La casa dell’Autonomia non è più il Patt – di Luigi Panizza

Da Paola Demagri

Premetto che quanto dirò esula da giudizi di carattere personale. Io non voglio giudicare nessuno. Parlo di condivisione o meno dell’operato delle persone. E a dire la verità ero in dubbio se scrivere ancora sul dibattito politico in atto, dopo quanto ho già detto nei precedenti interventi. Ma la posta in gioco è troppo alta per non intervenire ulteriormente dopo quanto pubblicato in questi giorni soprattutto con alcune dichiarazioni da parte del nuovo PATT.

Sì perché non è indifferente che alle prossime elezioni vinca l’uno o l’altro degli schieramenti in competizione.  C’è di mezzo la credibilità politica e di conseguenza il consenso elettorale. E il nuovo PATT (così sono costretto a chiamarlo), vista la scelta definitiva che ha fatto, tanto o poco contribuirà con i suoi voti ad aumentare le probabilità di vittoria (ammessa e non concessa) del Centro Destra. Pertanto è giusto che tutti, ma in particolare i tradizionali elettori del vecchio PATT, conoscano realmente la situazione e come, inspiegabilmente, il PATT abbia definitivamente scelto il Centro Destra.

Questa scelta è in netto contrasto con la posizione assunta da tre dei quattro consiglieri che hanno rappresentato il PATT in Consiglio Provinciale. E questo su temi concreti (sanità, scuola, assistenza, opere ecc..). Inoltre questa scelta non è certo in sintonia con quanto ufficialmente espresso nel Congresso dell’aprile 2022 e non rispetta lo Statuto nella parte etica relativa alla solidarietà internazionale.

Scusate se la lingua batte (per la mia esperienza personale) dove il dente duole, ma non si può dare fiducia a forze politiche che hanno adottato provvedimenti chiaramente razzisti. E qui mi sia concesso un plauso all’ex presidente Rossi per gli interventi fatti in merito in Consiglio Provinciale sul problema degli emigranti (aiuti ed accoglienza) .

Venendo al percorso fatto dal PATT, dopo il Congresso si è iniziato subito invitando confusamente vari movimenti territoriali senza distinzione fra chi aveva avuto responsabilità di governo o meno. Evidentemente a questo incontro per chiarezza si sono presentati solo quelli invitati che avevano avuto responsabilità di governo e non gli altri . E con i primi si è continuato in modo inarrestabile fino ad arrivare all’assurdo di sposare la causa del Presidente della Provincia sicuramente primo corresponsabile e rappresentante della Maggioranza.  Anzi il Presidente della Provincia è diventato addirittura politicamente l’ancora di salvezza, il garante per il nuovo PATT. Chi l’avrebbe mai immaginata una giravolta così clamorosa?

Ma non basta. Si era detto: mai con Fratelli d’Italia. In merito il segretario dice di non aver mai parlato di Fratelli d’Italia al Congresso dell’anno scorso. Questo è vero. Ma è altrettanto vero che il 22 ottobre 2022 a S. Michele all’Adige durante il Consiglio Provinciale, ivi convocato, nella sua relazione (distribuita mentre il segretario la leggeva), al punto 3 si legge: “nel ribadire l’inesistenza di qualsivoglia accordo con altri partiti, a maggior ragione se nazionali, si ribadisce il paletto posto nei confronti di Fratelli d’Italia”. E qui il verbo ribadire implica che il paletto si era già posto. Più chiaro di così! “Le parole volano, ma gli scritti rimangono”.

Ora si vuole correggere il tiro dicendo che anche i Fratelli d’Italia parlano di Autonomia. E chi non capisce che in questo momento a tutti fa comodo parlare di Autonomia? Parlava di autonomia trentina anche Giorgia Meloni quando in un suo intervento si riferiva solo alla Provincia di Bolzano dimenticando che anche Trento fa parte della Regione a Statuto Speciale Trentino Alto-Adige?

In ogni caso, lasciando perdere Fratelli d’Italia, guardiamo chi ha già amministrato in questi anni. Qui il giudizio si dà a posteriori e non a priori. Vediamo la sanità, la scuola, l’assistenza, le opere promesse ecc.., ed ora gli orsi. Sì anche gli orsi. Basta applicare le norme previste dalla legge Rossi del 2018. In conclusione è proprio necessario ripetere l’esperienza negativa di questa legislatura? Fra le esperienze del Centro sinistra e del Centro Destra quale si è rivelata più positiva per la Comunità trentina? Quale delle due ha utilizzato meglio l’autonomia che abbiamo? Sono i fatti che parlano.

Per ritornare al PATT l’improvvisa inversione a U del nuovo PATT non ha spiegazioni. Almeno queste non sono mai state rese note. E poi si parla di coerenza. Quale coerenza? Tutto quanto accaduto purtroppo dimostra l’esatto contrario. A meno che coerenza non significhi percorrere inarrestabilmente fino in fondo la strada sbagliata. E questo lo devono sapere tutti, ed in particolare tutti gli autonomisti che ora si trovano ad un serio bivio nel dare la fiducia ad uno schieramento o all’altro. Chi è ancora nel dubbio si chieda perché tre consiglieri su 4 hanno lasciato il PATT, poi seguiti dal sottoscritto e da tanti tesserati dei quali in parte ricoprono incarichi in vari enti, principalmente nei Comuni.

Da qui il mio responsabile e accorato appello agli autonomisti, come ex presidente onorario, a seguirci in Casa Autonomia.eu per il bene della Comunità Trentina. Questa “Casa” l’abbiamo pensata proprio come alternativa per dare un sicuro rifugio politico agli autonomisti del vecchio PATT. A conclusione penso che la mia testimonianza sia al di sopra di ogni sospetto e quindi credibile. Diversamente, scusate, mi verrebbe da dire: “chi me lo fa fare alla mia età? E la risposta c’è: “sì, me lo fa fare la tanta voglia che ho ancora di essere utile alla Comunità Trentina e far rivivere il mio vecchio PATT con i principi, valori ed ideali concretizzati nel pane quotidiano”.

Luigi Panizza ex presidente onorario e componente “Casa Autonomia.eu”