In Trentino, come nel resto d’Italia, i giovani under 30 guadagnano meno degli over 50. Non per mancanza di titoli o competenze, ma per un mercato del lavoro che ancora premia l’anzianità più del merito.
📉 Le cause principali: – Contratti precari e part-time involontari – Lauree poco valorizzate (un laureato italiano guadagna in media il 54% in meno rispetto a un pari all’estero) – Sistema produttivo poco dinamico – Stage e tirocini spesso non retribuiti
🏔️ E in Trentino? Nonostante l’Autonomia offra strumenti utili, il territorio non è immune: il problema è nazionale e sistemico. Il Trentino reagisce con iniziative locali, ma serve una svolta più coraggiosa.
📌 L’autonomia è un’opportunità, non una garanzia. 👉 È ora di premiare davvero chi investe nel proprio futuro.
Paola Demagri
In Trentino, come nel resto d’Italia, i giovani under 30 guadagnano meno degli over 50. Non per mancanza di titoli o competenze, ma per un mercato del lavoro che ancora premia l’anzianità più del merito.
📉 Le cause principali: – Contratti precari e part-time involontari – Lauree poco valorizzate (un laureato italiano guadagna in media il 54% in meno rispetto a un pari all’estero) – Sistema produttivo poco dinamico – Stage e tirocini spesso non retribuiti
🏔️ E in Trentino? Nonostante l’Autonomia offra strumenti utili, il territorio non è immune: il problema è nazionale e sistemico. Il Trentino reagisce con iniziative locali, ma serve una svolta più coraggiosa.
📌 L’autonomia è un’opportunità, non una garanzia. 👉 È ora di premiare davvero chi investe nel proprio futuro.
#Trentino #GiovaniPrecari #Autonomia #StipendiFermi #ValorizzazioneDelMerito #Italia2030 #LavoroGiovanile
In un paese a bassa natalità, l’immigrazione è un contributo demografico immediato, mentre altre politiche agiscono lentamente. È una delle risposte più concrete alle sfide dell’invecchiamento e del declino della popolazione — e non ha nulla a che vedere con l’idea fuorviante della “sostituzione etnica”.
I processi d’integrazione vanno progettati e gestiti con intelligenza. Se ben governata, l’immigrazione genera creatività, valore, crescita. È ben diversa dall’emigrazione forzata dei nostri giovani, che segnala una fragilità profonda del territorio.
Agricoltori, imprenditori, ristoratori lo dicono chiaramente: senza immigrazione, il nostro sistema è destinato a rallentare. Non servono manovre da centinaia di milioni se poi mancano lavoratori, competenze, nuove nascite e politiche lungimiranti.
La destra continua a dipingere gli immigrati come un problema. Ma sono già parte della soluzione.
#Immigrazione #PoliticheDemografiche #Trentino #Integrazione #Futuro
“Il Trentino che primeggia sui giornali deve anche avere il coraggio di guardare dove ancora è fragile. Senza salute mentale, non esiste vera eccellenza.”
Il Trentino festeggia il secondo posto nella classifica Crea Sanità 2025 come miglior sistema sanitario d’Italia, dietro solo al Veneto. Un risultato di cui essere orgogliosi, certo. Ma mentre si esulta per le performance strutturali, ospedaliere e ambulatoriali, si tace su un’emergenza silenziosa e meno celebrata: la salute mentale.
Può davvero dirsi eccellente un sistema sanitario che registra ogni anno un aumento costante di accessi ai servizi psichiatrici e un numero allarmante di giovani in difficoltà? La risposta è più complessa dei punteggi percentuali. Per questo ho depositato in Consiglio provinciale una mozione che punta a colmare questo vuoto, chiedendo alla Giunta azioni urgenti, concrete e multidisciplinari per affrontare in profondità il disagio psicologico nella nostra comunità.
Tra le richieste:
1. L’istituzione di una struttura dedicata all’interno dell’APSS, incaricata di monitorare la salute mentale in Trentino e pubblicare un rapporto annuale.
2. La creazione di un tavolo tecnico stabile, che coinvolga enti pubblici, ordini professionali, sindacati e associazioni, per promuovere la prevenzione e il benessere nei luoghi di lavoro.
3. L’avvio di una riflessione normativa sull’obbligo per le imprese con più di 15 dipendenti di dotarsi di linee guida interne sulla salute mentale, da condividere con l’APSS.
I numeri parlano chiaro:
• Nel 2023, 8.718 persone si sono rivolte ai Centri di Salute Mentale, contro 8.213 nel 2022.
• I ricoveri psichiatrici sono saliti a 1.010, con 4.544 accessi ai pronto soccorso psichiatrici.
• Tra i giovani (14-24 anni), gli utenti sono aumentati da 709 a 829.
• Si contano 46 suicidi nell’anno, in calo rispetto al 2022 ma ancora sopra i livelli pre-pandemici.
L’OMS ha già tracciato la rotta, chiedendo agli Stati di riconoscere la salute mentale come una dimensione trasversale delle politiche pubbliche, soprattutto sul lavoro. Ansia, depressione e fenomeni come il quiet quitting e la great resignation mostrano l’urgenza di un cambiamento culturale.
Questa mozione è un invito al pragmatismo e alla responsabilità, affinché il benessere psicologico dei cittadini non resti fuori dalle classifiche, ma diventi una priorità assoluta dell’agenda politica.
Terzo mandato dei governatori: la partita sembra avviarsi alla conclusione.
Dopo mesi di dibattito su scala nazionale, si intravede la fine di un confronto che ha animato e diviso anche la politica trentina. Ora attendiamo l’esito della Corte Costituzionale, con la speranza che venga garantita equità di trattamento anche al nostro territorio.
Chi ritiene eccessivo il terzo mandato pone una questione chiara: la necessità di interrompere possibili derive legate a personalismi e poteri consolidati.
Se la rotazione è applicata ai dirigenti pubblici per garantire trasparenza e rinnovamento, perché non dovrebbe valere lo stesso principio per chi governa?
Sono cinque i sì che il Movimento Casa Autonomia.eu suggerisce per richiamare tutti alla responsabilità di votare. Perché fin troppo in sordina è arrivato il momento di prepararsi al prossimo fine settimana referendario.
Cosa scegliere, come votare, ma soprattutto se votare, sono infatti quesiti che il corpo elettorale si pone sempre più all’ultimo momento. L’astensionismo la fa da padrone, la scarsa propensione ad informarsi si mescola alla pigrizia. Quando poi, come in questo caso, la materia è piuttosto tecnica e di difficile comprensione, trincerarsi dietro un “non mi interessa” diventa la più facile delle soluzioni.
Complice anche una parte politica che come è naturale adotta le questioni proponendo il favore o lo sfavore tenendo conto delle propensioni del proprio corpo elettorale.
Non si fa certo fatica a pensare perciò cosa proponga la Destra quando a dare la maggior spinta all’indizione di questa tornata elettorale sono i sindacati e le parti sociali vicine ai lavoratori.
E fin qui non ci sarebbe nulla di scandaloso non fosse che per semplificare ulteriormente i messaggi da dare e andare più al cuore dei qualunquisti, c’è una parte politica – che siede pure al governo – che consiglia di boicottare il voto anziché spiegare le ragioni di una scelta piuttosto che di un’altra.
Eppure oggi sarebbe molto facile informarsi. E’ sufficiente aprire il web anche dal più semplice degli apparecchi che abbiamo in mano ogni giorno, digitare “referendum 8-9 giugno” e leggere la miriade di considerazioni accessibili a tutti che spiegano a seconda della parte politica le ragioni di un voto alternativo all’astensionismo. (A proposito invitiamo tutti a farlo!)
Casa Autonomia.eu si è da sempre dichiarata un Movimento politico progressista e solidale, attento alla tutela delle parti sociali più deboli. In questo senso non può sottrarsi all’appello lanciato dai promotori del referendum. Le modifiche normative che potrebbero venir introdotte in caso di vittoria dei primi quattro sì e il raggiungimento del quorum, tutelerebbero maggiormente le fragilità degli attuali contratti di lavoro che le attuali norme producono. Il dimezzamento poi del tempo necessario per ottenere la cittadinanza proposta dall’ultimo quesito è assolutamente in linea non solo con principi di giustizia sociale ma con la necessità di combattere l’invecchiamento di una società, anche locale, che ha assolutamente bisogno di nuova linfa demografica indipendentemente da dove questa provenga.






