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Finite le ore di assistenza domiciliare per i pazienti in Cure palliative

Da Paola Demagri 23 Novembre 2025

https://www.ildolomiti.it/cronaca/2025/assistenza-domiciliare-finite-le-ore-per-le-cure-palliative-il-peso-ricade-sulle-famiglie-demagri-mancano-operatori-e-fondi-per-i-malati-piu-fragili

23 Novembre 2025 0 Commenti
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I consiglieri e le consigliere si meritano l’indennità ?

Da Paola Demagri 23 Novembre 2025

Ogni mattina, molto presto,  dedico tempo alla lettura dei giornali. Non solo alle notizie, ma anche alle lettere inviate alle redazioni: uno spazio prezioso, che permette di andare oltre i commenti rapidi e spesso superficiali dei social. In questi mesi, l’argomento che più ricorre è l’aumento delle indennità dei consiglieri regionali.

In quanto consigliera, mi sento inevitabilmente chiamata in causa. Per questo ho deciso di mettere nero su bianco alcune considerazioni, con l’intento di contribuire a un dibattito che non deve allargare la distanza tra cittadini e politica, ma semmai ridurla.

Anzitutto è  giusto attribuire le responsabilità a chi le ha. Non basta parlare in astratto: occorre indicare partiti e persone che hanno sostenuto o ostacolato l’aumento delle indennità. 

Molti si chiedono se tutti i consiglieri meritino l’indennità che percepiscono.I Consiglieri si meritano l’indennitòà È una domanda legittima. Non spetta a me giudicare, ma invito ciascuno a valutare con attenzione il lavoro svolto, e a ricordarsene quando nel 2028 si tornerà al confronto elettorale.

Il lavoro di  consigliera o consigliere provinciale e regionale non si limita al territorio. Siamo impegnati in aula, nella predisposizione di atti politici, nella discussione e nell’approvazione di leggi. È un’attività che richiede studio, approfondimento e responsabilità, perché ogni decisione presa ha ricadute concrete sulla vita delle persone. I consiglieri di minoranza hanno un importante compito di controllo dell’attività proposta e svolta dalla maggioranza.  E’ un compito fondamentale della democrazia: garantire che le scelte siano trasparenti, corrette e nell’interesse della comunità.

Accanto all’ attività istituzionale, rispondo a chiunque, indipendentemente dal voto ricevuto. Mi faccio carico delle istanze della comunità in tempo reale, le approfondisco e le tratto con cura. Partecipo a incontri, convegni, feste, sagre, inaugurazioni, momenti pubblici e privati. Non lo faccio solo per “esserci”, ma per restare, ascoltare, intessere relazioni e tornare in ufficio con qualche pratica da sbrigare. Come in una sorta di continuo patronato gratuito.

E’ così che la nostra indennità viene reinvestita nel bene comune: sostegno ad associazioni, enti, attività di partito, momenti conviviali legati al lavoro politico. Un investimento costante e continuo con un’indennità soltanto da alcuni di noi considerata adeguata. Eh sì, dico solo alcuni perchè è bene ricordare che da ormai 7 anni le continue decisioni sugli incrementi delle indennità hanno avuto autori precisi (Fugatti – Kompatscher & C). Sono incrementi partiti dalle forti riduzioni che nella 14 esima legislatura tanto avevano voluto i presidenti Rossi e Moltrer.

In conclusione, questa lettera nasce dalla volontà di voler completare l’informazione che ogni giorno circola sui giornali e nelle opinioni dei cittadini. 

La politica deve essere trasparente e vicina, e il valore di un’indennità si misura non solo nella cifra, ma nel modo in cui viene restituita alla comunità. E può benissimo bastare così senza continui aumenti di stipendio o numero di mandati. Quella è ingordigia politica.
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Salute dei Trentini: riflessioni e proposte per un futuro più equo e sostenibile

Da Paola Demagri 23 Novembre 2025

I dati emersi oggi sullo stato di salute dei trentini ci offrono uno spaccato prezioso, che va letto non con gli occhi della polemica, ma con quelli della responsabilità. È da questa lettura che devono nascere scelte politiche adeguate, capaci di trasformare le criticità in opportunità.

La prima questione riguarda la possibilità di fare diagnosi tempestive e la consapevolezza dei cittadini di avere una patologia definita. Senza diagnosi non c’è cura, e senza consapevolezza non c’è adesione ai percorsi terapeutici.

Servono più campagne di sensibilizzazione e screening diffusi, con strumenti diagnostici accessibili in ogni territorio, dalle valli ai centri urbani.

La seconda sfida è la possibilità di essere curati e la costanza nell’assunzione dei farmaci. È necessario programmare attività di gestione dei pazienti cronici che permettano di mantenere la malattia stabile il più a lungo possibile.

Rendere gratuiti i farmaci per i pazienti cronici  migliorando la LP per la gratuità e rafforzare i servizi di monitoraggio e accompagnamento terapeutico. In tutto questo va fatto un grosso investimento sugli Infermieri di Famiglia che oggi sono solamente 17 e diffusi a macchia di leopardo.

La prevenzione attraverso l’attività fisica deve diventare un pilastro della nostra società. Non si tratta solo di sport agonistico, ma di promuovere una sana attività fisica quotidiana, accessibile a tutti. Per la terza e quarta età si possono immaginare soluzioni semplici e creative: in alcuni paesi del Nord Europa sono state installate panchine con pedali, che permettono agli anziani di fare movimento mentre chiacchierano o riposano.

Offro uno spunto all’assessorato: introdurre programmi di prevenzione capillari, incentivare attività motorie amatoriali e sperimentare soluzioni innovative per gli anziani, trasformando gli spazi pubblici in luoghi di benessere.

Un pensiero va alla prescrizione delle ricette mediche: il tempo dedicato al paziente è più prezioso di una prescrizione mancata. La sensazione di essere ascoltati e compresi è parte integrante della cura.

E’ necessario riorganizzare e ridistribuire  i carichi di lavoro dei medici di base, affinché possano dedicare più spazio all’ascolto e alla relazione con i pazienti.

I medici di medicina generale hanno una preparazione a 360°, spesso sufficiente senza ricorrere subito a specialisti. Tuttavia, il numero troppo elevato di pazienti da seguire rende difficile garantire scelte mediche ponderate. In territori come la Val di Non e anche altre realtà, dove mancano medici, si creano situazioni di massimalismo con tanti  pazienti cronici che avrebbero bisogno di più tempo e attenzione si trovano in difficoltà, aggravate nei periodi invernali dalle patologie influenzali, pazienti in ADI e terminali. Le visite domiciliari sono tante ed occupano un tempo maggiore.

Le nuove Case della Comunità, che verranno aperte nei prossimi mesi, possono diventare il luogo giusto per la presa in carico dei pazienti. Solo se pensate come spazi di cura , prevenzione e gestione integrata delle cronicità, potranno rispondere alle esigenze reali dei cittadini.

E’ necessario investire nelle Case della Comunità come centri di innovazione sanitaria e sociale, dotandole di personale, strumenti e programmi che le rendano veri laboratori di autonomia e inclusione. Le Case di Comunità non devono essere travasi di attuali poliambulatori. Sfruttiamo a  pieno questa ultima opportunità che ci è stata data dal dm 77

La salute dei Trentini non è solo un tema tecnico, ma un terreno di responsabilità collettiva. Diagnosi, cura, prevenzione e ascolto devono intrecciarsi in un sistema che metta al centro la persona. Ogni valutazione porta con sé una proposta politica chiara: più prevenzione, più equità, più tempo, più prossimità. Il Trentino, grazie alla sua autonomia, ha la possibilità di sperimentare soluzioni originali ed efficaci. Le Case della Comunità possono diventare il cuore di questo nuovo modello, se sapremo investirle di senso e di strumenti concreti. Così la nostra provincia potrà essere laboratorio di innovazione, capace di garantire ai cittadini non solo cure, ma dignità,

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Uniti in una camminata per dire NO alla violenza sulle donne

Da Paola Demagri 23 Novembre 2025

Sono stata alla Camminata della Madonan Brusada, un evento dedicato a dire con forza NO alla violenza di genere, alla violenza sulle donne e a ogni forma di violenza. La giornata è stata arricchita da testimonianze, letture e accompagnamento musicale, ma soprattutto da una grande partecipazione: uomini e donne insieme, uniti nello stesso impegno.

Abbiamo detto NO alla violenza, ma anche SÌ al dialogo: parliamone con i giovani, con studentesse e studenti. Chiediamo ai genitori di andare oltre il semplice buon esempio, motivando concretamente il rispetto. Chiediamo agli educatori e agli insegnanti di formare i ragazzi nel rispetto di ogni donna e di avere il coraggio di prendere posizione di fronte a qualsiasi comportamento distorto.

La camminata ci ha condotti fino a un luogo di culto, immerso nella natura, sotto il sole invernale. Un percorso che ha scaldato i cuori e rafforzato l’impegno per una società più giusta e rispetto

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Disegno di legge di bilancio: sette anni persi

Da Paola Demagri 18 Novembre 2025

In Prima Commissione è stato presentato il disegno di legge di bilancio. Pur riconoscendo alcuni passi positivi, emerge con chiarezza che molte misure riprendono proposte che il centro-sinistra autonomista porta avanti da oltre sette anni. Nel frattempo, le famiglie si sono impoverite, i progetti infrastrutturali sono rimasti sulla carta e il divario con altre regioni si è ampliato.

Grave la superficialità con cui è stata trattata la questione della povertà: 25.000 famiglie trentine vivono in condizioni difficili e i pensionati faticano ad arrivare a fine mese, senza che siano previsti interventi concreti. Bene il turismo e qualche idea sul tema casa, ma serve coraggio e continuità per trasformare le proposte in soluzioni reali.

La maggioranza ha scelto di attingere dalle nostre proposte: è la conferma che la direzione era quella giusta, peccato che siano serviti sette anni di attese e promesse mancate per arrivarci.

https://www.ildolomiti.it//politica/2025/manovra-di-bilancio-fatta-di-proposte-che-arrivano-dal-centro-sinistra-e-la-questione-poverta-e-stata-trattata-con-superficialita-demagri-attacca-la-giunta-fugatti

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Carenza di ore nelle cure palliative domiciliari

Da Paola Demagri 17 Novembre 2025

Sempre più famiglie si trovano a fronteggiare una grave difficoltà: le ore di assistenza domiciliare dedicate ai pazienti in cure palliative sono insufficienti. Non si tratta solo di un problema organizzativo, ma di un tema di dignità e di diritti. Ogni ora negata è un sostegno che manca, un sollievo che non arriva, un peso che ricade interamente sulle famiglie già provate dalla malattia. È urgente garantire un’assistenza adeguata e continuativa, perché il tempo dedicato alla cura non è un lusso: è vita.

https://www.ildolomiti.it/cronaca/2025/assistenza-domiciliare-finite-le-ore-per-le-cure-palliative-il-peso-ricade-sulle-famiglie-demagri-mancano-operatori-e-fondi-per-i-malati-piu-fragili

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Sulle idennità dei politici è giusto che si sappia chi promuove e chi blocca

Da Paola Demagri 17 Novembre 2025
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Stelle alpine nel sottoscala. Noi per la riunificazione? Disponibili a cercarla.

Da Paola Demagri 9 Novembre 2025

In replica a Marchiori sul T

Non si permetta l’assessore autonomista “a chiamata” di citare le proposte dei consiglieri del PATT della scorsa legislatura.

Un tempo in cui il suo partito si affidava a persone che lo avevano sostenuto per i valori di solidarietà e territorialità che portava avanti nel centro-sinistra. Ma se la proposta che oggi avanzano i doroteo-autonomisti è ancora tutta da scoprire, va detto che quella nostra di allora voleva essere un tentativo dirompente per scardinare un centrodestra fortissimo. E lo avevamo fatto in un momento in cui l’alleanza con il centro-sinistra non era assolutamente — almeno per noi — in discussione.

Tutto si sarebbe dovuto portare avanti in un quadro di collaborazione con i nostri alleati storici.

Non cerchi dunque, attraverso le sue dichiarazioni, di smontare un’avversione di Casa Autonomia a questo tipo di proposta, o peggio ancora di evidenziare contraddizioni dentro un quadro politico che è completamente cambiato.

Eviti di citare chi ha fatto grande un partito e gli ha permesso di raggiungere risultati che l’attuale dirigenza può solo sognare.

All’inizio degli anni 2000, proprio chi oggi è alleato con loro li definiva “sottoscala della giunta”.

Dopo aver potuto governare grazie al centrosinistra, oggi questo nuovo PATT è tornato proprio in quel sottoscala.

Così, nel tentativo di risollevarsi all’indomani di una sentenza molto forte, il disegno di legge voluto da questo nuovo PATT di destra ha il sapore esclusivo dell’istituzionalizzazione della presa in giro degli elettori. Per come si è comportato negli ultimi anni, è ormai certo che in un quadro elettorale simile un elettore gli affiderebbe il voto senza sapere poi da che parte lo troverebbe alleato. Destra, sinistra… tutto farebbe brodo pur di conservare il posto.

Compreso il cambiamento del numero di preferenze, proposto proprio da chi ha dimostrato di non averne e ha dunque bisogno di parassitare quelle altrui per riuscire a collocarsi nella parte alta dei votati.

Eviti dunque di cercare contraddizioni nei pensieri altrui, che stanno come paglia a trave negli occhi dell’accusatore. Una trave che pesa. Il contratto con Fugatti nella scorsa legislatura poteva essere un pannicello caldo, utile a mascherare la disponibilità ad allearsi con chiunque, a qualunque costo, pur di governare.

Insomma, il proporzionale potrebbe venire utilizzato come imbroglio. Quasi a dire: “Caro elettore, tu intanto dammi il voto. Sulla collocazione politica decideremo poi, affidandoci al miglior offerente.”

Invece, allo stato attuale, gli autonomisti opportunisti dovrebbero chiarire già dalla campagna elettorale le motivazioni della loro permanenza nel centro-destra.

E se nel 2023 l’accordo con Fugatti poteva essere una scusa bella e buona, in sua assenza  a causa dell’impedimento alla terza ricandidatura dovrebbero più che mai spiegare i motivi di un incomprensibile alleanza locale con partiti statalisti e nazionalisti.

Certo, l’alternativa per loro sarebbe complicata. Dovrebbero chiedere scusa ai propri elettori e ritornare a una collocazione valoriale che in passato ha portato loro molta, molta più fortuna: il centro-sinistra.

E per sgomberare il campo da strumentali scuse, utili solo a giustificare le proprie scelte attribuendo ad altri colpe inesistenti, in questo eventualissimo  e fortunato caso, ci teniamo a chiarire fin da subito che la Dirigenza di Casaautonomia sarà in campo a cercare   quella tanto sbandierata quanto mai verificata riunificazione degli autonomisti, finalmente sotto un tetto molto più favorevole al Trentino che all’Italia. 

Consigliera provinciale Demagri Paola 

Segretario politico Dallapiccola Michele 

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40 anni Nu.Vol.A Valle di Non

Da Paola Demagri 8 Novembre 2025

Oggi abbiamo festeggiato un traguardo straordinario: i 40 anni di attività del Nu.Vol.A. Val di Non. La presenza delle istituzioni civili e militari, insieme ai tanti volontari della Protezione Civile, ha reso questa giornata ancora più speciale, certificando il valore del lavoro svolto in questi decenni.

Questi primi 40 anni sono solo l’inizio: un percorso fatto di solidarietà, collaborazione, confezionamento pasti, sostegno in momenti difficili, e supporto ad altre associazioni.💛 Le persone che compongono il Nu.Vol.A incarnano perfettamente il senso del volontariato: esserci, per tutti, senza voler essere i primi della classe.

Ma il volontariato è anche qualcosa di più profondo. È una scelta di cuore, un modo di vivere che trasforma il tempo in dono, la fatica in speranza, la presenza in legame. È costruire comunità, giorno dopo giorno, con gesti silenziosi ma potenti. È sentirsi parte di qualcosa di più grande, dove ognuno conta e nessuno è lasciato indietro.🎉 Buon compleanno Nuvola! Avanti con lo stesso spirito, per altri 40 anni e oltre. Con la forza dell’esperienza, la bellezza della condivisione, e la certezza che il bene fatto insieme lascia un’impronta che dura nel tempo.

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Sanità di valle: una storia che merita attenzione

Da Paola Demagri 6 Novembre 2025

credits Raphile Water

C’è una vicenda che da tempo mi sta particolarmente a cuore: quella del laboratorio analisi dell’Ospedale di Cles. Una realtà fondamentale per il nostro territorio, ma che da mesi vive una condizione di forte sofferenza.

Nel 2024 ho presentato un’interrogazione urgente all’assessore Tonina. Il motivo? I turni notturni e festivi del sabato, formalmente in “pronta disponibilità”, si erano trasformati in vere e proprie notti di lavoro. Le chiamate erano passate da una media di 3 a oltre 10–12 per notte. Un ritmo insostenibile, che ha messo a dura prova il personale, privandolo del giusto recupero e minando il benessere di chi garantisce un servizio essenziale.

A distanza di oltre un anno, la situazione non è migliorata. Le due assunzioni promesse non sono mai arrivate. E nel frattempo, a inizio 2025, la coordinatrice del laboratorio ha lasciato il servizio in anticipo, costringendo l’azienda a riorganizzare l’organico già in difficoltà.

Ho chiesto risposte chiare:

  • Perché le decisioni politiche vengono disattese?
  • Perché Cles non riceve la stessa attenzione di strutture come il Santa Chiara?
  • Perché, nonostante graduatorie e concorsi, non si rafforza l’organico?
  • Quando si passerà finalmente a turni attivi?

📌 La risposta dell’Azienda Sanitaria Provinciale

L’APSS ha comunicato che nel Piano Triennale 2026–2028 si prevede un possibile incremento di personale, compatibilmente con il bilancio. Ha riconosciuto le difficoltà nel reperire tecnici di laboratorio per le sedi di valle e ha ricordato l’attivazione di un corso di laurea locale per formare nuovi professionisti.

Nel frattempo, è stata assegnata una nuova unità a Cles e si è avviata una selezione per assunzioni a tempo determinato. Solo al raggiungimento delle 11 unità sarà possibile trasformare i turni di pronta disponibilità in turni attivi.

💬 Il mio impegno continua

Questa risposta dimostra che la mia azione ha avuto un impatto. Ma non basta. Continuerò a vigilare, a insistere, a dare voce a chi lavora nei nostri ospedali. Perché la sanità non può essere una questione di geografia: anche in valle abbiamo diritto a servizi efficienti, personale tutelato e risposte concrete.

6 Novembre 2025 0 Commenti
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