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Consiglio

Allarme zootecnia un tris di proposte per non lasciare nulla di intentato.

Da Paola Demagri 3 Aprile 2024

Non ha certo bisogno di avvocati della difesa il sistema zootecnico Trentino. Che tuttavia non può vivere di silenzio e di accettazione di quello che amministrativamente parlando passa il convento. E’ per questo che MCA.eu ha voluto raccogliere le numerose lamentele del sistema allevatoriale provinciale. Un’organizzazione che possiede certo propri canali di dialogo, assolutamente autorevoli. Parliamo di Federazione allevatori, Tavolo verde, rappresentanze sindacali e Consorzi raccolta e lavorazione latte.

Questo momento di denuncia pubblica delle difficoltà è dunque un semplice affiancarsi alla loro voce.  Racconta ai professionisti del comparto e al Trentino tutto, che anche le forze politiche di minoranza si vogliono unire ai problemi degli allevatori. Per questo ringraziamo i colleghi di Coalizione per aver accettato senza indugio di condividere e sostenere le preoccupazioni esposte qui oggi.

Da un lato ricordando al Trentino e ai suoi ospiti che se c’è un bel territorio coltivato da vivere nel tempo libero o sul quale costruire la propria attività turistica è perché c’è chi lo coltiva.  Guarda caso le zone maggiormente vocate a indirizzo turistico sono anche quelle con il sistema agricolo più sviluppato. Ci chiediamo cosa ne sarebbe della Val Rendena e della Val di Fassa se non ci fossero le vacche e gli allevatori che coltivano i loro prati. 

In secondo ma non secondario luogo vogliamo ricordare all’amministrazione provinciale che ciò che si sta facendo non è sufficiente. 

Nel recente convegno sulla zootecnica di montagna tenutosi alla FEM qualche tempo fa, la Giunta ha voluto accomiatarsi dagli astanti invocando un tavolo di confronto con gli allevatori.  Come è giusto che sia a quel tavolo le forze politiche di minoranza Provinciale non sono invitate.  Tuttavia possiedono degli strumenti di proposta che oggi qui, in questa conferenza stampa, intendiamo utilizzare. 

Sono tre indirizzi precisi che derivano dalla nostra attività di intelligence dei problemi del comparto, dal lavoro quotidiano di relazione con gli allevatori e dalla decisione di affiancarli nelle loro preoccupazioni attraverso le opportune sedi istituzionali. 

Non siamo qui a inseguire il mito altoatesino, nonostante i nostri “cugini” a nord, allevino un numero di animali triplo rispetto al nostro, intendiamo attribuire questa diversa mentalità d’impresa agricola come legata anche al sistema del Maso chiuso. (vedi sotto dati allegati).

Di fatto però in Trentino gli animali continuano a calare, statistiche alla mano, in particolare in questi ultimi anni. Calo di terra coltivata e numero di animali sono comunque risparmiati dal fatto che le aziende più strutturate tendono ad ingrandirsi con l’evidente vantaggio di permettere al territorio di continuare ad essere coltivato.

Anche in questo caso la fotografia della situazione è resa particolarmente evidente dalla raccolta dati della BDN zootecnica, accessibile a tutti e rappresentata qui sotto

Tuttavia con una PAC in contrazione e con un prezzo del latte costantemente alla mercé del confronto europeo il futuro è piuttosto oscuro. A pesare, inoltre, un modello di vita cioè quello dell’allevatore, fatto di un impegno h24-365 giorni/anno, è piuttosto facile capire perché in questo settore il ricambio generazionale sia merce piuttosto rara. 

I dati qui sotto, pur non freschissimi, comparano la bovinicoltura con gli altri settori e aggiungono qualche ulteriore dato di contesto.

orto-fruttaviticolturazootecnia
480 milioni € valore di produzione 400 milioni € valore produzione 120 milioni € valore prod. latte 

12.000 ettari

10.500 ettari 
35 mila ettari prato90 mila ettari pascolo 45mila bovini35mila ovicaprini150 mio litri latte 
8.000 aziende 7.600 aziende 700 aziende professionali
20% circa produzione nazionale1% produzione viticola nazionale (spumante 45 %) 1% circa produzione nazionale
1,4 ettari superficie media aziendale1,2 ettari superficie media aziendale25 capi bovini media aziendaleresa media latte/capo/anno 80 q.li

Ultimo ma non ultimo il dato politico. L’amministrazione Provinciale non ha voluto dare al dicastero dell’Agricoltura l’importanza che meritava, gravando l’ assessora incaricata di ulteriori impegni che la distrarranno dai propri complicati compiti.  Tra Regione, Enti locali, l’amata importantissima melicoltura e la viticoltura che tanta fortuna elettorale le ha portato sarà molto difficile pensare che riusciremo a vederla ritagliarsi qualche tempo in qualche stalla a contatto con la materia amministrata.

3 Aprile 2024 0 Commenti
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Accoglienza diffusa , colpito dal no di Fugatti.

Da Paola Demagri 12 Marzo 2024

Luigi Panizza  ex Assessore Provinciale e componente Casa Autonomia    

Leggendo la notizia in prima pagina di giovedì 7 marzo sui migranti , relativamente all’accoglienza diffusa, ho provato sgomento ed incredulità oltre a tanta amarezza. Vediamo da una parte il sindaco del Capoluogo preoccupato di quanto accade nella sua città che si rivolge al Presidente della Provincia per chiedere un provvedimento che potrebbe risolvere subito il problema posto. Immediatamente il Presidente della Provincia risponde “picche” , cioè non intende cambiare nulla. Rimangono  le norme vigenti.  In sostanza, constatato che la concentrazione dei migranti al centro creano problemi fra di loro ed anche con i residenti il sindaco chiede di ritornare all’accoglienza diffusa con la distribuzione dei migranti in più comuni del Trentino con buona pace di tutti.  Il sindaco di Trento fa presente che questa accoglienza diffusa è proprio quello che vuole introdurre il Presidente del Veneto Zaia dello stesso partito del presidente della Provincia di Trento. In sintesi uno fa esattamente il contrario dell’altro. Uno vuol fare quello che l’altro ha cancellato. Quello che per uno è un bene per l’altro è un male. 

Che la soppressione dell’accoglienza diffusa in Trentino sia stata, oltre che un fallimento, anche un grave danno sociale, per le persone coinvolte, è sotto gli occhi di tutti. Ma allora perché succede tutto questo? Per quali motivi il Presidente della Provincia di Trento è così irremovibile al punto da non ascoltare neppure il giustificato ed urgente appello del sindaco ? Perché questa mancanza di collaborazione istituzionale?  Cosa si nasconde dietro questo incomprensibile irrigidimento? Altra spiegazione non c’è, a mio avviso, se non quella di dover ammettere pubblicamente che il provvedimento della soppressione dell’accoglienza diffusa è stato un colossale errore pratico ed ideologico che ha creato solo danni. 

A questo punto però mi chiedo come cittadino: è giusto che delle persone, degli umani, continuino a soffrire, a patire perchè qualcuno non vuol ammettere di avere sbagliato? E quelli della Giunta o maggioranza consiliare condividono quello che dice il loro Presidente? Tacere, da parte dei componenti la maggioranza, è per lo meno un atto (il giudizio del peccato lo lascio a Dio) di omissione. L’aspetto particolarmente etico del problema esula da vincoli politici. Ognuno può quindi invocare la libertà di coscienza. Ed io sono, non convinto, ma convintissimo, che nell’ambito della maggioranza ci sono pensieri e posizioni  differenti. Ed allora che fare? Da ex consigliere e assessore provinciale mi permetto di collaborare chiedendo alle minoranze di proporre una mozione con voto segreto in merito a questo problema . 

Questa proposta è anche per favorire la libertà di voto. Alla fine del mandato ogni consigliere risponderà alla propria coscienza di quello che ha fatto e non certo alla politica. Questo vale per tutti i consiglieri come è valso per me quando ho avuto questa responsabilità.  La politica di convenienza deve cedere il passo alla politica  di qualità.  Solo così si può dire di aver operato per il vero bene comune che deve rimanere il faro che illumina la strada da percorrere. 

12 Marzo 2024 0 Commenti
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Il Consiglio Regionale inizia con una mozione alquanto inquietante

Da Paola Demagri 7 Gennaio 2024

Arriva il consiglio regionale. È convocato nel giorno di San Valentino. Che sia questa una vera curiosità. Si è scelto il patrono degli innamorati forse per invocarlo a stendere la sua benedizione sulla giunta regionale? Perché a voler raccogliere auspici da ciò che sta accadendo negli esecutivi provinciali, di un po’ d’amore, lì dentro ci sarebbe proprio bisogno. Prese di posizione e liti sono all’ordine del giorno. Spesso anche in maniera irriconoscente. Paradigmatica quella del Patt, in giunta col secondo assessore grazie alle prese di posizione dei fratellisti. Gli stessi che, cinque minuti dopo la sua nomina, l’assessore segretario autonomista dichiarava di voler arginare. Curioso sarà veder poi come verranno gestite posizioni radicali intestine alla maggioranza. A Trento, come per loro tradizione, Cia e Kaswalder continuano a tenere banco. A Bolzano i Freiheitlichen, ad un passo dall’entrare in giunta si alleano coi pasdaran dell’opposizione per tentare un golpe alla regione. La mozione da loro presentata come atto politico di debutto in Consiglio Regionale è alquanto inquietante. Per quanto dimostrativo, racconta che clima si respiri in regione. 

È curioso poi leggere di un’ipotesi di gruppo misto regionale formata da membri di opposizione provinciale trentina vera (Degasperi) o più sopita come quella di membri di maggioranza provinciale. 

Meno curioso può essere invece l’adempimento ad aderire ad un altri già formati. Si tratta di un atto obbligatorio per quei gruppi consiliari monorappresentati. 

Casa Autonomia.eu è senza dubbio uno di questi. Al di là dei tecnicismi regolamentari trova però in Campobase assoluta sintonia. Molti gli elementi di reciproco pensiero politico. Per queste due forze politiche è stato dunque naturale proseguire con le stesse forme di collaborazione stretta che sono già occorse e che ancora avverranno anche a livello territoriale. Arco ne è l’esempio più eclatante. Entrambi i movimenti hanno interesse a mostrarsi vicini e collaborativi. Separati soltanto da pochi elementi di distinguo. Più civici, di estrazione popolare i campobasisiti, più interessati alle tematiche che guardano a nord, con spirito progressista, gli Autonomisti si MCA.eu. 

Lo stesso contenitore dunque con la comune matrice democratica popolare.

Con un vantaggio alle spalle. Aver collaborato dal lontano 2008 nelle giunte Dellai e poi Rossi, ottenendo ottimi risultati sul piano politico e amministrativo. È stato un tempo d’oro per gli Autonomisti. Tempo dentro al quale hanno portato a casa i migliori risultati della loro lunga storia politica. La stessa che oggi hanno tradito per molto

7 Gennaio 2024 0 Commenti
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