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Solitudine e anziani 10 aprile

Da Paola Demagri 5 Aprile 2026

Dopo il grande interesse e la partecipazione alla serata di Cles, riproponiamo questo importante momento di confronto con una nuova serata.

La solitudine non è solo una condizione, ma una fragilità che cresce con l’età e interpella tutta la comunità.

Prendersi cura degli anziani significa ripensare relazioni, servizi e vicinanza umana in una società che cambia.

“Solitudine e anziani”
📅 10 aprile 2026
🕣 ore 20.15
📍 Fiavè – Sala consigliare

La serata sarà presentata dall‘assessora Mariapia Calza e condotta dalla nostra consigliera provinciale Paola Demagri e vedrà gli interventi di:
– Dr. Fabio Cembrani, medico legale
– Dr.ssa Paola Taufer, psicologa dell’anziano

La partecipazione è aperta e vi aspettiamo numerosi.

5 Aprile 2026 0 Commenti
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Chi è “anziano”? Tre sguardi, tre definizioni. Attraverso la foto, emergono le tre chiavi di lettura dell’anziano: quella sanitaria, quella sociale e quella politica 😄

Da Paola Demagri 26 Ottobre 2025

In ambito sanitario, l’anziano è spesso identificato a partire dai 75 anni, età in cui aumentano fragilità, comorbidità e bisogni assistenziali. È il momento in cui la medicina si concentra sulla prevenzione della non autosufficienza e sull’invecchiamento attivo.                            

Per la società, l’anziano è chi ha superato i 65 anni, spesso coincidente con l’età pensionabile. Ma è una definizione fluida: oggi si parla di “anziani giovani” (65-74 anni), “anziani adulti” (75-84) e “grandi anziani” (85+), ciascuno con caratteristiche, bisogni e potenzialità diverse.                                                                 

Le politiche pubbliche, adottano una visione più ampia: l’anziano è chi ha superato i 65 anni, ma l’attenzione si concentra soprattutto su chi è in condizioni di fragilità o non autosufficienza. L’obiettivo è promuovere dignità, autonomia, inclusione e salute

Un Paese che invecchia: sfida o opportunità?

L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo. In Trentino, oltre il 22% della popolazione ha più di 65 anni. Questo non è solo un dato demografico: è un cambiamento culturale, sociale, economico. L’anziano è risorsa, non solo destinatario di cure. È memoria storica, volontariato attivo, sostegno familiare, presidio di comunità. Ma serve una narrazione nuova: non più “peso”, ma “potenziale”.

Invertire il trend dell’invecchiamento non significa combattere l’età, ma riequilibrare il futuro. In un Paese come l’Italia, e in territori come il Trentino, dove la popolazione anziana cresce e quella giovane si assottiglia, servono politiche lungimiranti. Favorire la natalità è il primo passo: sostenere le famiglie con servizi accessibili, congedi equi, case a misura di bambino e lavoro stabile per i genitori. Ma non basta. Occorre attrarre nuovi residenti, anche stranieri, offrendo opportunità concrete, integrazione e qualità della vita. E poi c’è l’altra faccia dell’invecchiamento: quella attiva, vitale, generativa. Investire sull’invecchiamento attivo significa trasformare l’età in energia sociale, in volontariato, in mentoring, in cultura. Non è solo una questione demografica: è una visione del mondo. Dove ogni età ha il suo posto, il suo valore, il suo futuro.

In Trentino, l’invecchiamento della popolazione si intreccia con le peculiarità del territorio: montagne, valli, piccoli borghi e distanze che amplificano le sfide. Garantire servizi di qualità significa superare la frammentazione e costruire una rete capillare, equa e accessibile. L’assistenza domiciliare deve essere potenziata, anche grazie alla telemedicina, per raggiungere chi vive lontano dai centri urbani. I centri diurni e gli spazi di socialità devono diventare presidi di comunità, luoghi dove l’anziano non è solo assistito, ma valorizzato. La formazione dei caregiver, familiari e professionali, è cruciale per offrire cure competenti e umane. E poi c’è la mobilità: servono trasporti age-friendly, percorsi sicuri, città pensate per tutte le età. Infine, i progetti intergenerazionali: perché l’invecchiamento non è un confine, ma un ponte. Un ponte tra chi ha vissuto e chi sta iniziando a vivere.

Tre slogan per tre età dell’anzianità

  • Anziani giovani (65-74): “È il tuo tempo. Vivi, viaggia, insegna. L’età è un trampolino, non un traguardo.”
  • Anziani adulti (75-84): “Hai ancora tanto da dare. La tua esperienza è il nostro futuro.”
  • Grandi anziani (85+): “Ogni giorno è un dono. La tua presenza è un faro per chi viene dopo.
26 Ottobre 2025 0 Commenti
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