Scuola, cittadinanza e politica – di Carla Podetti

Da Paola Demagri

Eravamo tutti competenti per formare la squadra del cuore, Juve, Inter o altro, eravamo tutti super attrezzati per dare consigli su come mettere in campo la formazione. Ora siamo tutti dottori con la rete internet e social: andiamo dal medico e chiediamo cosa ci deve prescrivere, lo mettiamo alla prova per vedere se la diagnosi che ci fa collima con la diagnosi di Google. Siccome siamo genitori, persone di mondo, ora possiamo dire non solo come si fa l’insegnante, ma anche come dev’essere organizzata la scuola.

Una cosa è esporre le esigenze di sostegno ai genitori, di educazione dei bambini, altro è sostenere che sia efficace l’intervento spot, un “purchessia” indipendentemente dalle macerie che crea.

Nel gioco del calcio, come nelle questioni mediche o in quelle di scuola è doveroso vederne le criticità, discuterne ed approfondire. Ascoltare chi è del settore, che agisce in scienza e coscienza, con le competenze in materia, tenendo conto dell’organizzazione e delle risorse umane e materiali.

Lo storico ci dice che in Trentino, ad esempio, è consolidata la presenza di un privato sociale di qualità, la scuola dell’infanzia era già pensata con un mese in più rispetto alla scuola statale, che va di pari passo con la scuola dell’obbligo. Per quest’ultima ci sono in Italia 200 giorni ca., tra i più numerosi di Europa,  mentre ciò che varia molto sono i giorni di vacanza intermedi.  Il Trentino è tenuto a rispettare l’andamento nazionale nei tempi degli esami di stato.

Ormai abbiamo capito che il senso dei sondaggi, delle richieste di varie categorie, delle richieste dei genitori sono richieste di aiuto nell’educazione e crescita dei figli.

In una società in continuo cambiamento, i genitori hanno bisogno di sostegno per programmare famiglia e portala avanti (da 0 a 19/25 è ininfluente un assegno una tantum).

Abbiamo bisogno di scuola, di servizi di conciliazione per quando la scuola è chiusa, di un’organizzazione del lavoro non penalizzante per tutti e tutte (in modo che i congedi per gestire famiglia non ricadano economicamente sui lavoratori, sia pubblici che privati), serve agire sulla qualità (è l’educazione e cura di qualità tra 0-6 anni che fa cambiare le sorti delle persone, a costi inferiori), serve far crescere la comunità/cittadinanza perché possa occuparsi di se stessa, attivarsi, occuparsi del proprio ben-stare.

La scuola come organizzazione è fatta di tanti elementi, e l’entrata a gamba tesa di Bisesti, con la Giunta Fugatti nella scuola dell’infanzia è stato un intervento isolato, “pur di fare qualcosa”: non un disegno complessivo per supportare le famiglie nei periodi di chiusura della scuola, non un ragionamento sulla “tenuta” della scuola in quanto a docenti a disposizione, non con offerte di qualità e per tutti nei nidi d’infanzia.

Nella crescita dei figli i genitori vanno supportati con una pluralità di offerte: il “come” fa una grande differenza. Una scuola totalizzante è dannosa, non lascia spazio al genitore per le proprie scelte di famiglia (e lo vediamo nella pratica di uno sport o di altre attività come musica, danza, volontariato ecc.) Serve integrazione tra scuola ed attività extra, con politiche integrate, che si parlano e si intrecciano. Non è questo quello che abbiamo visto negli ultimi cinque anni: abbiamo visto interventi spot, scollegati, distribuzione di denari senza un disegno complessivo. Questo è ciò che alimenta la politica di destra, o civica di destra.  La destrutturazione della scuola si vede in questi anni: come organizzazione manca attenzione alla qualità, a una progettazione complessiva dei servizi, mancano risposte alla carenza di educatori ed insegnanti, mancano risposte di lungo respiro sulle questioni sociali (dalla denatalità, alle richieste di aiuto oltre alla scuola, al supporto psico-pedagogico, alla conciliazione lavoro-famiglia, alla questione retribuzione dei lavori di cura/educazione, alla questione sicurezza  ecc.).

Alcuni tendono a semplificare le questioni per gestirle con un like, altri sono disponibili ad aprire i problemi per vedervi le molte facce, e le diverse soluzioni, con il coraggio di affrontarli. Una scelta di campo.

Carla Podetti candidata di Casa Autonomia.eu