ISul fronte della Carta Argento emergono forti criticità che mettono in luce, ancora una volta, l’inefficienza della macchina provinciale. Un pò come accaduto per la carta da 20€ per l’uso dei mezzi pubblici in questi mesi estivi Da un’indagine diretta da parte della sottoscritta presso gli esercizi commerciali situati nei comuni attualmente privi di copertura, il quadro che emerge è paradossale: la mancata attivazione del servizio non dipende affatto dalla pigrizia o dal disinteresse degli esercenti. Al contrario, i commercianti hanno non solo presentato regolarmente domanda, che non aveva fra l’altro una data di scadenza per presentarla, ma si sono già attivati autonomamente per adeguare i sistemi di cassa e dotarsi dei tablet necessari per gestire la misura. La volontà di aderire e la parte strumentale, insomma, ci sono. A mancare sono le risposte della Provincia, che impiega tempi biblici, almeno cinque settimane è stato risposto al telefono, anche solo per riscontrare le richieste. Nel frattempo, il peso di questo stallo burocratico ricade sui cittadini. Alcuni anziani che hanno già ritirato la carta ma si trovano nell’impossibilità assoluta di utilizzarla, poiché nei loro comuni di residenza non c’è ancora un solo negozio alimentare abilitato. Una situazione bloccata all’origine: non è nemmeno ipotizzabile effettuare la spesa “a debito” in attesa dell’attivazione, dato che la misura prevede un tetto massimo di transizione di 150 €. Il risultato è una guerra tra poveri che penalizza tutti: i cittadini accusano i negozianti del paese di non aver aderito, e i commercianti a loro volta fortemente dispiaciuti per non poter garantire il servizio all’utenza si trovano a dover subire un danno d’immagine a causa dei ritardi altrui. Un tema scottante e di strettissima attualità che richiede un intervento correttivo immediato.
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