IL TRENTINO TRA VALUTAZIONE DEL PASSATO E PROGRAMMAZIONE DEL FUTURO. GLI INTERVENTI DI CASA AUTONOMIA.EU NELLA DISCUSSIONE SUL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA PROVINCIA

Da Paola Demagri

Casa Autonomia.eu entra nelle discussioni in Aula riguardo alla manovra finanziaria. Abbiamo portato all’attenzione della Giunta varie problematiche che affliggono il territorio e che essa si è rifiutata di affrontare. Dallapiccola: “Un altro Trentino è possibile e le minoranze vogliono offrire una valida alternativa in questa direzione”.

Il Consiglio Provinciale ha aperto in questi giorni la settimana di lavori dedicata al bilancio di previsione 2023-25, che solo nel prossimo anno prevede la movimentazione di risorse per quasi 4,7 miliardi di euro. Si parla degli ultimi quattro anni, degli effetti di guerra e pandemia, ma soprattutto ci si chiede quali siano 

gli investimenti strategici da portare avanti nei prossimi anni. Un argomento fondamentale, che l’attuale maggioranza riduce essenzialmente ai trasporti. Autostrada, circonvallazione, collegamento su rotaia sono sicuramente opere importanti, ma sono veramente le uniche necessarie? 

Lo abbiamo chiesto come consiglieri di Casa Autonomia.eu, che nei nostri interventi in consiglio degli ultimi giorni abbiamo invece portato alla luce alcune problematiche da non sottovalutare, sia nella valutazione degli ultimi anni, che nella programmazione dei prossimi.

Michele Dallapiccola (Misto-Casa Autonomia.eu): “So di essere un consigliere di minoranza scomodo e riconosco di aver provocato un elevato grado di reazione nei colleghi di maggioranza. Forse ho anche esagerato nell’insistenza sugli aspetti negativi dei miei avversari politici e chiedo scusa a chi si è sentito preso di mira. Tuttavia è necessario riconoscere che alla politica di questa Giunta, che non sa gestire le questioni dei grandi carnivori né delle centrali idroelettriche a scapito degli enti locali, manca un disegno complessivo. L’esecutivo ha adottato un approccio ai problemi che è quello della politica del Jukebox, con i cittadini che inseriscono un gettone e l’amministrazione che si dichiara pronta a soddisfare la richiesta.

Quanto a realizzazioni effettive è però molto indietro: l’unico cantiere aperto è quello della galleria Loppio-Busa. Promesse ce ne sono state tante, impegni ancor di più, ma concretamente si è visto solo qualche tratto asfaltato e pochissimi interventi che hanno rivoluzionato dei settori. L’inefficienza della Giunta leghista si è accanita soprattutto in Valsugana, con la cancellazione di progetti territoriali interessanti come quello della bonifica agraria di Villa Agnedo o per il compendio termale di Levico o decretando la chiusura della stazione sciistica della Panarotta che, a differenza di altre come Bolbeno, non ha ricevuto un solo euro dalla Provincia. Mentre valorizzando le varie attività legate alla neve e al turismo invernale, anche diverse dallo sci, si sarebbe potuto aiutare il territorio a risollevarsi economicamente”. 

Dobbiamo seguire un modello di sviluppo originale , non limitarci ad imitare quelli altrui come nel caso dei 6 milioni di euro spesi per il concerto di Vasco Rossi con l’esproprio di un terreno di cui gli agricoltori avrebbero avuto bisogno. Da questo punto di vista è mancata la capacità della Giunta di offrire un indirizzo di sviluppo alla Valsugana, promuovendone le vocazioni. Per questa e altre valli (Fiemme, Non e Sole), la legislatura si conclude con belle promesse di finanziamento, ma con la quasi totale assenza di riscontri pratici. Non solo, la riforma delle Apt voluta da questo esecutivo ha anche segnato l’entrata a gamba tesa della politica nei territori non favorendo affatto accordi e la capacità di unire le forze per la promozione. I trentini vorrebbero trovare nei politici persone che si prendono davvero cura dei problemi delle comunità, non solo mettendo a disposizione risorse, ma individuando e portando a termine soluzioni reali. Nonostante le tante promesse politiche che rimangono tali, un altro Trentino è possibile e le minoranze vogliono offrire ai cittadini una valida alternativa in questa direzione”.

Paola Demagri (Misto Casa Autonomia.eu) si concentra invece sull’ambito socio sanitario: “La Giunta leghista non si assume le proprie responsabilità (come farebbe un buon amministratore), ma preferisce attribuire i propri insuccessi a cause esterne. La verità è che l’esecutivo, privo di una vera programmazione, ha preso decisioni non corrispondenti alle necessità del Trentino e si è limitato ad annunciare nuove opere pubbliche, evitando poi di portarle avanti nonostante i finanziamenti fossero già presenti dalla legislatura precedente. Esempi lampanti sono il Liceo Russel di Cles, dove i lavori sono fermi da due anni, e la tangenziale, di cui non si riesce ad intravedere nemmeno l’inizio. Si riscontrano gravi mancanze anche riguardo alla pubblica amministrazione, riguardo la quale il presidente ha parlato di crescita, ma la verità è che dei dipendenti del pubblico impiego questa Giunta si è occupata davvero poco. Come nel caso dei contratti delle insegnanti della scuola dell’infanzia che hanno dovuto lavorare un mese in più senza nemmeno essere interpellate sul valore pedagogico di questo prolungamento estivo dell’attività. Le decisioni sono state imposte con un metodo che ha impedito di ascoltare, condividere, collaborare”.

Per non parlare poi dell’assistenza agli anziani, alle donne e alle giovani coppie – continua Demagri -. In questi quattro anni la mancanza di posti letto per i non autosufficienti nelle case di riposo è stata una costante, così come la totale assenza di interventi per potenziare servizi di conciliazione o nidi gratuiti per chi è in condizioni economiche non agiate. Inoltre come si può pensare che un bonus di 5mila euro per il terzo figlio sia un incentivo valido per le coppie? I giovani genitori hanno bisogno di sicurezza, come quella che potrebbe arrivare da un bando sostanzioso per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa. La Provincia non è riuscita a essere presente nemmeno per i disabili, le cui famiglie, in assenza di garanzie e aiuti sufficienti, sono state costrette a rivolgersi a specialisti di Bassano del Grappa per ottenere una certificazione. Lo stesso vale per gli alunni Bes, con Bisogni educativi speciali. Se non si affrontano precocemente le difficoltà di questi bambini e ragazzi poi l’ente pubblico sarà costretto a farsene carico con maggiori costi quando diventeranno adulti.

Infine vorrei portare all’attenzione la grande problematica della salute mentale che coinvolge in particolare i giovani, che non riescono a manifestare le proprie difficoltà e non vengono presi in carico da un sistema che ha estremo bisogno di più personale. L’Apss è in enorme difficoltà e c’è un diffuso malessere tra i dipendenti. Tutti si lamentano della gestione del settore. La sanità trentina è oberata dalla burocrazia, dallo sforzo per compensare le carenze delle piante organiche, dai tempi lunghi di attesa di una visita specialistica. Bisogna ripensare il sistema Rao, che non funziona più e appare superato perché non riesce a identificare l’urgenza. Questa è solo una delle soluzioni da trovare per uscire dalla cosiddetta sanità sospesa, una problematica che la Giunta dovrebbe affrontare con attenzione invece che concentrarsi sulla riduzione e la chiusura di servizi nell’ottica di un ospedale policentrico”.