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Dopo la bocciatura del terzo mandato

Da Paola Demagri 6 Novembre 2025

La bocciatura del terzo mandato non è una sconfitta personale: è una vittoria per la democrazia trentina.

La Consulta ha confermato l’incostituzionalità della legge voluta da Fugatti per garantirsi un terzo mandato. Non è solo la fine di un’aspirazione personale: è l’inizio di una nuova stagione per l’autonomia trentina. Una stagione in cui la Provincia torna ai cittadini, non ai personalismi.

Negli ultimi quindici giorni abbiamo assistito a una frenesia di annunci, inaugurazioni, promesse last minute. Una bulimia comunicativa che non nasconde la realtà: un presidente sempre più solo, sempre più lontano dalle istituzioni democratiche, sempre più concentrato su sé stesso e sulla propria immagine.

Abbiamo visto un uomo che ha preferito rubare idee e progetti altrui piuttosto che confrontarsi nel merito. Che ha inseguito il consenso facile, anziché costruire con pazienza e ascolto. Che ha usato l’autonomia come scudo per giustificare l’eccezione, non come strumento per servire meglio i Trentini.

Ora è il momento di voltare pagina.

Un nuovo Consiglio Provinciale per i bisogni reali dei Trentini.

Il Consiglio Provinciale che vogliamo costruire non sarà un palcoscenico per ambizioni personali, ma una casa trasparente, partecipata, concreta. Un luogo dove:

Si ascoltano i territori, non si impongono decisioni calate dall’alto

Si progettano politiche pubbliche con visione, non si rincorrono titoli di giornale

Si lavora per il bene comune, non per la popolarità personale

Si valorizza l’autonomia, non la si piega a interessi di parte

Il nostro impegno è chiaro: restituire alla politica trentina la sua dignità, la sua sobrietà, la sua funzione di servizio. Non ci interessa il potere per il potere. Ci interessa una Provincia che funzioni, che includa, che guardi al futuro con coraggio e responsabilità.

La Consulta ha aperto una porta.

Sta a noi e a tutti i cittadini trentini  attraversarla insieme.

6 Novembre 2025 0 Commenti
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Rinnovamento del Direttivo.  Nuove energie per il nostro cammino

Da Paola Demagri 5 Novembre 2025

Nella se Rinnovamento del Direttivo  Nuove energie per il nostro camminorata di ieri si è tenuto il Direttivo provinciale di CasaAutonomia.eu. In questa occasione è stato ufficializzato l’ingresso di Sara Turrini nel nostro organo direttivo.

Come molti tra gli aderenti al Movimento anche la dott.sa Turrini, in passato, ha militato tra gli autonomisti storico-identitari. La deriva politica che li ha visti alleati dei nazionalisti ha allontanato, ormai un paio d’anni orsono, anche la nostra nuova componente del direttivo di MCA.eu, da valori politici non più condivisibili.

In CasaAutonomia.eu ha trovato un luogo dove poter esprimere appieno la sua passione per la politica, con la freschezza di una giovane autonomista, dotata di forti capacità relazionali e un autentico interesse per il bene pubblico.

Ha lavorato con impegno alla costruzione della proposta per Rovereto a sostegno della sindaca Robol e ha contribuito al successo della nostra lista alle ultime comunali di Trento.

Contestualmente, Cristiano Moiola ha sospeso la sua presenza nel Direttivo per motivi professionali. Lo ringraziamo sinceramente per il contributo autorevole che ha dato finora, sia nell’attività di partito che sul territorio.

Dopo l’avvicendamento tra Marisa Postal con Doriano Valer, questo passaggio di consegne rinnova ancor più il direttivo che ora è composto da:

• Paola Demagri, presidente provinciale

• Michele Dallapiccola, segretario politico

• Doriano Valer, consigliere

• Guido Trebo, consigliere

• Sara Turrini, consigliera

Siamo pronti a proseguire il nostro cammino con determinazione, consapevoli che le sfide si affrontano, ma le vittorie si costruiscono. 

In particolare perché la coalizione alternativa a Fugatti, ha bisogno di una forza autonomista, centrista, legata sì, a principi sociali e di solidarietà, consapevole però che statalismo e nazionalismo al Trentino, autonomo, portano poco o nulla. 

Consolidare i principi autonomisti, rappresentare le Valli, ascoltare le città, essere un riferimento per i cittadini: questo è il nostro impegno, non da patronato, ma da partito territoriale, vivo e presente.

Consigliera provinciale Paola Demagri 

Segretario politico Michele Dallapiccola 

5 Novembre 2025 0 Commenti
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Numeri, letti vuoti e scelte politiche: il Trentino che merita efficienza

Da Paola Demagri 4 Novembre 2025

Un’analisi critica sull’assestamento di bilancio 2025 e sulla gestione dei punti nascita in Trentino. Quando i numeri raccontano una realtà che non sempre risponde ai bisogni del territorio

Dopo la presentazione della relazione sull’assestamento di bilancio a luglio 2025 da parte del presidente Fugatti, in replica gli dissi che avevo avuto la sensazione di ascoltare non un’agenda politica, ma il registro contabile di un ragioniere. Una sequenza di numeri, di autocelebrazioni sulle capacità economiche della Provincia, di cifre importanti che documentavano la relazione stessa, ma che, a mio avviso,  avevano ben poco a che fare con i reali bisogni del Trentino. È normale, ed è sano, che esista un dibattito politico, dentro e fuori dall’aula, che permetta anche a chi ascolta o legge di confrontare valutazioni diverse e trarne le proprie conclusioni. Oggi ci accingiamo a predisporre la manovra finanziaria che sarà discussa a dicembre: la legge più importante dell’anno, quella che dovrebbe tradurre in atti concreti l’agenda politica della maggioranza, ma anche offrire spazi di proposta e miglioramento alle minoranze, con o senza ostruzionismo. Ma non è di questo che voglio parlare.Prendo solo spunto per un ragionamento di efficienza.

Sarà una manovra importante anche dal punto di vista economico  i primi dati lo confermano e in questo contesto vorrei tornare a chiamare “ragioniere” il presidente Fugatti, che non si era affatto offeso per quella definizione, anzi, l’aveva accolta come un riconoscimento di concretezza. Disse” Significa che sto con i piedi per terra”!

E allora, da buon ragioniere, vorrei che prendesse in mano i dati forniti in questi giorni dall’Azienda Sanitaria, in particolare quelli relativi ai punti nascita, come quello di Cles e Cavalese. Se consideriamo che ogni giorno di reparto aperto può costare oltre 600 euro a letto libero ( assenza di ricovero), e che sono state 28 le giornate senza alcun parto registrato, ci troviamo di fronte a una spesa che sfiora i 17.000 euro per giornate completamente vuote per posto letto ( 10 posti letto 170.000 €) . Anche se non occupato, il letto comporta costi fissi: manutenzione, riscaldamento, pulizia, personale di base, attrezzature pronte all’uso. Una cifra che potrebbe essere investita in servizi più utili e aderenti ai bisogni reali del territorio.

Perché allora il presidente Fugatti non impiega, da bravo ragioniere, queste risorse per realizzare qualcosa di più utile, più coerente con le esigenze del Trentino?

Un buon padre di famiglia non permetterebbe mai che le proprie risorse venissero gettate al vento. E se il Presidente fosse sindaco di un piccolo comune, si guarderebbe bene dal buttare anche solo 100 euro, sapendo che quei soldi potrebbero servire a pagare stipendi o servizi essenziali.

Ma quando si ha la sensazione che la Provincia abbia “soldi da buttare”, allora forse è il momento di fermarsi, guardare i numeri,tutti i numeri, e ascoltare anche le voci critiche. Perché è da lì che nasce una politica più giusta, più responsabile, più vicina ai cittadini.

4 Novembre 2025 0 Commenti
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Citare il punto nascita di Cles evoca l’immagine di una medaglia dalle due facce

Da Paola Demagri 2 Novembre 2025

Daniele Benfanti il T 2 novembre 2025

Punto nascita di Cles: tra riconoscenza e criticità, è tempo di scelte coraggiose

Il punto nascita di Cles rappresenta una realtà complessa, con due volti ben distinti. Da un lato, la gratitudine delle famiglie che scelgono di partorire in valle, affidandosi con fiducia al personale sanitario. Dall’altro, la preoccupazione per la sostenibilità di un servizio che, con soli quattro parti registrati a ottobre, fatica a garantire continuità operativa e crescita professionale.

L’articolo propone una riflessione lucida e critica: non si può mantenere un’unità dove il 60% dei turni è coperto da gettonisti, né ignorare l’eccesso di parti cesarei rispetto alla media nazionale. La sicurezza delle donne e dei neonati deve restare prioritaria, anche a costo di rivedere l’organizzazione territoriale.

Si sollecita l’Azienda sanitaria a riequilibrare le risorse tra il punto nascita e il consultorio, vero fulcro del Percorso nascita, oggi penalizzato da carenze di personale. La proposta è chiara: investire nei servizi territoriali, potenziare il trasporto sanitario e comunicare con trasparenza le scelte, anche quelle difficili.

Non si tratta di chiudere o aprire, ma di costruire un sistema sanitario fondato su qualità, sicurezza e fiducia. Una visione che trova eco anche nel recente congresso regionale in Val di Non, dove si è ribadita l’importanza di valorizzare le professioni sanitarie e rafforzare l’area chirurgica degli ospedali di valle.

Il messaggio alla politica è netto: servono coerenza, responsabilità e coraggio per affrontare con serietà il futuro della sanità nelle aree montane.

2 Novembre 2025 0 Commenti
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Chi è “anziano”? Tre sguardi, tre definizioni. Attraverso la foto, emergono le tre chiavi di lettura dell’anziano: quella sanitaria, quella sociale e quella politica 😄

Da Paola Demagri 26 Ottobre 2025

In ambito sanitario, l’anziano è spesso identificato a partire dai 75 anni, età in cui aumentano fragilità, comorbidità e bisogni assistenziali. È il momento in cui la medicina si concentra sulla prevenzione della non autosufficienza e sull’invecchiamento attivo.                            

Per la società, l’anziano è chi ha superato i 65 anni, spesso coincidente con l’età pensionabile. Ma è una definizione fluida: oggi si parla di “anziani giovani” (65-74 anni), “anziani adulti” (75-84) e “grandi anziani” (85+), ciascuno con caratteristiche, bisogni e potenzialità diverse.                                                                 

Le politiche pubbliche, adottano una visione più ampia: l’anziano è chi ha superato i 65 anni, ma l’attenzione si concentra soprattutto su chi è in condizioni di fragilità o non autosufficienza. L’obiettivo è promuovere dignità, autonomia, inclusione e salute

Un Paese che invecchia: sfida o opportunità?

L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo. In Trentino, oltre il 22% della popolazione ha più di 65 anni. Questo non è solo un dato demografico: è un cambiamento culturale, sociale, economico. L’anziano è risorsa, non solo destinatario di cure. È memoria storica, volontariato attivo, sostegno familiare, presidio di comunità. Ma serve una narrazione nuova: non più “peso”, ma “potenziale”.

Invertire il trend dell’invecchiamento non significa combattere l’età, ma riequilibrare il futuro. In un Paese come l’Italia, e in territori come il Trentino, dove la popolazione anziana cresce e quella giovane si assottiglia, servono politiche lungimiranti. Favorire la natalità è il primo passo: sostenere le famiglie con servizi accessibili, congedi equi, case a misura di bambino e lavoro stabile per i genitori. Ma non basta. Occorre attrarre nuovi residenti, anche stranieri, offrendo opportunità concrete, integrazione e qualità della vita. E poi c’è l’altra faccia dell’invecchiamento: quella attiva, vitale, generativa. Investire sull’invecchiamento attivo significa trasformare l’età in energia sociale, in volontariato, in mentoring, in cultura. Non è solo una questione demografica: è una visione del mondo. Dove ogni età ha il suo posto, il suo valore, il suo futuro.

In Trentino, l’invecchiamento della popolazione si intreccia con le peculiarità del territorio: montagne, valli, piccoli borghi e distanze che amplificano le sfide. Garantire servizi di qualità significa superare la frammentazione e costruire una rete capillare, equa e accessibile. L’assistenza domiciliare deve essere potenziata, anche grazie alla telemedicina, per raggiungere chi vive lontano dai centri urbani. I centri diurni e gli spazi di socialità devono diventare presidi di comunità, luoghi dove l’anziano non è solo assistito, ma valorizzato. La formazione dei caregiver, familiari e professionali, è cruciale per offrire cure competenti e umane. E poi c’è la mobilità: servono trasporti age-friendly, percorsi sicuri, città pensate per tutte le età. Infine, i progetti intergenerazionali: perché l’invecchiamento non è un confine, ma un ponte. Un ponte tra chi ha vissuto e chi sta iniziando a vivere.

Tre slogan per tre età dell’anzianità

  • Anziani giovani (65-74): “È il tuo tempo. Vivi, viaggia, insegna. L’età è un trampolino, non un traguardo.”
  • Anziani adulti (75-84): “Hai ancora tanto da dare. La tua esperienza è il nostro futuro.”
  • Grandi anziani (85+): “Ogni giorno è un dono. La tua presenza è un faro per chi viene dopo.
26 Ottobre 2025 0 Commenti
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CPR e il resto dell’agenda provinciale

Da Paola Demagri 26 Ottobre 2025

Gli strumenti utilizzati dalla Giunta provinciale sono atomizzatori di denaro e offuscamento politico. Il denaro pubblico viene usato come nebbia: distribuito in modo da confondere, da nascondere le vere scelte politiche. I “maestri del soldo e delle promesse”offuscano la visuale dei cittadini.

https://www.ildolomiti.it/politica/2025/cpr-e-calo-dellaccoglienza-straordinaria-scontro-sulla-decisione-di-fugatti-casa-autonomia-vogliono-trasformare-il-trentino-in-una-sezione-del-potere-centrale

Credits Patrick Hendry

26 Ottobre 2025 0 Commenti
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Educare alla parità è un atto di libertà

Da Paola Demagri 22 Ottobre 2025

Educare alla parità è un atto di libertà. Sostengo la proposta di legge popolare per le scuole trentine

credits Arkuscha

Come consigliera provinciale e come donna impegnata nella costruzione di una comunità fondata sul rispetto, sulla libertà e sulla democrazia, annuncio il mio pieno sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare che mira a integrare la Legge provinciale sulla scuola con percorsi strutturati e permanenti di educazione alla parità di genere e al rispetto delle differenze. È una proposta che nasce dal basso, da una rete ampia e plurale, e che mette al centro l’educazione come strumento di prevenzione, consapevolezza e cura.

Questo impegno è coerente con i valori statutari del Movimento a cui appartengo e che rappresento, che riconosce nella libertà, nel rispetto della persona e nella democrazia partecipata i pilastri di ogni azione politica. Sostenere questa proposta significa dare forma concreta a quei principi, traducendoli in politiche educative capaci di generare relazioni sane, inclusive e non violente. È una scelta che parla alla coscienza di ogni cittadina e cittadino, al di là delle appartenenze ideologiche, perché riguarda ciò che ci rende umani: la capacità di riconoscersi nell’altro, di costruire insieme una società più giusta.

Questa proposta nasce da una rete ampia e plurale di soggetti che, con sensibilità diverse ma un intento comune, hanno scelto di mettere al centro l’educazione come strumento di prevenzione, consapevolezza e cura. È una risposta concreta e necessaria a una realtà che ci interpella ogni giorno.

Nel 2024, in Italia, sono stati registrati 113 femminicidi, di cui 99 avvenuti in ambito familiare o affettivo. 61 donne hanno perso la vita per mano del partner o ex partner..

Questi numeri non sono statistiche astratte. Sono storie, volti, vite spezzate. E ci dicono che non basta indignarsi dopo l’ennesimo episodio di violenza. Serve agire prima. Serve educare.

La scuola, luogo di formazione e crescita, ha il dovere costituzionale di promuovere relazioni sane, pacifiche e inclusive. In un contesto mediatico e digitale che spesso propone modelli tossici e stereotipati, l’educazione alla parità diventa uno strumento indispensabile per contrastare la misoginia, l’omofobia, la discriminazione e il disagio relazionale.

La proposta di legge prevede azioni concrete e strutturate:formazione per insegnanti, famiglie e personale scolastico, moduli didattici interdisciplinari e laboratoriali, un comitato scientifico di supervisione,referenti per il coordinamento nei collegi docenti e un fondo provinciale dedicato.

Non si tratta di una battaglia ideologica. Non è una questione di destra o di sinistra. È una questione umana. Riguarda la dignità della persona, la libertà di crescere senza paura, il diritto di ogni bambina e ogni bambino a essere educato al rispetto, alla relazione, alla differenza.

Per questo, come consigliera provinciale, metto a disposizione la mia funzione istituzionale per promuovere attivamente la raccolta firme su tutto il territorio. Lo faccio con la consapevolezza che ogni firma è una voce che chiede rispetto. Ogni adesione è un gesto di responsabilità verso le nuove generazioni.

Come Movimento invitiamo tutte e tutti, cittadine e cittadini, associazioni, scuole, amministrazioni a unirsi a questo percorso. Perché educare alla parità significa educare alla libertà. E la libertà si costruisce insieme.

22 Ottobre 2025 0 Commenti
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Cultura della pace e dell’autonomia

Da Paola Demagri 21 Ottobre 2025

Intervento alla Campana dei Caduti in occasione della celebrazione del centenario della campana dei caduti Maria Dolens. 

Oggi ci ritroviamo in un luogo simbolico, la Campana dei Caduti, che non è solo memoria, ma anche monito e promessa. La risoluzione che proponiamo insieme respinge ogni logica di guerra, divisione e contrapposizione, e afferma con forza che la via della democrazia e del dialogo è l’unica capace di garantire pace, sviluppo e convivenza Guardare alla storia non significa voltarsi indietro con nostalgia, ma riconoscere le radici da cui possiamo trarre forza per affrontare le sfide di oggi. La Campana dei Caduti ci ricorda il prezzo della divisione e dell’odio, ma ci invita anche a costruire un futuro diverso, fondato sulla comprensione reciproca e sulla solidarietà. È nella memoria che troviamo il senso del nostro impegno: non per ripetere il passato, ma per trasformarlo in lezione viva. Ed è proprio nel qui e ora che possiamo fare la differenza. Il presente ci interpella, ci chiama a scegliere, a prendere posizione, a costruire. Ogni gesto, ogni parola, ogni decisione può essere un seme di pace e di autonomia. Non possiamo delegare al domani ciò che il nostro tempo ci chiede oggi: essere protagonisti di una comunità più giusta, più consapevole, più aperta. Perché il futuro non si attende: si prepara, insieme.

Ma perché questo messaggio non resti confinato in un atto formale, è necessario che venga raccolto, interpretato e applicato da chi ogni giorno costruisce la comunità: gli enti locali, le associazioni, le realtà sociali ed economiche. A loro chiediamo non solo di sottoscrivere i contenuti della risoluzione, ma di farli vivere nei propri progetti, nei propri linguaggi, nelle proprie azioni. La pace non è un concetto astratto. È una pratica quotidiana che si nutre di autonomia, responsabilità e partecipazione. E in Trentino, l’autonomia non è solo una conquista storica: è uno strumento vivo, regolamentato, che offre opportunità concrete. Opportunità che vanno conosciute, comprese e trasmesse.

Per questo, credo sia fondamentale rivolgere uno sguardo attento alle giovani generazioni. I giovani hanno una mentalità plastica, aperta, capace di confrontarsi con il mondo. E il confronto, talvolta, è il metodo più efficace per far emergere le potenzialità della nostra autonomia. Non basta raccontarla: bisogna viverla, metterla alla prova, farla dialogare con altre esperienze. Promuovere la cultura dell’autonomia tra i giovani significa investire nel futuro della pace. Significa dare loro gli strumenti per essere cittadini consapevoli, capaci di scegliere, di partecipare, di costruire. Significa custodire un patrimonio che non è solo istituzionale, ma profondamente umano. Ecco perché oggi, da questo luogo di memoria e di speranza, lanciamo un appello: che ogni ente, ogni associazione, ogni scuola, ogni realtà del territorio si senta parte attiva di questo progetto. Che la pace e l’autonomia non siano solo parole, ma percorsi condivisi, visibili, concreti.

21 Ottobre 2025 0 Commenti
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Appropriatezza sanitaria: il ribaltamento delle colpe

Da Paola Demagri 13 Ottobre 2025

Sta diventando prassi: l’appropriatezza delle visite e delle prestazioni sanitarie sarebbe ormai responsabilità dell’utente. L’inadeguatezza della governance non conosce fine, ma dimostra una sorprendente abilità nel ribaltare le responsabilità su chi subisce le conseguenze.

il T Quotidiano Simone Casciano 12 ottobre 2025

13 Ottobre 2025 0 Commenti
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13 Ottobre  Giornata Internazionale per la Riduzione del Rischio: il nostro grazie ai tanti volontari

Da Paola Demagri 12 Ottobre 2025

In Trentino, la Protezione Civile non è solo un sistema di intervento: è parte viva del nostro tessuto sociale, civile, economico e del volontariato. È fatta di uomini e donne che dedicano tempo, professionalità, impegno e risorse per proteggere. Ma da chi e da che cosa? Per chi e per cosa?

Proteggere significa prendersi cura. Significa agire prima che il pericolo si manifesti, significa essere presenti, preparati, solidali. La Protezione Civile è composta da una rete di enti e associazioni che operano in sinergia: il Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco, i Vigili del Fuoco Volontari, il Soccorso Alpino, la Croce Rossa, la Croce Bianca, tutte le associazioni di trasporti sanitari volontari, gli Psicologi per i  Popoli del Trentino, l’Associazione Nazionale Alpini, il Corpo Forestale, le associazioni di radioamatori, i gruppi cinofili, le unità logistiche e tanti altri. Insieme, attraverso protocolli, procedure, comunicazione e soprattutto relazioni umane, fanno un lavoro straordinario per tutti noi trentini, senza distinzione, con rispetto ed equità. Un esempio da seguire. È un momento di educazione civica, di consapevolezza, di comunità. Queste donne e questi uomini non si fermano ai confini del Trentino, né a quelli dell’Italia. Portano il loro aiuto ovunque serva, agendo da persone, non da confini. A loro, come Movimento Casaautonomia.eu, va il nostro grazie più profondo. La nostra gratitudine per quanto hanno fatto e per quanto continueranno a fare. Diffondete il vostro “star bene” nel proteggere gli altri. Diffondetelo ai giovani, a chi ancora non ha compreso quanto sia importante la vostra presenza.

Come Movimento politico provinciale, vogliamo cogliere questa occasione per ribadire quanto sia importante un nostro impegno concreto nel promuovere il sostegno a chi si occupa della prevenzione dei rischi nella sua accezione più estesa: dalla sicurezza sul lavoro alla protezione in montagna, dalla viabilità stradale alla tutela digitale, fino alla salvaguardia ambientale

Rischi ambientali: il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e l’inquinamento ci ricordano che proteggere l’ambiente è proteggere noi stessi  ogni scelta sostenibile è un gesto di prevenzione. Rischi sul lavoro: promuovere una cultura della sicurezza in ogni settore, dalla fabbrica all’ufficio, dal cantiere alla scuola, agli ospedali. Rischi in montagna: investire in formazione, segnaletica, monitoraggio ambientale e informazione per escursionisti e operatori. Rischi sulle strade: migliorare infrastrutture, promuovere la guida responsabile, sostenere la mobilità sicura. Rischi online: educare alla cittadinanza digitale, proteggere i più giovani, contrastare le truffe e la disinformazione. Rischi diffusi: dal cambiamento climatico alle fragilità sociali, serve una visione integrata e lungimirante.

La prevenzione non è solo tecnica: è cultura, è partecipazione, è responsabilità condivisa. E in Trentino, grazie alla Protezione Civile e a tutti i volontari, abbiamo una base solida su cui costruire il futuro. Grazie a chi protegge. Grazie a chi si mette in gioco. Grazie a chi crede che la sicurezza sia un bene comune.

12 Ottobre 2025 0 Commenti
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