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Nazioniunite

L’infrastruttura della pace: perché le Nazioni Unite riguardano ciascuno di noi

Da Paola Demagri 24 Ottobre 2026

Cara cittadina, caro cittadino,

ti scrivo questa lettera partendo da una riflessione che mi sta molto a cuore. Chi mi conosce sa che, come consigliera provinciale del Movimento Casaautonomia.eu, il mio impegno quotidiano è rivolto al nostro Trentino, ai nostri servizi pubblici e alle sfide della nostra autonomia. Cerco sempre di raccontare anche i temi più complessi con parole semplici, partendo da ciò che accade concretamente nella vita di tutti i giorni.

Oggi però vorrei fare insieme a te un salto apparentemente lontano dalle nostre valli, ma che in realtà tocca da vicinissimo la nostra sicurezza, la nostra economia e la nostra serenità: le Nazioni Unite.

In occasione della Giornata Mondiale dell’ONU, parlare di diplomazia internazionale può sembrare un esercizio astratto per esperti in giacca e cravatta. Ma ti assicuro che non è così.

Che cos’è davvero l’ONU e come funziona?

Partiamo dalle basi. Le Nazioni Unite sono nate nel 1945, sulle macerie e sull’orrore della Seconda Guerra Mondiale. Dopo milioni di morti, i Paesi del mondo si sono guardati negli occhi e hanno detto: “Mai più”. È lì che è nata la Carta dell’ONU.

Concretamente, l’ONU non è un governo mondiale e non è uno Stato super-potente che può impartire ordini a tutti. È, molto più semplicemente, una grande casa comune: l’unico tavolo attorno al quale si siedono quasi tutti i Paesi della Terra  oggi sono 193  per parlarsi prima di spararsi.

I suoi compiti principali sono mantenere la pace, proteggere i diritti umani, portare aiuti nelle emergenze e promuovere lo sviluppo sostenibile. Tutto questo sta in piedi grazie ai contributi finanziari degli Stati membri, ognuno in proporzione alla propria ricchezza. Senza queste risorse non ci sarebbero gli aiuti dell’UNICEF per i bambini, il cibo del Programma Alimentare Mondiale o le missioni di pace nelle aree di crisi.

La politica e la metafora della “manutenzione”

Ma come sta la politica dentro le Nazioni Unite? Qui sta il nodo vero. L’ONU è lo specchio della politica globale. Nel suo organo più importante il Consiglio di Sicurezza  cinque grandi potenze hanno il potere di veto: basta il “no” di uno solo per bloccare un’azione di pace.

Sentiamo spesso dire: “L’ONU è inutile, non serve a niente”. Permettimi di usare un’analogia che conosciamo bene nella gestione pubblica del nostro territorio: la manutenzione.

Se abbiamo un ponte, una strada o un ospedale e smettiamo di farne la manutenzione per trent’anni, quando si crea una crepa la colpa non è della struttura, ma di chi ha smesso di curarla. L’ONU è un’infrastruttura di pace che richiede cura costante. Se la politica internazionale la trascura o la usa solo per i propri interessi, l’infrastruttura scricchiola.

Un mondo in fiamme: i timori per l’Europa e per l’Italia

Oggi ci sono oltre 60 guerre in corso nel pianeta. Va detto con franchezza: l’ONU fa una fatica enorme a fermare le armi quando sono coinvolte le grandi potenze. Ma dove la politica fallisce, l’azione umanitaria dell’ONU salva ogni giorno milioni di vite portando acqua, cibo, vaccini e corridoi umanitari.

Quando la diplomazia crolla, il mondo torna alla legge del più forte. L’Europa e l’Italia  al centro del Mediterraneo e dipendenti dal commercio e dall’energia  soffrono prima di tutti per l’instabilità. La guerra porta con sé profughi, inflazione, caro-vita e insicurezza. L’Italia, con il principio di pace scolpito nell’Articolo 11 della nostra Costituzione, ha un bisogno vitale di diplomazia. Quando salta la stabilità globale, a pagarne il prezzo sono le famiglie, le imprese e i servizi pubblici dei nostri territori.

Cosa dobbiamo sapere e cosa possiamo fare

Cosa deve sapere un cittadino oggi? Che l’alternativa alle Nazioni Unite non è un’organizzazione migliore, ma l’anarchia globale: la forza bruta al posto delle regole.

Ricordare questa giornata non significa fare retorica, ma promuovere tre impegni concreti:

  1. Il valore della diplomazia: capire che sedersi a trattare non è debolezza, ma intelligenza politica.
  2. La riforma delle istituzioni: pretendere che l’ONU venga modernizzata per affrontare le sfide odierne, dal clima alle nuove tecnologie.
  3. La cultura della pace nei territori: perché la pace si costruisce anche nelle nostre comunità, nelle scuole e nel modo in cui gestiamo le diversità ogni giorno.

In conclusione, l’ONU è il tentativo faticoso che l’umanità fa ogni giorno per non cadere di nuovo nel baratro. E la politica, a tutti i livelli dal piccolo Comune alla Provincia, fino ai vertici internazionali  ha il dovere di custodire queste regole comuni.

Link per ascoltare il podcast completo:

Telegram: https://t.me/paola_demagri/131

Youtube: https://youtu.be/DRKkNbUnPHA?is=h-f2aE66rGKAMj_I

Spotify: https://open.spotify.com/episode/3S8YwQWkbU4onYDZfZU5iz?si=me_EMepCRCuMptV4R8u5jQ&utm_source=copy-link

24 Ottobre 2026 0 Commenti
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