quorum, tutelerebbero maggiormente le fragilità degli attuali contratti di lavoro che le attuali norme producono. Il dimezzamento poi del tempo necessario per ottenere la cittadinanza proposta dall’ultimo quesito è assolutamente in linea non solo con principi di giustizia sociale ma con la necessità di combattere l’invecchiamento di una società, anche locale, che ha assolutamente bisogno di nuova linfa demografica indipendentemente da dove questa provenga. 

5 Giugno 2025 0 Commenti
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Siamo noi il cambiamento di cui Cles ha bisogno

Da Paola Demagri 20 Maggio 2025

20 Maggio 2025 0 Commenti
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Una tangenziale che non parte di cui c’è forte necessità

Da Paola Demagri 20 Maggio 2025
20 Maggio 2025 0 Commenti
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