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territorio

Uno sguardo sul Trentino di oggi

Da Paola Demagri 5 Giugno 2026

QPrima di addentrarci nel periodo estivo, un ultimo incontro sul territorio.

La gente apprezza che la Politica entri nelle case e diventi davvero un incontro di prossimità. Sarà l’occasione per fare un breve bilancio del lavoro svolto, ma soprattutto per ascoltare e continuare a costruire insieme.

Vi aspettiamo:

📅 Giovedì 11 giugno
🕣 ore 20.30
📍 Sarnonico, presso il Punto Lettura

Sarà coordinato da:

Carla Podetti

 e vedrà gli interventi di:
– Michele Dallapiccola, Segretario politico

– Paola Demagri, Consigliera provinciale

Non mancate, la vostra voce conta!

5 Giugno 2026 0 Commenti
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Uno sguardo sul Trentino di oggi

Da Paola Demagri 19 Maggio 2026

QProsegue il ciclo di incontri sul territorio “Uno sguardo sul Trentino”. Questa volta saremo a Borgo Valsugana. 

Siamo a metà legislatura: cosa sta succedendo? Quali scelte servono nei prossimi due anni e mezzo?
Parliamone insieme, partendo dall’ascolto del territorio e delle persone.

Vi invitiamo dunque a partecipare a:

📅 27 maggio 2026
🕣 ore 20.30
📍 Borgo Valsugana – Sala Lenzi, piazzetta Ceschi 1. 

Sarà coordinato da:

Sumil Pellanda

 e vedrà gli interventi di:
– Michele Dallapiccola, Segretario politico

– Paola Demagri, Consigliera provinciale

Il terzo incontro pubblico aperto a tutte e tutti per confrontarci sul presente del Trentino e costruire insieme prospettive concrete per il futuro della nostra comunità.
Vi aspettiamo numerosi.

19 Maggio 2026 0 Commenti
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Situazione drammatica per la nostra sanità territoriale

Da Paola Demagri 11 Maggio 2026

Ringrazio per aver riportato questa mattina il dato sulle carenze dei medici di
medicina generale: due domande per sessantatré zone scoperte. È un numero che parla da
solo e che descrive una situazione ormai drammatica per la nostra sanità territoriale.
Ma il punto non è soltanto la mancanza di professionisti disponibili. Il punto è che, in questi
anni, non si è costruita alcuna reale attrattività, né economica né professionale. I giovani
medici che iniziano oggi non hanno garanzie di stabilità, non hanno una liquidità mensile che
permetta loro di accedere a un mutuo o di immaginare un progetto di vita. Il loro contratto è
ancora distante da un vero contratto di lavoro , ora sono nel limbo. A loro si chiede di farsi
carico di migliaia di pazienti, di sostenere la fragilità crescente dei territori, ma senza
strumenti adeguati. È evidente che così non può funzionare. E poi c’è un altro nodo, ancora
più profondo: il mancato coinvolgimento. I medici di medicina generale non sono mai stati
parte della progettazione delle Case della Comunità. Non sono stati chiamati all’inizio,
quando si definivano funzioni, modelli organizzativi, bisogni dei territori. Sono stati coinvolti
solo alla fine, come ultimo tassello, ai quali “assegnare” locali già predisposti e chiedere di
trasferire lì le loro AFT per coprire una parte delle funzioni previste dal DM 77. È un
approccio che ha prodotto esattamente ciò che oggi vediamo: strutture edilizie nuove,
riqualificate grazie al PNRR, ma vuote delle figure e delle funzioni che avrebbero dovuto
renderle il cuore della sanità di prossimità. Case della Comunità consegnate alla comunità
senza la comunità professionale che dovrebbe abitarle. In Trentino non si è visto un
percorso di co-progettazione, non si è visto un avvicinamento della politica ai medici di
medicina generale, non si è vista quella responsabilità istituzionale che avrebbe dovuto
guidare una riforma condivisa. Le cose, semplicemente, se le sono trovate fatte. E allora è
inevitabile che oggi, di fronte alla proposta di riforma del ministro Schillaci, molti medici
prendano le distanze: perché non hanno mai percepito, qui, un modello realmente
collaborativo.La politica avrebbe dovuto dimostrare fin da subito che la progettualità nasce
dall’ascolto dei professionisti, non dalla loro convocazione a giochi fatti. Avrebbe dovuto
usare davvero le leve dell’autonomia per rendere attrattivo il lavoro sul territorio, per
sostenere i giovani, per valorizzare chi ogni giorno tiene in piedi il sistema. Invece, troppo
spesso, dopo averli celebrati come “eroi”, li abbiamo lasciati soli.
Oggi il risultato è chiaro e preoccupante : carenze diffuse, Case della Comunità vuote,
territori scoperti. Se non si interviene immediatamente e con un altro atteggiamento , con
scelte coraggiose e condivise, ci avvieremo verso un fallimento totale della sanità territoriale.


Paola Demagri

11 Maggio 2026 0 Commenti
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La vera riunificazione è quella tra valli e città.

Da Paola Demagri 5 Maggio 2026

Oggi il Trentino ha bisogno di questa verità semplice e scomoda, perché negli ultimi anni è stato raccontato come un territorio diviso, come se città e valli fossero due mondi separati, due comunità con interessi opposti, due realtà che non si riconoscono più. Questa divisione non nasce dalle persone, ma da un modo di governare che ha trasformato le differenze in confini e i confini in identità contrapposte. È una narrazione che ha scavato un solco e che ha indebolito l’idea stessa di autonomia.


Casaautonomia.eu nasce per ribaltare questo schema, perché l’autonomia non è un simbolo da difendere a parole, è un sistema che funziona solo se tutte le sue parti funzionano insieme. Io guardo il Trentino da entrambi i lati: dalla città vedo le valli che tengono in piedi il territorio con la zootecnia che presidia i pascoli, l’agricoltura che dà forma al paesaggio, i servizi che resistono nonostante la distanza, la fatica quotidiana di chi vive in quota. Dalle valli vedo la città che sostiene con l’università che forma competenze, la ricerca che innova, la sanità specialistica che completa quella territoriale, la mobilità che collega, i servizi che fanno da spina dorsale. Non sono due mondi separati, sono due presidi dello stesso sistema, e se uno dei due si indebolisce, si indebolisce tutto il Trentino.


Lo vediamo nella sanità, dove la chiusura di un punto nascita non è un problema locale ma un segnale di fragilità dell’intero sistema; dove la mancanza di medici di base non è un disagio di un paese ma la prova che la prossimità si sta sgretolando; dove la città lasciata sola nella gestione dell’RFT diventa il simbolo di un equilibrio che si è rotto. Lo vediamo nella mobilità, dove chi vive in valle deve usare l’auto per ogni spostamento e chi vive in città paga il prezzo di scelte che non tengono conto dell’insieme. Lo vediamo nell’università, che non può essere percepita come un presidio urbano ma come il luogo dove si costruisce il futuro di tutto il territorio. Lo vediamo nella zootecnia, che non è folklore ma presidio ambientale, economico e culturale, e che garantisce qualità e paesaggio anche a chi vive lontano dai pascoli.
E lo vediamo, più di tutto, nell’energia. Perché il costo dell’energia non distingue tra città e valli, ma gli effetti sì: chi vive più in alto consuma di più, chi vive più lontano spende di più, chi ha meno servizi paga di più in tempo e risorse, chi vive in città paga il prezzo delle scelte imposte dall’alto. L’energia non è un tema tecnico, è un tema di giustizia territoriale, è il punto in cui tutte le disuguaglianze diventano visibili.


Per questo abbiamo bisogno che chi governa non guardi al consenso, non guardi agli amici, non guardi alle appartenenze politiche. Questo si chiama opportunismo, e l’opportunismo non costruisce futuro. Chi governa deve avere una visione unitaria che tenga conto delle differenze e che trasformi quelle differenze in opportunità. Chi governa non può fare favoritismi, non può generare discordie, non può alimentare contrapposizioni. Chi governa deve avere un’etica responsabile, concreta, equa, capace di tenere insieme e non di dividere, capace di ascoltare e non di imporre, capace di vedere il territorio nella sua interezza e non nella sua convenienza. La politica non è la gestione degli amici, è la gestione del bene comune. E il bene comune non si costruisce scegliendo una parte contro l’altra, ma ricomponendo ciò che è stato separato.
Casaautonomia.eu guarda al futuro partendo da questa consapevolezza: il Trentino non può più permettersi di ragionare per compartimenti, per territori che si guardano con sospetto, per comunità che si percepiscono in competizione. Dobbiamo tornare a pensare come un sistema unico, dove la sanità è vicina, la mobilità è integrata, l’università è un motore per tutti, la zootecnia è riconosciuta come presidio, l’energia è equa e sostenibile. Un sistema dove città e valli non si misurano a vicenda, ma si sostengono.
Questa è la mia idea di futuro. Questa è l’idea di Casaautonomia.eu. Ricucire ciò che è stato diviso e riportare il Trentino a funzionare come un territorio che si riconosce, che si parla, che si sostiene. Un territorio che non sceglie tra città e valli, ma sceglie il Trentino.

5 Maggio 2026 0 Commenti
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Ogni giovane che se ne va

Da Paola Demagri 24 Aprile 2026

Dai dati ISTAT
Nel 2024, dal Trentino sono partiti 861 giovani.Un numero che cresce, anno dopo anno, come una linea sottile che si allunga verso l’esterno. Dal 2011 ad oggi ne abbiamo persi oltre 6.400. E mentre le partenze aumentano, i rientri diminuiscono: a livello nazionale i rimpatri degli italiani sono calati del 23% nel biennio 2023–2024.Ogni giovane che se ne va non è una statistica: è una voce che si spegne nelle nostre piazze, un talento che non vedremo crescere qui, un pezzo di comunità che si assottiglia.
Le ragioni sono sempre le stesse, e non servono grandi analisi per riconoscerle.
C’è chi parte perché non trova una casa accessibile, perché i costi sono troppo alti o perché ristrutturare un appartamento ereditato è diventato un percorso a ostacoli.
C’è chi parte perché cerca un lavoro che qui non esiste, o che non offre prospettive, stabilità, crescita.E c’è chi parte perché, vivendo in valle, ogni giorno deve fare i conti con una mobilità lenta, faticosa, che rende tutto più distante: lo studio, il lavoro, le opportunità.Non sono scelte leggere. Sono scelte che parlano di futuro, di possibilità, di dignità.
E allora la domanda che dovremmo farci non è “perché se ne vanno?”, ma “cosa serve perché possano restare?”.Le risposte non sono complicate: politiche abitative che non lascino soli i giovani, lavoro qualificato che non costringa a migrare per crescere, collegamenti che rendano il territorio unito e non frammentato.
Sono scelte che richiedono visione, continuità, ascolto.Perché trattenere i giovani non significa trattenerli a forza: significa offrire loro un motivo per scegliere di restare.E in fondo, tutto parte da qui: dal riconoscere che ogni partenza è una perdita per tutti noi.

24 Aprile 2026 0 Commenti
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Autostrada del Brennero: persa la prelazione, autonomia tradita

Da Paola Demagri 31 Marzo 2026

Ve l’avevamo detto!
Il Ministero ha confermato: è caduto il diritto di prelazione sull’Autostrada del Brennero. Una garanzia fondamentale, che Casa Autonomia e le minoranze consiliari difendevano da inizio legislatura.

Le chiacchiere tardive di Kompatscher e il silenzio di Fugatti non bastano: i nostri territori sono stati traditi. Con il “governo amico” gli interessi dell’autonomia sono stati svenduti.

Il Movimento Casa Autonomia.eu denuncia che non servono più parole di palazzo: servono fatti. I trentini e gli altoatesini hanno diritto a vedere difesi i propri interessi. È ora che tutti alzino la voce e pretendano rispetto per i nostri territori e per la nostra autonomia.

31 Marzo 2026 0 Commenti
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Brentonico: ascoltare il territorio per costruire soluzioni.

Da Paola Demagri 9 Marzo 2026

Nei giorni scorsi sono stata a Brentonico per un sopralluogo.

Non per fare passerella, ma per ascoltare davvero. Ho incontrato persone che vivono l’Altopiano ogni giorno e che, con grande lucidità, hanno messo in fila le questioni che pesano: quelle che non vedono una soluzione, quelle che attendono da tempo, quelle che  sommate una sopra l’altra  generano un malessere profondo e un senso di disillusione verso chi aveva promesso e poi non ha mantenuto. Mi hanno parlato di problemi non gestiti dal Comune e di problemi non gestiti dalla Provincia, ma anche delle potenzialità enormi dell’Altopiano, che restano lì, sospese, in attesa di qualcuno che le prenda sul serio e le trasformi in opportunità concrete. Ed è proprio per questo che serve muoversi sul territorio.

Serve incontrare le persone, ascoltare senza filtri, senza difese.

Serve approfondire i temi, capire cosa c’è dietro ogni disagio e ogni ritardo.

Serve farsi carico delle istanze, non per trasformarle in slogan, ma per trasformarle in lavoro.

Serve interessarsi alle persone, ai loro bisogni, alle loro paure, alle loro speranze. Serve interessarsi al bene comune, che non è mai un concetto astratto: è fatto di servizi, mobilità, scuola, lavoro, qualità della vita.

Ora ci si mette al lavoro.

Perché non basta il click, non basta la denuncia, non basta dire “qualcuno dovrebbe”.

Serve affrontare le questioni nelle sedi appropriate, con serietà e continuità. Serve attuare il piano, non annunciarlo.

E questo è l’impegno che mi porto a casa da Brentonico.

9 Marzo 2026 0 Commenti
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Casa Autonomia Giovani Primo incontro 2026

Da Paola Demagri 28 Gennaio 2026

Ieri i giovani di Casa Autonomia si sono ritrovati per il primo incontro del 2026: un momento ricco di idee chiare, ambizioni sane e un’attenzione autentica verso ciò cheriguarda la nostra comunità.
Abbiamo attraversato insieme molti dei temi oggi sul tavolo:

  • il referendum sulla separazione delle carriere,
  • le prospettive in vista delle provinciali del 2028,
  • le sfide e le opportunità legate all’emigrazione giovanile, positiva quando è temporanea ma preoccupante quando diventa un distacco definitivo dal proprio territorio,
  • le questioni sociali e sanitarie,
  • la vita amministrativa nei Comuni, soprattutto per chi ha da poco iniziato un percorso come consigliere o studia scienze politiche.

È stato bello vedere quanto interesse, quanta cura e quanta responsabilità questi ragazzi e queste ragazze portano con sé.
C’è attenzione per il territorio, per le decisioni amministrative, per i bisogni reali delle persone e per il modo in cui devono essere affrontati.
Casa Autonomia crede nei giovani, nella loro capacità di leggere il presente e immaginare il futuro. E incontri come questo lo dimostrano.

28 Gennaio 2026 0 Commenti
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